Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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mercoledì 20 luglio 2011

L'ultima del Giornale: Silvio come Murdoch.

Il mondo dell'informazione berlusconiana come quello del film di Cristopher Nolan.
Silvio Berlusconi ne colleziona un'altra.

Di inchiesta, s'intende.

E' di ieri la notizia che il Premier è indagato per abuso d'ufficio per aver fatto pressioni sull'AgCom e sul Direttore Generale della Rai per far chiudere Annozero.

Vicenda gravissima, naturalmente, se venisse confermata (il che, dopo il famoso editto bulgaro di Berlusconi del 2002, non appare certo inverosimile).

Ed ecco allora che il Giornale parte lancia in resta.

Questa la notizia di ieri sul sito online:



La colpa, naturalmente, è dei magistrati.

La cosa più inquietante è che nell'articolo - guarda caso - non si spreca neppure mezza riga sulle intercettazioni che hanno condotto all'inchiesta, cosicché l'accusa appare davvero fondata sul nulla.

Nel pezzo di oggi, invece, c'è una certa aura relativa alle intercettazioni, ma il termine non viene mai usato e si preferisce optare per "chiacchierate" o locuzioni del tipo "quando Silvio alzava la cornetta", giusto per dare maggiormente l'idea della presunta "violazione della privacy", cavallo di battaglia dei berluscones sull'argomento.

Ma il pezzo forte, in tal senso, è della versione cartacea del Giornale di oggi. Guardate qua:




Visto?
"Le intercettazioni al Premier illegali come quelle di Murdoch"
E qui la cosa, dopo aver strappato un sorriso, fa letteralmente indignare.

Perché qui siamo alla disinformazione pura al limite dell'eversivo.

Giusto per ricordarlo: la Procura della Repubblica di Trani, mentre indagava su una vicenda di truffa ed usura, nel corso di intercettazioni disposte per l'indagine in atto, si imbatte in 18 (diciotto!) telefonate contenenti presunte pressioni per fare chiudere "Annozero" di Santoro e regolare in qualche modo "Ballarò" e "Parla con me".
La Procura apre, com'è suo diritto e dovere fare, una nuova indagine sulla vicenda.

La storia inizia così: nessun illecito, dunque, ma al contrario un atto dovuto.

Un altro pianeta rispetto alle intercettazioni di Murdoch compiute illecitamente dai giornalisti di News of the World.

Ma tant'è: qualsiasi mezzo è buono per alterare la verità e innestare il seme dell'odio nei confronti della magistratura.

Usque tandem, Giornale, abutere patientia nostra con questo scempio incessante dell'informazione a mezzo stampa?


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martedì 28 giugno 2011

Tetto cercasi per atterraggio miracoloso. Astenersi perditempo.



P4.

Le intercettazioni dell'era Masozoica, da cui emerge la squisita e raffinata competenza televisiva sulla base della quale, sicuramente dopo accurata selezione, fu scelto l'ex Direttore Megagalattico, Lup. Mann., Ing. Dott., Cav. di Gran Croce Mauro Masi come impavido condottiero della televisione di stato.

Attila fu meno traumatico: la fuga multipla dei "professionisti degli ascolti" da Mamma Rai ricorda i fili d'erba del leggendario unno.

L'organizzazione a "bordello" ipotizzata per il Presidente del Consiglio riguardo alle sue "cene eleganti" con statuina di Priapo danzante tra una portata e l'altra.

Le pensioni sempre più chimera per i giovani lavoratori di oggi.

I giovani di oggi non lavoratori sempre più numerosi.

Passata la sbornia elettorale e referendaria, la routine quotidiana in cui siamo presto riscivolati non dà segni di inversione di tendenza.

La sensazione drammatica è che "la macchina-Italia" stia precipitando in modo anomalo né più né meno come è  realmente capitato all'autovettura nella foto in apertura di post.

La buona notizia è che anche nelle situazioni più impensate può spuntare un tetto imprevisto che ti salva le chiappe.

La cattiva notizia è che la probabilità che questo accada è tristemente remota.

Speriamo solo di riuscire ad essere l'eccezione che conferma la regola.


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mercoledì 27 aprile 2011

La responsabile Siliquini, la Consap e i nuovi incarichi... a costo determinato.

