Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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giovedì 25 novembre 2010

Voti che contano.

Bersani sul tetto che scotta...

Non so se Bersani abbia fatto bene a salire sui tetti con gli studenti per affiancarli nella protesta.

Personalmente non amo molto i "coup de théâtre" degli uomini pubblici. Ma tant'è, può anche darsi che ogni tanto ci voglia.

Sul gesto di Bersani, la dichiarazione della Gelmini è stata: "Non si capisce se (l'ha fatto) in veste di segretario precario del Pd, piuttosto che di studente ripetente".

La reazione di Bersani? Rendere pubblico il suo libretto universitario con l'elenco degli esami superati e di tutti i voti, esame per esame (e che voti!). Bersani ha poi sfidato il Ministro Gelmini a fare altrettanto.

Suor Maria Stella: ora pro nobis...
Bersani provoca di proposito. Molte sono le voci sull'opacità della (Maria) Stella scolastica: rendimento mediocre a scuola, una laurea in Giurisprudenza dai contorni non proprio lusinghieri (si parla di una votazione finale nell'ambito dei "100" e rotti su 110, ampiamente fuori corso, con una tesi "sciatta" che non ha meritato più di 1 punto...).

Insomma cara Maria Stella, ora tocca a lei: le si chiede in sostanza di... "prendere i voti".

Del resto i tre consigli evangelici principali non sono forse già capisaldi della Scuola odierna versione Gelmini?

Tanto per capirsi: castità, povertà ed obbedienza.

Ci siamo, no?

Amen.

[Forse può interessarti: La Gelmini si vota contro!]


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