Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

La Città Invisibile si è trasferita su l'Espresso. Clicca sull'immagine per raggiungere il blog.

La Città Invisibile si è trasferita su l'Espresso. Clicca sull'immagine per raggiungere il blog.
Link per iscriversi ai feed: http://feeds.feedburner.com/repubblica/KUea
Visualizzazione post con etichetta Minzolini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Minzolini. Mostra tutti i post

domenica 23 ottobre 2011

Non è (più) la Rai...


[Clicca per ingrandire]

Tutto in pochi anni, badate.

Diciamo sei, grosso modo.

Un flop dietro l'altro.

A spese nostre, naturalmente.

E della libertà di opinione.

Sono anni che la tv di stato va puntualmente incontro a clamorosi insuccessi, fabbricando funamboliche patacche dorate che crollano ai primi scossoni.

Dal TgUnno dell'Attila dell'informazione, Minzolini - in perenne discesa verso gli Inferi nei grafici relativi allo share - al disastro di Maurizio Costanzo (la riedizione di Bontà loro); dalla débacle della Perego (Se a casa di Paola) al flop dei flop di Vittorio Sgarbi; dall'indecente sperpero di denaro per Radio Londra di Giuliano Ferrara - che dati gli ascolti deludenti si dice verrà spostato all'ora di pranzo - ai recentissimi flop di Pino Insegno (Me lo dicono tutti) e di Francesco Facchinetti (Star Academy).

Nel mezzo, le crociate contro i programmi più amati (dal pubblico) condotti dai personaggi più odiati (dai politici filogovernativi): Santoro, Gabanelli, Dandini.

Santoro, dopo anni di guerriglia, ha preso baracca e burattini e ha cambiato aria.

Alla Dandini non è stato rinnovato il contratto e il suo Parla con me è dunque approdato a La7.

Stessa sorte per la premiata coppia Fazio-Saviano, alla quale la Rai è riuscita a dare il benservito dopo l'incredibile successo di pubblico di Vieni via con me, che pertanto rivedremo, sì, ma su La7.

Una sequela di coincidenze che appaiono talmente inquietanti da lasciare poco adito al dubbio, non credete?

Cui si aggiungono, giorno dopo giorno, notizie sempre nuove ma dello stesso segno: come quella che riferisce dei tagli per Rai Internazionale, canale dedicato agli italiani all'estero, considerato ormai un lusso insostenibile.

Insomma, il piano per svuotare la Rai di contenuti e stroncarne la competitività è pressoché realizzato.

Mediaset ringrazia e la famiglia Berlusconi se la ride.

A noi resta il ricordo di una televisione pubblica che non c'è più e che, salvo rare eccezioni, può ormai definirsi più che altro deprimente e frustrante.

Ditemi quello che volete, ma a me riecheggiano nella mente le parole del Piano di Rinascita Democratica della P2 di Licio Gelli, che tra i suoi obiettivi aveva quello di "dissolvere la RAI-TV", naturalmente in favore di una presunta libertà di antenna, necessaria per diffondere i propri tentacoli nella società per poi impadronirsi delle istituzioni.

Renato Zero, nel suo successo Viva la Rai, cantava: "ormai questo cervello avrà un padrone, lo sai?"

Chi sia, oggi, questo padrone, credo sia oramai inequivocabile.


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

martedì 19 luglio 2011

Bufala di una notte di mezza estate (secondo tempo).



Si diceva ieri dell'intervista a Libero di Patrizia D'Addario, venduta come rivoluzionaria, là dove non ridimensiona neppure di un millimetro i censurabili fatti imputati al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, cioè di organizzare festini con escort in una sede istituzionale quale Palazzo Grazioli.

Ebbene, l'ennesima violenza perpetrata ai danni della logica e del senso del pudore ha toccato il suo apice nell'editoriale di domenica sera - fantascientifico, surreale e involontariamente (tragi)comico - di quel baluardo dell'informazione imparziale - un eroe, come si è da poco autoproclamato - che è Augusto Minzolini.

Nell'era post-atomica del Bunga-Bunga di arcoriana memoria e del processo Ruby, è bastato il venticello di qualche affermazione complottistica nei confronti del Premier - da parte della stessa donna cui all'epoca è stato  fatto pelo e contropelo da chi oggi la pone sul piedistallo - che il teorema della santità di Silvio e del complotto ai suoi danni è dato praticamente per già dimostrato.