"In considerazione del delicato momento che vive l’attuale legislatura e delle importanti riforme avviate, comunico di non poter accettare l’incarico, per continuare a svolgere l’attività parlamentare".
Così, il 14 marzo scorso, scriveva Maria Grazia Siliquini - una delle discusse transfughe da FLI ad Iniziativa responsabile in occasione della fiducia a Berlusconi del 14 dicembre - per comunicare la sua rinuncia al prestigioso (e secondo alcune fonti PDL troppo poco retribuito) incarico nel Cda di Poste Italiane.

Si apprende, oggi, che la deputata "responsabile" dovrebbe essere nominata Presidente della Consap (di cui il Presidente della Rai Mauro Masi dovrebbe diventare Amministratore Delegato).

Delle due l'una: o il delicato momento della legislatura, per la Siliquini, è terminato; o le motivazioni per "prendere o lasciare" erano (sono) ben altre che le 'responsabilità parlamentari'. 

A voi l'ardua sentenza.

Nel frattempo, il messaggio per le nuove generazioni è chiarissimo: si passerà dalla tipologie di contratto a tempo determinato a quelle a costo determinato.

Altro che disoccupazione!

N.B. Clausola dei nuovi contratti:
 "solo in caso di salto della quaglia compiuto in extremis per evitare la caduta di un governo".
Accidenti: dunque la nuova mirabolante possibilità di carriera riguarderà solo pochi eletti (è proprio il caso di dire), per altro già stipendiati.

Da noi, ovviamente: tanto per cambiare.

Aggiornamento del 28 aprile:
Incredibile: è sfumato anche il prestigioso 2° incarico della Siliquini! Confermato come Presidente Andrea Monorchio, che pare abbia influito non poco sull'esito della vicenda. Leggete un po' (qui la notizia completa):
L’ex ragioniere generale dello stato, civil servant attento alla forma, ha imposto una verifica rigorosa della procedura e dei requisiti dei candidati alle nomine, Siliquini in primis. Secondo quanto trapelato da fonti interne, avrebbe perfino minacciato eventuali ricorsi alla corte dei conti contro la deputata che aspirava alla sua successione. La quale, dal canto suo, avrebbe chiesto un aumento di stipendio contestuale alla sua nomina.
Standing ovation per Andrea Monorchio.
Riguardo alla Siliquini invece, credetemi, mi vengono in mente solo aggettivi che non ho voglia di scrivere.
Ci rivediamo al prossimo incarico.
To be continued...


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sabato 26 febbraio 2011

Il Cavaliere dalla Trista Figura.

I Viaggi del Don Chisciotte, di Ciro Palumbo.


Ieri sera ero a teatro (Don Chisciotte di Franco Branciaroli: testo intrigante, grandissima prova d'autore, audio pessimo. Un po' snervante, alla fine di un'intensa settimana lavorativa).

Tra una parola e l'altra - che si smarriva nei circuiti dell'amplificazione, non arrivando a me - mentre viaggiava il Don Chisciotte, viaggiava la mia mente. Ripensavo.

Ripensavo a quante volte ho sentito dire al popolo di centro-destra (politici, elettori, simpatizzanti, benpensanti e malpensanti) che le tv (non a caso plurale, dunque non di lapsus calami si tratta, ma di  lapsus freudianonon spostano voti (tesi che troppo spesso suona un tantino di parte, aggiungerei, ma fa lo stesso).

Ci ripensavo perché ad un certo punto - credo sia stato alla menzione del "Cavaliere dalla Trista Figura" - mi è tornato alla mente quello che avevo appena letto nel pomeriggio: Giuliano Ferrara sta per riapprodare in Rai, con un programma stile Radio Londra, nella fascia oraria 20:30-21.
Per intenderci, lo spazio che fu del compianto (e sempre più rimpianto) Enzo Biagi, prima dell'arcinoto editto bulgaro del Sire di Arcore.

Evidentemente gli usi criminosi fatti dall'Elefantino dei testi di celebri drammaturghi (Shakespeare) e immensi filosofi (Kant) devono piacere molto ad una certa destra, o comunque ad un solo uomo (che è lo stesso).
... E poi ci si lamenta che non c'è meritocrazia!

