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| Shipwrecked, di J.M.W. Turner |
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"La ragione è un'isola piccolissima nell'oceano dell'irrazionale" (Immanuel Kant)
La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".
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| Shipwrecked, di J.M.W. Turner |
L'ultimo viaggio.
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| Il funerale delle 5 donne morte a Barletta (via Tmnews) |
1. Scherzare sulla denominazione di un nuovo partito chiamato Forza Gnocca.
2. Intrattenere alla Camera adepti e pasdaran con le sue insulse barzellette.
L'uomo sbagliato nel posto sbagliato.
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[Dal Prof. Woland per la Città Invisibile]
Ebbene la gente, a fronte di un rischio infinitamente minore, si è ben guardata dall'acquistare cetrioli benché non ci fossero esplicite etichette che segnalavano una, sia pur bassissima, probabilità di contaminazione da E.Choli"
La psicosi del batterio killer.
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[Dal Prof. Woland per la Città Invisibile][In memoria di tutti i bambini che non sono riusciti a crescere nel nostro paese]Mi chiamo Aziz.Ho dieci anni.La mia città natale è Ghat una bella città della regione del Fazzan.Nella mia città arrivavano tanti turisti da tutte le parti del mondo ed io coi miei compagni spesso li seguivo nelle loro gite, perché erano gentili e ci regalavano dolci e qualche moneta.Ai turisti piace la nostra città perché è una città oasi, siamo circondati dal deserto, che - l’ho imparato a scuola - i turisti trovano suggestivo e affascinante.Inoltre siamo vicini ai monti del Tadrart Acacus e del Tassili n'Ajjer, ove ci sono pitture e incisioni rupestri. Mio nonno dice che i turisti sono interessati anche a visitare Jabal Idinen, conosciuto come la montagna degli spiriti. Ma mio nonno, che era una guida tuareg, dice che lui non li avrebbe accompagnati per tutto l’oro del mondo su quella montagna dove dimorano esseri malvagi.Anche mio padre è una guida e fin quando non è scoppiata la rivolta la mia famiglia se la cavava.Ma ormai da mesi era tutto fermo: niente più turismo. Solo lotte, violenze, vendette.E così mio padre ha deciso. Lì oltre il mare c’è la vita vera: una vera scuola, i cinema, le automobili, il lavoro, la libertà.Il nonno ha detto che oltre il mare non ci vogliono e chi lascia il proprio paese non sa a cosa va incontro.Mio padre ha risposto che lui sapeva bene ciò che lasciava e che non ci poteva essere di peggio.Ha detto che la terra appartiene agli uomini e che tutti gli uomini hanno il diritto di andare dove si può stare meglio: anche gli uccelli migrano.Il nonno ha scosso tristemente il capo.Ormai era deciso. Il viaggio è cominciato.Le ultime cose che ricordo sono le spinte, le urla, il barcone, la sete e poi quando, sono caduto in acqua, mio padre che gridava Aziz, Aziz.Io non ce l’ho fatta ma spero che la mia famiglia sia arrivata in quel paese meraviglioso di cui ci parlava sempre mio padre e che per loro inizi la vita che lui sognava per tutti noi.
Lettera da un bambino mai arrivato.
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| Prato allagata: in un sottopassaggio hanno perso la vita 3 donne cinesi. |
"Di fronte alla morte e al dolore ovviamente c'e' la massima solidarietà, pero' per stabilire il lutto cittadino ci sono molte difficoltà, dovute a vari fattori che devono essere presi in considerazione affinché non si formino precedenti che possano condizionare vicende future. Che io sappia a Prato non è stato fatto lutto cittadino né per l'assassinio di un uomo davanti all'ospedale l'anno scorso, né per la morte di due giovani in un incidente stradale un paio d'anni fa, e credo neanche nel 1996 quando tre pratesi perirono in un aereo di linea inabissatosi davanti a New York 5 minuti dopo il decollo con 650 passeggeri a bordo".
''Se dovesse essere confermato il no dal sindaco allora la parola integrazione potrà essere cancellata dal dizionario di Prato. Da oggi si potra' parlare solo di discriminazione e di guerra''Lo stesso Ye ha poi rettificato:
"È stato solo un malinteso linguistico. Il sindaco Cenni ha fatto bene a non proclamare il lutto cittadino per la morte delle tre donne cinesi: poiché il lutto cittadino non è stato dichiarato in occasione della morte di cittadini pratesi, ricordate dallo stesso sindaco, proclamarlo oggi sarebbe stata soltanto una strumentalizzazione"
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| Questo è il nostro futuro: vogliamo andargli incontro o costruire inutili barricate? |
Maltempo, a Prato muoiono tre donne cinesi: il sindaco Cenni nega il lutto cittadino.
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