Il buon Menzognini difattil'Attila della notizia col suo TgUnno - il Tg che dopo il suo passaggio non cresce più un filo d'erba sul prato dell'informazione - ha inanellato ragionamenti degni della migliore logica aristotelica.


Ha detto ad esempio: "se la D'Addario era attendibile ieri, lo è anche oggi; se non lo era ieri non lo è neppure oggi".


Peccato che un testimone può invece essere attendibile ieri e non oggi; oggi e non ieri; né oggi né ieri; sia ieri che oggi!


Solo una cosa invece è certa: se oggi la D'Addario non smentisce la sostanza dei fatti che ieri ha rivelato, l'unica cosa che non si può fare è proprio usare la notizia di oggi come se avesse smentito quanto dichiarato ieri.


L'Augusto dell'informazione va invece ben oltre, naturalmente: non solo crede di poter calare l'asso nascosto nella manica della (inesistente) smentita, ma addirittura rivendica la censura operata dal suo telegiornale due anni fa sulle rivelazioni della D'Addario (dal 17 al 25 giugno 2009 il silenzio regnò sovrano, come potete verificare nel Libro bianco del Tg1 curato da alcuni esponenti del comitato di redazione di allora).


Per concludere - udite udite - affermando serenamente: 
"tutti possono sbagliare, com'è successo due anni fa a buona parte della stampa italiana".
L'ardito sproloquio merita di essere ascoltato (1 minuto e 53 secondi):




Giusto una settimana fa, il Direttore Generale della Rai, Lorenza Lei, chiedeva spiegazioni sul tracollo del Tg della rete ammiraglia della Rai.

Direttore, faccia una cosa: dia un'occhiata all'editoriale di domenica sera del TgUnno.

Come d'incanto, le sarà subito tutto molto chiaro.


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

martedì 12 luglio 2011

Si sta come d'autunno...


Abbiate pazienza, ma oggi è uno dei quei giorni che griderei a squarciagola "fermate il mondo voglio scendere".

Umberto Bossi "ringrazia" il cantante patriota.
Un Ministro della Repubblica Italiana sfoggia il dito medio all'indirizzo di un cantante che ad una festa della Lega (N.B.: 3/4 dell'uditorio era meridionale!) osa intonare il pezzo Bianco Rosso e Verde in omaggio all'Unità d'Italia.

In Russia, una parrucchiera 28enne neutralizza un rapinatore che prende di mira il suo negozio e lo tiene segregato per tre giorni ingozzandolo di Viagra e costringendolo ad avere rapporti sessuali con lei.

A Castel Porziano, in provincia di Roma, alcuni agenti scoprono un traffico di "prestazioni sessuali" elargite fra le dune a ridosso di una spiaggia pubblica da sedicenti massaggiatrici che dietro il pagamento di un piccolo extra regalavano mo(vi)menti più particolari ai clienti più generosi.

Infine, il caso Tg1, con il nuovo Direttore Generale Lorenza Lei che - udite udite - chiede spiegazioni sul crollo inesorabile del telegiornale diretto da Augusto Menzognini (davvero incomprensibile, eh?!) e il Presidente della Rai Garimberti che al riguardo dichiara:
"lo spettatore ha incominciato a capire che qualcosa non va",
dando involontariamente dei ritardati agli spettatori che si sorbiscono da 3 anni il TgUnno dell'Attila dell'informazione berlusconiana.

Il tutto mentre la Camera è ormai ad un passo dall'approvare il Ddl sul biotestamento che declassa le DAT del malato (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento) da "volontà" a "orientamenti", con grande soddisfazione della maggioranza (e non solo?).

Insomma no, proprio no: oggi mi rifiuto di considerarmi cittadino di questo pianeta.


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

mercoledì 1 giugno 2011

Minzolini, le dimissioni di Silvio e il ticket per il Colle.



Passata la sbornia elettorale del 2° turno, diciamolo subito: abbiamo ancora parecchia strada da fare.

Solo un esempio.

Ieri, 31 maggio, a un giorno dalla disfatta berlusconiana sancita dalle amministrative, Giuseppe Cruciani (Radio 24, La Zanzara) ha intervistato il Direttore del TG1, Augusto "Menzognini".