Dunque, dopo che hanno, in ordine sparso:
- tolto di mezzo Biagi, Luttazzi, Sabina Guzzanti (RaiOt);
- tentato con ogni mezzo di silurare ed affondare Santoro e Dandini;
- provato a togliere la tutela legale a Report della Gabbanelli;
- messo in plancia di comando dell'azienda Rai il Megadirettore Galattico Cav. di Gran Croc. Dott. Lup. Mann. Mauro Masi, uomo di comprovata indipendenza;
- affidato a Minzolini il Tg1 trasformandolo in una succursale televisiva del Giornale, con qualche "sapiente" innesto del Chi di Alfonso Signorini; ;
- rifiutato di stilare un contratto con Travaglio e Vauro, che pertanto intervengono ad AnnoZero a titolo gratuito;
- inserito nel prossimo palinsesto televisivo primaverile Vespa e Sgarbi in prima serata ed ora, appunto, Giuliano Ferrara...
... dopo tutto questo, sperano ancora che si creda alla favola secondo cui le tv non influenzano il voto...

Mah.

Eppure un'indagine del Censis, nel 2009, era stata piuttosto chiara al riguardo.

Tutto questo, pensiero più pensiero meno, viaggiava nella mia testa ieri a teatro - in parallelo al viaggio di Don Chisciotte col fido scudiero Sancho Panza - in particolare quando le parole di Branciaroli si dissolvevano nell'intricato tragitto tra il microfono e le mie orecchie.

Starete pensando che a teatro potrei tentare di distogliere la mente dalle italiche storture.

Che volete farci, sono così. Anch'io, come Montale:

Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori del tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.

Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace — uomo che tarda
all’atto, che nessuno, poi, distrugge.

Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d’una leva che arresta
l’ordigno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.

La Rai che il Cavaliere dalla Trista Figura a capo dell'Italia sta disegnando per noi (al grido di "le tv non spostano voti") è uno degli eventi  simbolo del crollo: un servizio pubblico quanto più possibile asservito agli obiettivi politici, nel quale si "occupano" posti strategici, affidandoli ai portavoce del regime, al solo scopo di preparare al meglio il voto delle prossime elezioni. Altro che pluralismo, cui si inneggia oggi, in casa Pdl.

Però, almeno a teatro, avete ragione voi: dovrei davvero evitare di fare simili pensieri.

Ed è per questo che ve lo giuro: se becco il tecnico audio di ieri, lo strozzo.


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sabato 5 febbraio 2011

Quando una rondine fa primavera.

La prima serata si sposta a destra: Vespa e Sgarbi ai blocchi di partenza.

Giusto qualche giorno fa ho pagato, come ogni anno, il canone Rai, arrivato puntuale come l'influenza stagionale (in effetti il periodo è quello, che vi sia una qualche connessione?!).

Non dirò che me ne son pentito: sono per pagare, sempre e comunque, quello che c'è da pagare, in termini di tasse, imposte e quant'altro.

Niente pentimenti, dunque. Ma scoramenti sì, eccome.

Perché quando ho letto del nuovo palinsesto Rai primaverile e ho visto che a risollevare le sorti delle prime serate della televisione di Stato saranno alcuni personaggi di primo pelo, le nuove promesse del giornalismo italiano, tali Bruno Vespa e Vittorio Sgarbi, e in aggiunta un minorenne romano imberbe, un certo Maurizio Costanzo, vi confesso che per poco non mi è venuto un collasso.

La cosa "intrigante" (si fa per dire) è l'impostazione, al solito equilibratissima, data alla vicenda dalle testate di centrodestra. Guardate qua:


E ancora:



Libero parla dunque di par condicio; Il Giornale invece di un'iniziativa per "controbilanciare" e nell'incipit dell'articolo afferma inequivocabilmente: "è arrivato il momento dell'informazione di centrodestra".

In questa comica giornalistica, la vera notizia è che finalmente si dice chiaro e tondo, da "destra", quello che è stato spesso negato : si afferma cioè che Bruno Vespa rappresenta la destra (era il 2007 quando  lo stesso Berlusconi dichiarava il conduttore di Porta a Porta semplicemente "equilibrato"!).
Da sinistra lo sosteniamo da anni. Almeno su questo, dunque, ci viene finalmente dato ragione. Meglio tardi che mai.

Riguardo al presunto approdo nella tv di Stato dell'informazione di centrodestra, si resta invece un po' sbigottiti. Perché, Minzolini&Co. che tipo di informazione fanno, quotidianamente?!

