Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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martedì 21 giugno 2011

Lega: il giallo del decentramento dei Ministeri.

Pensavo: ci deve essere un motivo molto serio per il quale la Lega continua a battere sul decentramento dei Ministeri.

Dopo il rilancio a Pontida, ecco infatti i titoli della Padania di oggi:


Ma in realtà tutto era cominciato a settembre 2010, con questa copertina della Padania del giorno 24:



Ed era proseguita, tra battute e mezze frasi, in piena campagna elettorale delle amministrative, tra il primo e il secondo turno , scatenando un vespaio, quando Calderoli annunciò una importantissima "sorpresa".

La Lega ha addirittura lanciato una proposta di legge di iniziativa popolare con tanto di raccolta firme:


E udite udite: l'adunata di Pontida è stata spostata proprio per organizzare al meglio quella che definiscono una iniziativa epocale:


Con queste premesse, immagino dunque che i vertici leghisti non siano proprio al settimo cielo dal momento che persino i propri elettori non mostrano di comprendere i motivi di tanto affanno e dell'evidente trepidazione.

Come risulta dall'indagine condotta da Demopolis sul pubblico di Pontida e mostrata ieri, a Otto e mezzo su La7, nel Punto di Paolo Pagliaro:


Non so, forse sarebbe il caso di dare qualche spiegazione in più.

Di dichiarare apertamente quali sarebbero davvero i vantaggi di questo decentramento, per l'Italia del Nord (e anche per il resto del paese), e magari, visto che ci siamo, anche quanto ci costerebbe un'operazione del genere (a quanto pare non poco) e a cosa si dovrebbe rinunciare per realizzarla.

E' un consiglio eh, per carità. Un suggerimento.

Altrimenti temo che la proposta finisca con l'essere considerata né più né meno come nel sondaggio che da domenica sta andando in scena sul sito padania.org:


L' "ottima idea" è all'8%.

La "grande str..." al 58,3%.

Pertanto insisto: ci deve essere un motivo molto serio, praticamente irrinunciabile per il quale la Lega continua a battere sul decentramento dei Ministeri.

E quando lo troverò, giuro: sarete i primi a saperlo.


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