Due le perle.

1. Il Premier non deve dimettersi, sostiene il Menzo.
Però "Berlusconi ha indetto una sorta di referendum su se stesso", gli ricorda Cruciani.
Risposta del Direttore: "I discorsi non vanno mai fatti sulle parole che vengono dette: perché uno può dire questo perché può essere anche una strategia elettorale..."

Questo era l'antipasto. Il bello viene adesso.

2. Cruciani chiede "ci sarà Berlusconi nel 2013 se si dovesse votare nel 2013"?
Risponde il Menzo: "Quello che può avvenire nel 2013 è che tu hai 2 obiettivi, due ruoli possibili che coincidono nello stesso anno: presidenza del Consiglio e presidenza della Repubblica
Cruciani interviene: "Cioè Berlusconi può ancora puntare al Quirinale?"
Il Menzo risponde così: "Io penso che al Quirinale ci vai anche lì coi voti che hai in Parlamento". 
Cruciani interviene di nuovo: "Dopo tutto quello che è successo ancora può puntare al Quirinale secondo te? Cioè gli scandali, ecc."
Il Menzo ridefinisce la nozione di scandalo: "Mah, io parto da un presupposto: gli scandali sono le cose che tu hai visto sui giornali, poi devi vedere come finiscono i processi". 
Cruciani insiste: "Quindi può ancora puntare sul Quirinale?" 
Il Menzo chiosa così: "lì tu puoi creare una condizione per cui è un ticket..."

Non so a che mezzo alludesse Menzognini nominando questo ticket che dovrebbe traghettare Silvio verso il Quirinale.

Torno solo a ripetere: mi sembra evidente che abbiamo ancora molta strada da fare.

A piedi, naturalmente, e senza biglietto.

Hai visto mai prendessimo il mezzo sbagliato...

[Ecco l'audio dell'intervista con i passaggi chiave citati (2 min. e 48 sec.)]




Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

lunedì 14 marzo 2011

Saviano e le fonti su Croce: la condanna senza appello.

Roberto Saviano in un momento dell'intervista a Mentana, nel Tg di La7.

Riassunto delle puntate precedenti.

Il 29 novembre scorso, nella trasmissione Vieni Via con Me, Roberto Saviano fa un (bellissimo) monologo sul terremoto dell'Abruzzo.

In quell'occasione racconta un aneddoto relativo a Benedetto Croce, coinvolto con la sua famiglia nel terremoto del 1883 che distrusse Casamicciola e in cui perse la vita il padre del filosofo.
Padre del filosofo, racconta Saviano, che avrebbe detto al figlio, poco prima di morire, "offri 100.000 lire a chi vi salva".

Tre mesi dopo (?!), Marta Herling, nipote del filosofo, scrive una lettera al Corriere del Mezzogiorno, accusando Saviano di "mistificazione della storia e della memoria", perché nel saggio Memorie della mia vita, Croce aveva dato una versione diversa dei fatti del terremoto, non menzionando l'episodio delle 100.000 lire.

Detto, fatto.

La macchina del fango si rimette in moto, partendo in quarta: Il Giornale e Libero sferrano l'attacco a Saviano (titoli, rispettivamente "Così la nipote di Croce ha sbugiardato Saviano: Inventa pezzi di storia"; "Saviano copia e copia male"); il Tg1 di Minzolpop costruisce un servizio "memorabile" in cui la Herling, intervistata, parla dello scrittore partenopeo con toni durissimi.

Ieri sera, Mentana chiama Saviano ad intervenire al Tg di La7.

Saviano mostra il reperto che è la fonte del suo racconto: un articolo dello sceneggiatore Ugo Pirro, uscito su Oggi il 13 aprile del 1950, ispirato dalla testimonianza di un giornalista dell'epoca che aveva intervistato il giovane Croce.


L'articolo di Ugo Pirro mostrato da Saviano durante l'intervista di ieri.

Croce, ribadisce Saviano, non ha mai smentito quella ricostruzione.

E Saviano, dal canto suo, non ha mai parlato di "mazzette" né ha mai voluto alludervi (altra accusa che gli ha rivolto la Herling).

Un'altra pagina dell'articolo di Ugo Pirro mostrata da Saviano.