In ogni caso, è bene tenersi pronti.

Perché questa rivoluzione di palinsesto non sembrerebbe altro che un preparativo tattico in vista delle elezioni anticipate: una mossa per blindare (ancora di più) l'informazione filogovernativa della Rai dell'era Masozoica, aumentando la potenza di fuoco del giornalismo berlusconiano.

Se il "buon" giorno si vede dal mattino, questo, siamo pronti a scommetterci, non è che l'inizio.

Aggiornamento: Sgarbi ha dichiarato che nella sua trasmissione ci sarà uno spazio condotto dal Direttorissmo  Mauro Masi: si chiamerà "L'angolo di Zorro". Vorrei fosse uno scherzo. Ma ve lo giuro: è la verità.

P.P. [Post Post] A proposito dell'indipendenza di Bruno Vespa, tanto per non dimenticare, eccovi una piccola sintesi di Marco Travaglio:




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sabato 29 gennaio 2011

Nientepopodimeno.


Tanto perché sia chiaro: chi ha strenuamente duellato con Santoro al telefono, l'altra sera, ergendosi a paladino delle regole e ribattendo sagacemente, colpo su colpo, con dialettica cristallina, senza mostrare mai il benché minimo tentennamento, in perfetto e lucido equilibrio tra logica e contraddittorio, ebbene costui è nientepopodimeno che...
colui il quale è stato insignito del prestigioso premio "Miglior Comunicatore professionale dell'anno 1997".

Questo accadeva nel gennaio del 1998.

Dite la verità.

Nel riascoltare la prosa asciutta e le argomentazioni cogenti, non sembra anche a voi che questi 13 anni trascorsi abbiano lasciato intatte le sfavillanti ed eccelse doti comunicative del Mega Direttore Generale della Rai, il Dott. Ing. Lup. Mann. Gran Farab., Cav. di Gran Croc. Mauro Masi?




[Grazie a Max per la segnalazione!]


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giovedì 28 ottobre 2010

Al cuor non si comanda

Il Megadirettore galattico Masi sorride
pensando al programma tv per la sua bella.


E però, diciamocelo, un po' di ragione pure Masi, in fondo in fondo, ce l'ha

La situazione lavorativa, in Italia, è quella che è, lo si sa bene.

Perché mai, nel contenere la spesa della Rai in un momento così delicato della storia della azienda, il Direttore Generale non dovrebbe pensare a salvaguardare uno spazio televisivo per la sua fidanzata?

Voi, al posto suo, non fareste lo stesso?





... Quo usque tandem abutere, Mauro Masi, patientia nostra?



[Potrebbero interessarti:
(1) Dopo la diffida dell'AgCom a Minzolini, cosa farà il Dg Masi?


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domenica 24 ottobre 2010

Dopo la diffida dell'AgCom a Minzolini, cosa farà il Dg Masi?

Sua Magnificenza, il Megadirettore Generale, Mauro Masi.

Ho scritto altre volte di come ritenga fondamentale il ruolo della "memoria" nell'occuparsi (ognuno come può) di "politica" nel nostro disgraziato e bellissimo paese. 

A prescindere dalle idee di ognuno e dai rispettivi ruoli, sia che siamo osservatori di politica o praticanti, o persino "tifosi", sono fermamente convinto che gli uomini e le situazioni vadano valutati sempre leggendo con attenzione il contesto nel complesso. 
Questo si può fare solamente "unendo i puntini" delle varie circostanze che accadono, non abbassando mai la guardia su quanto è già stato. Ricorrendo, appunto, all'esercizio della memoria.

Ebbene, ripensando alla diffida dell'Agcom nei confronti del "buon" Minzolini su cui ho già scritto, ho ripescato da un cassetto della memoria una dichiarazione del MegaDirettore Generale Mauro Masi, che sono andato a ricercare.

9 settembre scorso: in una lettera di risposta al Presidente della Rai Paolo Garimberti, che si era detto preoccupato del mancato pluralismo del Tg1 di Minzolini, il MegaDirettore Galattico, Prof. Dott. Ing. Lup. Mann, Cav. di Gran. Croc. Mauro Masi dichiarò per iscritto quanto segue:
"Come ho avuto modo di affermare anche pubblicamente in commissione parlamentare di Vigilanza, non condivido la tua preoccupazione di una mancanza di pluralismo da parte del Tg1. Né ho rinvenuto sinora elementi tecnico/fattuali che la dimostrino".

Oggi è il 24 di Ottobre. La diffida dell'Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni risale a 3 giorni fa.

A seguito degli elementi tecnico-fattuali registrati dall'Agcom, siamo certi che il MegaDirettore Masi stia studiando febbrilmente i provvedimenti da adottare nei confronti di Minzolini e del Tg1.

Siamo tutti convinti che il MegaDirettore vorrà dare mostra di come una supposta ingiuria personale contro un capo azienda (il "vaffanbicchiere" di Santoro) sia infinitamente meno grave di una sistematica informazione non pluralista perpetrata ai danni dell'intero pubblico televisivo, che si configura pertanto come un tradimento professionale e deontologico verso un'intera nazione.

Una sorta di informazione dopata,  confezionata dal buon Minzolini. 

Ve la immaginate la sanzione nel parallelo sportivo? Radiazione, come minimo.

Cosa deciderà, invece, l'inflessibile Masi? Il rigoroso paladino del rispetto aziendale e, soprattuto, dell'etica del lavoro? 

Uno stop di 10 mesi per Minzolini senza stipendio?!

Attendiamo con ansia.

E nel frattempo: meditate, gente, meditate.

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martedì 19 ottobre 2010

Lettera aperta al Direttore Generale della Rai, Mauro Masi.

Il MegaDirettore Masi

Esimio Direttore Megagalattico, Dott. Ing. Lup.Mann. Cav. di Gran Croc. Mauro Masi.

Chi Le scrive è un abbonato trentottenne, che paga il canone da sempre (non sorrida, è così) e che ieri sera l'ha udita a Porta a Porta, dal buon Bruno Vespa, dichiarare:

''Voglio fare le mie scuse ai telespettatori, perché la vicenda Santoro
va avanti da 25 anni e penso che sia un tema che abbia stancato".

Lungi da me, esimio Direttore, supporre una Sua scarsa preparazione sulla storia della televisione, che anzi, in qualità di Direttore Generale della Rai, immagino sia il primo requisito per cui Ella è stato rigorosamente selezionato.

Purtuttavia, a riflettere sulla  Sua dichiarazione per cui "la vicenda Santoro va avanti da 25 anni", continuano a non tornarmi i conti.

Mi permetta di spiegarLe perché.

La carriera televisiva di Santoro inizia con la trasmissione Samarcanda, trasmessa su Rai3 dal 1987 (23 anni fa). Con le sue parole, MegaDirettore, Ella sembrerebbe alludere al fatto che Santoro ha avuto "problemi con la Rai" da quando trasmette.

Sarà stato certamente un lapsus, ne sono convinto. Perché i problemi di Santoro, come Ella certamente ben rammenterà, sono cominciati solo nell'era berlusconiana, ed esattamente nel 2001, a seguito di una puntata del Raggio Verde, dove Santoro parlò dei rapporti fra lo stalliere mafioso Mangano-Dell'Utri e Berlusconi, portati alla ribalta televisiva dall'intervista di Luttazzi a Travaglio nel programma Satyricon.

Da lì cominciò la battaglia di Forza Italia con l'Authority per far chiudere il programma di Santoro (la stagione seguente si chiamerà Sciuscià), che culminerà nell'aprile 2002 nell'editto bulgaro, cosiddetto, in cui, da Sofia, Berlusconi scomunicò Luttazzi, Santoro ed Enzo Biagi.

Insomma, esimio MegaDirettore, "la vicenda Santoro" cui Ella allude ci accompagna da soli 9 anni, dopo 14 di onorato ed applaudito servizio.