In tutta questa vicenda, la cosa singolare - si fa per dire - è che tutte le critiche piovute addosso a Saviano, come lui stesso ha ribadito ieri a Mentana, sono state mosse - dal Giornale, da Libero, dal Tg1 - senza minimamente sentire la versione dello scrittore: nessuno gli ha chiesto da dove avesse tratto il racconto.

Nessuno ha sentito il dovere, almeno deontologico, di dargli la parola.

Alla faccia dell'obbligatorietà del contraddittorio nell'informazione!

L'imputato Saviano è stato condannato senza neppure avere la possibilità di difendersi.

Senza appello.

Cosa che, in piena campagna promozionale del "giusto processo", non ha davvero l'aria di essere un buon segnale.

Aggiornamento (16 marzo):


Ospite da 8 e mezzo, su La 7, Roberto Saviano ha aggiunto un tassello definitivo alla vicenda svelando la madre delle fonti, un volume di Carlo del Balzo, del 1883 (stesso anno del terremoto), dal titolo Cronaca del Tremuoto di Casamicciola, da cui è tratto il racconto riportato da Saviano (che Croce non smentì mai).
Un'immagine dell'opera di Carlo del Balzo

Riporto, a scanso di equivoci, il passo in questione:
«Era anche a villa Verde tutta la famiglia Croce di Foggia. Erano nella loro camera la signora Croce e la figliuoletta, il sig. Croce e il primogenito, seduti presso un tavolino, scrivevano, in una stanza attigua; la porta di comunicazione era aperta. La signora Croce e la fanciullina cadono travolte nel pavimento, che crolla tutto: non un grido, non un lamento, muoiono istantaneamente. Al contrario, il sig. Croce, sebbene del tutto sepolto, parla di sotto le pietre. Il suo figliuolo gli è daccanto, coperto fino al collo dalle pietre e dai calcinacci. E il povero padre gli dice: offri centomila lire a chi ti salva; e parla col figlio, che non può fare nulla per sé, nulla pel babbo, tutta la notte!»
Dite che ora qualcuno chiederà scusa a Saviano?
Per la dirla con Renzo Arbore: "meditate, gente, meditate"...


Aggiornamento del 24 marzo.


L'Onorevole Amedeo Laboccetta ha presentato un'interrogazione parlamentare urgente al Ministro Gelmini per la verifica della compatibilità della laurea ad honorem conferita a Saviano dall'Università di Genova.
Il motivo: le presunte menzogne su Croce!!
Vi prego solo di una cosa: leggetevi il mio post su Laboccetta e traete le vostre conclusioni sulla vicenda: Saviano, la laurea ad honorem... e la boccetta avvelenata.



Condividi


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

giovedì 3 febbraio 2011

Corso di Giornalismo Drogato. Lezione n°3.

L'intervista del TG1 a Silvio Berlusconi. Un capolavoro del "nuovo" giornalismo.

Bentornati al corso.

Giusto due parole di introduzione per ringraziarvi del coraggio e della motivazione che mostrate.

Sì, perché se siete di nuovo qui, dopo ben due lezioni, vuol dire che ne avete davvero fin sopra i capelli.

Se siete qui, vi urta solo il ricordo di quegli inutili servizi giurassici in cui si tentava di capire gli avvenimenti o di sondare la società (giornalismo d'inchiesta, lo chiamavano i nostri bisnonni)...

Se siete qui vi dà la nausea il solo pensare a quegli articoli verbosi, dallo stile ampolloso, ridondanti di concetti culturali e di riflessioni sul sesso degli angeli tipo "dove stiamo andando" o "cosa è giusto e cosa è sbagliato"...

Se siete qui, insomma, è perché a tutto questo avete detto "no". 

E avete fatto bene. Perché il mondo è cambiato. E questo è il tempo del giornalismo moderno, snello, cotto e mangiato. E naturalmente non indigesto.

Un giornalismo che si fa senza riflettere troppo, scrivendo sull'onda emotiva di uno scandalo o, più di sovente, sull'ultima ipotesi preconcetta sostenuta dal partito al/con potere

Un giornalismo che si può praticare senza bisogno di talento o di invenzione alcuna, perché, semplicemente, si può scrivere sulla base di un format precostituito: basta seguire le istruzioni dettate dal potente di turno e il gioco è fatto.

Un giornalismo, in una parola, drogato. Un vero sballo...

Lesson number 3.

Dopo aver trattato nelle volte scorse come si drogano contenuto e titolo (lezione 1) e come si trucca il cosiddetto "sommario" di un articolo (lezione 2), oggi ci occupiamo di un altro argomento fondamentale: l'intervista.

E partiamo subito con un esempio magistrale tratto dal giornalismo televisivo: l'intervista a Silvio Berlusconi che ieri il Tg1 ha trasmesso nell'edizione delle 20.

Prestate attenzione, perché andiamo subito al cuore della questione, cioè questo: non occorre sentire le risposte di Berlusconi, perché col nuovo giornalismo drogato, per far arrivare il messaggio, bastano le domande!!

Vediamo perché. Prima domanda:

1) Presidente, negli ultimi due anni l'Italia ha tenuto alto l'argine della stabilità dei conti, come hanno riconosciuto l'Europa e il Fondo Monetario Internazionale. Ora è il momento di tornare a crescere. In che modo?

Notate bene: la parte fondamentale del messaggio (naturalmente falsaè già contenuta nella domanda stessa. Il messaggio anticipa già la risposta. Il senso è: "Silvio, ci hai salvato dalla crisi, lo attestano anche gli organismi tecnici... Ora sì che possiamo crescere: facci sognare"!

C'è forse bisogno di risposta?! Del tutto superflua.

Vediamo la domanda n° 2.

2) Molti analisti affermano che l'Italia è ancora un Gulliver, ovvero un gigante bloccato da lacci e lacciuoli. Lei è sceso in politica nel '94 promettendo la rivoluzione liberale. Per dare una scossa alla nostra economia, è arrivato il momento di andare fino in fondo?

Ancora una volta, il messaggio principale è contenuto ed anticipato già nella domanda, che tradotta dice praticamente: "gli esperti sostengono che siamo grandi, ma il nostro sviluppo è oggettivamente impedito: Silvio, vai col tuo cavallo di battaglia, la rivoluzione liberale".

C'è forse bisogno di risposta? Il grosso è stato già detto!

Ultima domanda.

3) Proprio su questi temi lei ha fatto una proposta di collaborazione all'opposizione, che ha risposto che non è credibile. Ma dietro questo rifiuto, secondo lei aleggia il partito della patrimoniale, la vecchia ricetta che per risolvere i problemi della nostra economia punta sempre sulla scorciatoia dell'aumento della pressione fiscale?

Ancora una volta, messaggio anticipato già nella domanda, che tradotta comunica questo: "Silvio, hai offerto la possibilità alla sinistra di collaborare. L'hanno rifiutata perché sono i soliti amanti delle tasse, fra cui spicca su tutte la madre di tutte le pressioni fiscali, il loro grande amore: la patrimoniale, con cui stangheranno (se vinceranno le prossime elezioni) tutto il tuo elettorato preferito".

C'è bisogno di risposta? Più esaustivi di così!

Come vedete, cari aspiranti giornalisti, il metodo è di una semplicità sconcertante.

Per applicarlo, basta un accorgimento facile facile: partire dalle risposte che il politico vuole dare. Sulla base delle risposte date, si costruiscono quindi le domande come abbiamo visto.

Tutto qua. Non c'è da pensare a nient'altro: il resto è pura coreografia.

Ora potete impratichirvi nella sapiente arte dell'intervista drogata.

E ricordate, in estrema sintesi, che il segreto sta tutto nell'epocale inversione verbale nello slogan chiave della professione giornalistica: non più "Voglio ciò che pensi", bensì "Penso ciò che vuoi".

La differenza sostanziale fra una democrazia e un regime mediatico è tutta qui.

Buono studio e alla prossima lezione.



Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

lunedì 22 novembre 2010

La parola alla difesa... d'ufficio.

Nel giugno scorso, Marcello Dell'Utri, senatore del PdL e fedelissimo del Premier Silvio Berlusconi, ha visto confermata la propria condanna in appello: sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Di un paio di giorni fa la notizia che sono state depositate le motivazioni della condanna:
"Dell'Utri ha svolto un'attività di mediazione come canale di collegamento tra Cosa Nostra e Silvio Bierlusconi"

"Tanta roba", no?