E nonostante ciò, Ella coglie perfettamente nel segno: il tema proposto dall'era berlusconiana negli ultimi 9 anni ci ha davvero stancato.
Ecco perché ci auguriamo, al più presto, che questa vicenda, per chiamarla col suo nome "la guerriglia a Santoro" iniziata 9 anni fa, finisca davvero e che, come viaggiando nella macchina del tempo, si ritorni ad un sentire comune in cui le opinioni di tutti, per quanto diverse, vengano rispettate ed ascoltate, e trovino sempre gli spazi giusti per esistere ed essere sostenute.
Perché veda, esimio Megadirettore, Ing. Dott. Lup. Man. Cav. di Gran. Croc. Masi,  gli abbonati come me sono degli strenui sostenitori del concetto espresso dalla scrittrice Evelyn Beatrice Hall (ed erroneamente attribuito a Voltaire), che affermò tempo addietro: 
"Non concordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo".
Subordinatamente,

Luigi Bruschi

P.S. Solo una precisazione, Sua Umanità: le scuse preferiremmo udirle dal Presidente del Consiglio Berlusconi, visto che, 9 anni fa, quando tutto iniziò, il Direttore Generale era un'altra persona e dunque non è riconducibile ad Ella la paternità della questione Santoro. Paternità della questione che, del resto, non è corretto attribuirLe nemmeno oggi, Megadirettore, noi lo sappiamo bene: nonostante l'indiscussa nobiltà del Suo gesto, volto ad assumersi, storicamente e stoicamente, in modo del tutto disinteressato, responsabilità non riconducibili in alcun modo alla Sua persona.

Con sovraumana umiltà.


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sabato 16 ottobre 2010

Santoro, l'arbitrato e l'appello per Annozero: a chi scrivere.



Giovedì scorso Santoro aveva preannunciato che avrebbe fatto sapere come sostenere la trasmissione Annozero dopo il diktat di Masi.

Ebbene dal sito della trasmissione, ieri, si apprendono le modalità della partecipazione all'appello.

E' sufficiente scrivere un'email (sottoscritta da più firme possibile) ad entrambi questi due indirizzi:




1) annozerodevecontinuare@yahoo.it
2) segreteriapresidenza@rai.it


Ecco il testo suggerito:
"Gentile presidente Paolo Garimberti, i sottoscritti abbonati Rai chiedono di non essere puniti al posto di Santoro e che Annozero continui ad andare in onda regolarmente"

Nel frattempo, non so se l'avete notato, si deve registrare che il buon Masi ha puntualizzato un concetto importante (che pare quasi una sorta di passo indietro). 

Alla trasmissione Ultima Parola di ieri sera, difatti, intervistato dal conduttore Paragone, ha dichiarato: "lo stop vale per Santoro, non per la trasmissione".

Anche se, alla scontata domanda successiva di Paragone, che suonava "dunque Annozero andrà in onda?", Masi ha risposto un laconico ed incomprensibile "questo lo vedremo".

Restiamo in attesa.

E nel frattempo: scrivete, mi raccomando.

[Sullo stesso tema ho scritto: (1) Lettera aperta al Direttore Generale della Rai, Mauro Masi.
(2) Santoro: stop di 10 giorni da Masi per Annozero. E' bossing?;
(3) Santoro, Annozero e i 5 punti di Masi: il giornalismo purgato.
(4) Masi, Santoro, Travaglio e il futuro dell'informazione: tutti pazzi per il contraddittorio?]
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giovedì 14 ottobre 2010

Santoro: stop di 10 giorni da Masi per Annozero. E' bossing?

Era il 19 maggio scorso: a Libero veggenti... o collusi?!

Michele Santoro ha dichiarato a più riprese, nei mesi scorsi: "contro di noi mobbing".

Caro Michele, per la precisione la fattispecie delle vessazioni, delle limitazioni, dei comportamenti e dei provvedimenti potrebbe configurarsi più che altro come bossing.

Vediamo la definizione (da Wikipedia):
"Il bossing è definibile come una forma di mobbing "dall'alto" (mobbing von oben, nella letteratura in tedesco sull'argomento), ossia attuato non da colleghi di lavoro, bensì da un superiore gerarchico, come ad es. il capufficio, il dirigente, il manager, il direttore tecnico della squadra, l'ufficiale responsabile di un reparto militare o, più in generale, da una direzione aziendale.
Esso è in sostanza una forma di persecuzione attuata attraverso una accorta strategia di vessazioni psicologiche e disciplinari, volta a costringere il dipendente sgradito all'autolicenziamento. La ratio di questa strategia è evidentemente nel vantaggio di potersi liberare di un dipendente o sottoposto, senza dover sottostare alle norme e ai procedimenti spesso lunghi e onerosi previsti dal diritto del lavoro o da accordi sindacali, o semplicemente dalle clausole contrattuali".
Mauro Masi: il Boss.
Riavvolgete la pellicola Masi-Santoro indietro di un paio d'anni (dalla nomina del Direttore Generale, avvenuta il 2 aprile 2009)...