Ebbene, l'Augusto della Disinformazione, Menzognini, ne fa un'altra delle sue nel telegiornale della rete ammiraglia da lui diretto, il Tg1: glissa cioè sulle motivazioni dei giudici e intervista il condannato in 2° grado. Cosa dice Dell'Utri?
_
Ora ci arriviamo. Prima facciamo un passo indietro.

Nel 1983,un ordigno esplode in prossimità dei cancelli della villa di Berlusconi.
Berlusconi è convinto che l'autore sia Vittorio Mangano e ne parla in una storica telefonata con Marcello Dell'Utri. Ecco l'intecettazione fatta dalla polizia di quella telefonata:



Il dialogo fra i due è chiarissimo: parlano di Mangano come di uno del "mestiere", uno che "anziché una raccomandata mette una bomba", ecc. Segno inequivocabile che sanno bene, sia Berlusconi che Dell'Utri, che tipo di delinquente sia quello che ebbero modo di definire anni dopo un eroe,Vittorio Mangano.

Ciò detto, ecco quello che ha dichiarato al Tg1di Menzognini il Senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, 27 anni dopo quella telefonata:




Dunque Dell'Utri dice che non sapeva che Mangano fosse mafioso. Come no.

E tuttavia, la cosa più ridicola di tutta l'intervista, se non fosse a dir poco inquietante, è la delicatezza con cui Dell'Utri dice di Mangano "Fattore, detto 'stalliere' ma lui si offendeva perché era fattore"... 

Non voglio aggiungere altro.

Se non che appare francamente ancora una volta grave ed intollerabile come il Tg1 si presti alla difesa d'ufficio di Dell'Utri, sospetto mafioso, coprendo tutto ciò che è utile al telespettatore per formarsi un giudizio personale ed autonomo.

Per costruire a forza di menzogne una squallida e vergognosa manipolazione dell'opinione pubblica.

Se questa è la televisione di Stato...

[Potrebbero interessarti:
(1) Dopo la diffida dell'AgCom a Minzolini, cosa farà il Dg Masi?
(6) Masi, Santoro, Travaglio e il futuro dell'informazione: tutti pazzi per il contraddittorio?]


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

giovedì 28 ottobre 2010

L'ombra del diavolo

Via D'Amelio, dove perse la vita Paolo Borsellino.

C'è qualcosa che mi inquieta ancor più della notizia che ieri, a Palermo, il pentito Gaspare Spatuzza ha confermato, durante un confronto all'americana, che uno 007 italiano (Lorenzo Narracci) è "somigliante" all'uomo che lui vide nel garage dove venne imbottita di tritolo la 126 che uccise Paolo Borsellino.

Sapete cos'è?

Il fatto che il Tg1 di Minzolini abbia riportato, nell'edizione delle 20 di ieri sera, che Spatuzza NON ha  riconosciuto lo 007, sottolineando soprattutto l'incertezza di un riconoscimento "definitivo" (da tenere bene a mente che Ciancimino Jr, invece, lo ha proprio riconosciuto).

E badate: non è tanto il sacrosanto diritto, ancora una volta calpestato, ad un'informazione equilibrata e corretta che, per una volta, mi fa sobbalzare.

In questa circostanza specifica, mi fa letteralmente tremare i polsi l'idea che chi minimizza lo fa palesemente per un motivo ben preciso. Ed è quel motivo ad inquietarmi, non la minimizzazione in sé.

Perché Spatuzza è quello che dichiarò che Berlusconi e Dell'Utri erano i referenti politici della mafia.

Ed è lampante che uno Spatuzza ritenuto incerto oggi, diventa più facilmente uno Spatuzza ritenuto inattendibile domani.

C'è da aggiungere altro?

Se questa è l'Italia che vogliamo...

Io comunque, per conto mio, ci tengo a dirlo: continuo a non rassegnarmi...

E a tenere desta l'attenzione.

Perché il diavolo, come cita il proverbio, si nasconde nei dettagli.

E se ancora siete dubitanti, leggete questo dettagliato articolo di Francesco Costa.


P.P. [Post Post] Questione Rai: Bersani attacca Masi "esperienza finita"; Bonaiuti lo difende "teme i risultati positivi del suo lavoro". No comment.

[Potrebbero interessarti: (1) Minzolini, la diffida dell'Agcom al Tg1 e il gioco delle tre carte.
(2) Dopo la diffida dell'AgCom a Minzolini, cosa farà il Dg Masi?]

Se hai trovato interessante l'articolo, vota Ok! Grazie! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

domenica 24 ottobre 2010

Dopo la diffida dell'AgCom a Minzolini, cosa farà il Dg Masi?

Sua Magnificenza, il Megadirettore Generale, Mauro Masi.

Ho scritto altre volte di come ritenga fondamentale il ruolo della "memoria" nell'occuparsi (ognuno come può) di "politica" nel nostro disgraziato e bellissimo paese. 

A prescindere dalle idee di ognuno e dai rispettivi ruoli, sia che siamo osservatori di politica o praticanti, o persino "tifosi", sono fermamente convinto che gli uomini e le situazioni vadano valutati sempre leggendo con attenzione il contesto nel complesso. 
Questo si può fare solamente "unendo i puntini" delle varie circostanze che accadono, non abbassando mai la guardia su quanto è già stato. Ricorrendo, appunto, all'esercizio della memoria.

Ebbene, ripensando alla diffida dell'Agcom nei confronti del "buon" Minzolini su cui ho già scritto, ho ripescato da un cassetto della memoria una dichiarazione del MegaDirettore Generale Mauro Masi, che sono andato a ricercare.

9 settembre scorso: in una lettera di risposta al Presidente della Rai Paolo Garimberti, che si era detto preoccupato del mancato pluralismo del Tg1 di Minzolini, il MegaDirettore Galattico, Prof. Dott. Ing. Lup. Mann, Cav. di Gran. Croc. Mauro Masi dichiarò per iscritto quanto segue:
"Come ho avuto modo di affermare anche pubblicamente in commissione parlamentare di Vigilanza, non condivido la tua preoccupazione di una mancanza di pluralismo da parte del Tg1. Né ho rinvenuto sinora elementi tecnico/fattuali che la dimostrino".

Oggi è il 24 di Ottobre. La diffida dell'Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni risale a 3 giorni fa.

A seguito degli elementi tecnico-fattuali registrati dall'Agcom, siamo certi che il MegaDirettore Masi stia studiando febbrilmente i provvedimenti da adottare nei confronti di Minzolini e del Tg1.

Siamo tutti convinti che il MegaDirettore vorrà dare mostra di come una supposta ingiuria personale contro un capo azienda (il "vaffanbicchiere" di Santoro) sia infinitamente meno grave di una sistematica informazione non pluralista perpetrata ai danni dell'intero pubblico televisivo, che si configura pertanto come un tradimento professionale e deontologico verso un'intera nazione.

Una sorta di informazione dopata,  confezionata dal buon Minzolini. 

Ve la immaginate la sanzione nel parallelo sportivo? Radiazione, come minimo.

Cosa deciderà, invece, l'inflessibile Masi? Il rigoroso paladino del rispetto aziendale e, soprattuto, dell'etica del lavoro? 

Uno stop di 10 mesi per Minzolini senza stipendio?!

Attendiamo con ansia.

E nel frattempo: meditate, gente, meditate.

[Sullo stesso tema, potrebbe interessarvi:



Se hai trovato interessante l'articolo, vota Ok! Grazie! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

venerdì 22 ottobre 2010

Minzolini, la diffida dell'Agcom al Tg1 e il gioco delle tre carte.



Attenzione: oggi parliamo di una professione in forte ascesa e dal reddito sicuro: il giornalismo truccato.

Istruzioni.

(1) Prendete un mazzo di diffide Marca Authority. 
(2) Scegliete tre carte simbolicamente significative: ad esempio Governo di bastoni, Maggioranza di spade, Opposizione di coppe.
(3) Fatevi un pubblico (o ereditatene uno dalla gestione precedente)
(4) Lanciate il guanto di sfida dell'imparzialità e dell'equilibrio.
(5) Con le carte fra le mani, disegnate audaci volute e traiettorie ardite, alternando su un tavolo con perizia e sagacia una carta dopo l'altra;
(6) Chiedete di puntare su dove finirà la carta Opposizione.
(7) Raccogliete i frutti delle puntate.
(8) Rammentate ai perdenti che il calcolo delle probabilità esclude di per sé la possibilità che il gioco sia truccato.

Un modello da emulare? Augusto Minzolini, naturalmente.