Non vi sembra che il quadro di riferimento sia grosso modo quello di Wikipedia appena letto?

Altra osservazione doverosa: Mentana, nell'edizione delle 20 del  TG di La7, ha affermato che la decisione di Masi potrebbe recare danno all'azienda stessa (essendo il programma molto seguito) e dunque agli azionisti, che potrebbero non gradire.

Prima ancora degli azionisti, tuttavia, mi preoccuperei di qualcun altro: dal momento che a quanto pare lo stop sarà anche contrattuale (mi auguro solo per Santoro), Masi può spiegarci per quale motivo, e in base a quale principio, il provvedimento disciplinare (giusto o sbagliato che sia) debba essere esteso a tutti coloro che lavorano nel programma, anziché riguardare esclusivamente colui il quale avrebbe commesso la violazione contestata?

Ed è proprio questa assurda "estensione della pena" che finisce con l'apparire un chiaro indizio di decisione aziendale pretestuosa e fraudolenta.

Bossing, per l'appunto?

Per inciso: ma se per la Corte Suprema di Cassazione non è configurabile come ingiuria nemmeno la colorita e poco fine espressione "vaffanculo", come può essere considerato disciplinarmente rilevante l'ironico "vaffaunbicchiere"?!

Conclusione: ieri è stata un'altra di quelle pagine nere che non avrei mai voluto commentare.

Colpi di coda del regime morente, viene da dire.

C'è solo da sperare che l'agonia duri davvero poco. Un battito di ciglia.

E che si possa davvero ripartire daccapo, al più presto.

Da un Anno Zero.


N.B. Su Facebook è stato creato un gruppo "SCIOPERO TELEVISIVO PER SANTORO": aderire, please!

[Sull'argomento ho scritto: (1) Santoro, Annozero e i 5 punti di Masi: il giornalismo purgato.
(2) Masi, Santoro, Travaglio e il futuro dell'informazione: tutti pazzi per il contraddittorio?]
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giovedì 23 settembre 2010

Masi, Santoro, Travaglio e il futuro dell'informazione: tutti pazzi per il contraddittorio?

Spero di sbagliarmi, ma per l'informazione vedo un futuro più che grigio.


Oggi voglio darmi alla chiaroveggenza. Lancio uno sguardo nel futuro.

Notizia del'11 gennaio 2011 (fonte CittANSA Invisibile-BrusKRONOS)
"Varata la nuova legge sull'Informazione e l'Editoria. Ogni pubblicazione che riguardi opinioni o divulgazione inerenti la politica dovrà essere redatta rispettando il sacro vincolo del Contraddittorio. Una prima sezione di ogni pubblicazione, pertanto, riporterà l'opinione principale dell'autore su un determinato tema; una seconda sezione, successiva alla prima, riporterà la controtesi all'interpretazione principale, scritta da un secondo, autorevole autore. Tale impostazione concettuale dovrà riguardare anche i titoli delle pubblicazioni, che dovranno riferirsi ad entrambe le tesi contrapposteVerrà così garantita l'imparzialità dell'informazione per la salvaguardia delle libere istituzioni democratiche.
Coming Soon del 2011 saranno pertanto:
Travaglio-Feltri, Le società Offshore di Mr. B.  vs. Le società Offshore di Mr. T. (Tulliani);
Vespa-Gomez, I miei primi 15 anni di Buon Governo, intervista a Berlusconi vs Il quindicennio del Caimano, le leggi ad personam e il palazzo a luci rosse.

Dite la verità, non potrebbe essere questo un esito naturale della filosofia del contraddittorio a tutti i costi?

Vi sembra così inverosimile?

Del resto l'assalto alle roccaforti dell'opinionismo anti-governativo è ripreso (se mai è cessato) in modo sistematico e veemente.

Il motivo? Presto detto. Chi lavora nei cosiddetti palazzi che contano (locuzione nata perché in quei palazzi l'occupazione principale è il conteggio dei guadagni personali) vede già nella sfera di cristallo le elezioni anticipate.
L' "ombra lunga" di Silvio?

Ed il bavaglio ai media, dopo quello alle indagini giudiziarie sancito ieri col voto relativo a Cosentino, è una delle prime strategie comunicative da mettere in atto nell'agenda di chi comincia il training preeletorale.

Loro la chiamano garanzia di pluralismo.

Io preferisco chiamarlo singolarismo garante. Degli interessi di una parte.

Chi sia quella parte, quel singolo è sotto gli occhi di tutti.

Ecco il perché della massiccia campagna bavaglio. E' un'altra tappa obbligata dell'addestramento alla sfida pre-voto.

E attenzione: non c'è ring in cui Berlusconi si trovi più a suo agio che quello della campagna elettorale.

Il tutto mentre i principali esponenti della classe dirigente del P.D. (Pugili Dilettanti) si addestrano fra loro dandosele a vicenda di santa ragione.

Tanto per emulare le vicende gialle di Agatha Christie, nel romanzo 10 piccoli indiani, il cui titolo originale era "And then there were none".

Tradotto: "E alla fine, non ne rimase nessuno".

[Su argomenti affini ho scritto

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mercoledì 22 settembre 2010

Dopo Santoro e la direttiva Masi: spot bloccato per la Dandini. E la Camera sta con Cosentino.

Serena Dandini: stoppato lo spot con Minzolini-Paiella: l'assalto continua.

Dopo Santoro, tocca a Serena Dandini.

Uno degli spot promozionali della trasmissione Parla con me, che riprenderà il 28 settembre prossimo, è stato imbavagliato.

Silenzio, siamo alla Rai.
Il motivo? Conteneva uno spezzone con l’imitazione di Minzolini fatta da Max Paiella.

Il disegno è sempre più lampante. Fare guerriglia contro tutti i programmi considerati “scomodi” perché non allineati al Governo.

E soprattutto: chiudere la bocca con ogni mezzo ritenuto lecito (sottolineo ritenuto) a tutte le voci fuori dal coro.


Nel giorno in cui la Camera nega l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche nei confronti di Nicola Cosentino accusato (solo) di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso (pausa di riflessione…), in questo giorno infausto, il Presidente della Rai Paolo Garimberti concorda con la sospensione dello spot della Dandini, giudicato inopportuno perché all’interno dell’azienda Rai “bisogna fare gioco di squadra”.

Nel frattempo, il maggiore partito dell'opposizione, il PD, che fa? Insorge? Parla di assalto all’informazione? Grida al regime per il duplice assalto Rai alla coppia Santoro-Dandini?


Macché. Il PD è impegnatissimo nel "guardarsi dentro" (perché, c'è rimasto qualcosa a forza di cannonate?). Incontro Bersani-Veltroni nel pomeriggio. Risolto tutto? No: è gelo (fonte Adnkronos).

E in questa desolante giornata per la democrazia italiana, vuole aggiungere la ciliegina sulla torta (quando c'è da spartire torte è sempre in prima linea) il buon Cicchitto, che dichiara: "è incredibile che ad Annozero possa parlare, senza contraddittorio, dai 5 ai 7 minuti Marco Travaglio. Dedichiamo questo rilievo a coloro i quali presentano mozioni alla Camera sulla presunta mancanza di pluralismo di alcuni telegiornali".

Onorevole, ma si rende conto di quello che dice? Travaglio intanto è un giornalista opinionista, non un politico: da quando i giornalisti devono avere un contraddittorio?! Parlando di giornalisti, poi, Minzolini ad esempio, che contraddittorio ha quando fa i suoi editoriali??!!

Lei invece è un politico; eppure quante volte la intervistano senza contraddittorio riportando le sue affermazioni senza nessuna replica?

Sia buono, si metta d’accordo con se stesso: se Travaglio deve avere un contraddittorio, la prossima intervista che lei rilascerà, la vogliamo organizzata accanto, che so, a Beppe Grillo, o a Di Pietro, o magari a Travaglio stesso. Così anche lei, che è un politico, parlerà avendo un contraddittorio, come lei ritiene giusto.

Ora che ci penso: ma secondo lei, ogni mio post a sfondo politico dovrebbe avere un contraddittorio?

Perché se è così, io sono qui, dall’altra parte del cavo. E l'aspetto.

P.S. Se l'avete persa, date un'occhiata a questa versione di Sex Bomb di Minzolini-Paiella (sempre per la serie: ridiamo per non piangere e continuiamo a lottare per la libertà d'espressione).



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