Alla diffida dell'Authority Agcom, che ha denunciato lo squilibrio nei tempi dedicati dal Tg1 a governo e maggioranza, Menzognini risponde candidamente così: 
"E’ paradossale che vengano utilizzate due diverse società di monitoraggio. La Rai usa l’Osservatorio di Pavia, mentre l’Autorità usa l’Isimm. Secondo l'Osservatorio, i dati sono in linea con la divisione 30% Governo, 30% Maggioranza, 30% Opposizione."

Superbo. Ineguagliabile.

Capito il trucco? Rivediamo al rallenty il movimento delle lettere: t-r-e-n-t-a G-o-v-e-r-n-o , t-r-e-n-t-a- M-a-g-g-i-o-r-a-n-z-a...

Sublime. Sareste mai riusciti a scorgere a colpo d'occhio che le carte Governo-Maggioranza sono identiche?! 

E invece è proprio così! Spacciate per diverse, ma assolutamente uguali! 
Governo, infatti = Pdl+Lega (+ ora Fli); Maggioranza, guarda caso = Pdl+Lega (+ ora Fli).

Risultato: Minzolini parla di una situazione del tutto equilibrata dichiarando lui stesso che il suo Tg1 riserva il 60% del tempo a Berlusconi&Co. e il 30% al resto del mondo!

Nulla di meno di quanto sostenuto dall'Authority, (nonostante l'istituto che monitora i dati sia diverso, come lamentato da Minzolini), che citava i dati divisi per soggetto politico.

Un esempio?

Mese di agosto:
(1) Pdl 25,17% + Lega 7,98% + Futuro e Libertà 9,08% + Premier 5,18 + Governo 12,76%, Totale 60,17%;
(2) dall'altra parte, Pd 11,23%, %, Idv 2,97%, Udc 5,17%, Totale 19,37%.

Chiaro?

Non c'è niente da fare. Oramai sono degli insuperabili professionisti. E per carità, io ne sono convinto, ci vuole anche del talento naturale, e chissà quanto esercizio e quanta abnegazione, nell'esercitare la professione del giornalismo truccato.

In fondo, come ebbe a dire Guy Debord:
Un tempo si cospirava sempre contro un ordine costituito. Oggi, cospirare a suo favore è un mestiere nuovo in grande sviluppo.

Aggiornamento (24 ottobre): qui trovate il seguito della riflessione sulla problematica, con riferimento alle sanzioni attese da Masi.

[Sull'argomento potrebbe interessarti

P.P. [Post  Post] La frase di Debord, la devo a Daniele Luttazzi.

Se hai trovato interessante l'articolo, vota Ok! Grazie! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

mercoledì 22 settembre 2010

Dopo Santoro e la direttiva Masi: spot bloccato per la Dandini. E la Camera sta con Cosentino.

Serena Dandini: stoppato lo spot con Minzolini-Paiella: l'assalto continua.

Dopo Santoro, tocca a Serena Dandini.

Uno degli spot promozionali della trasmissione Parla con me, che riprenderà il 28 settembre prossimo, è stato imbavagliato.

Silenzio, siamo alla Rai.
Il motivo? Conteneva uno spezzone con l’imitazione di Minzolini fatta da Max Paiella.

Il disegno è sempre più lampante. Fare guerriglia contro tutti i programmi considerati “scomodi” perché non allineati al Governo.

E soprattutto: chiudere la bocca con ogni mezzo ritenuto lecito (sottolineo ritenuto) a tutte le voci fuori dal coro.


Nel giorno in cui la Camera nega l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche nei confronti di Nicola Cosentino accusato (solo) di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso (pausa di riflessione…), in questo giorno infausto, il Presidente della Rai Paolo Garimberti concorda con la sospensione dello spot della Dandini, giudicato inopportuno perché all’interno dell’azienda Rai “bisogna fare gioco di squadra”.

Nel frattempo, il maggiore partito dell'opposizione, il PD, che fa? Insorge? Parla di assalto all’informazione? Grida al regime per il duplice assalto Rai alla coppia Santoro-Dandini?


Macché. Il PD è impegnatissimo nel "guardarsi dentro" (perché, c'è rimasto qualcosa a forza di cannonate?). Incontro Bersani-Veltroni nel pomeriggio. Risolto tutto? No: è gelo (fonte Adnkronos).

E in questa desolante giornata per la democrazia italiana, vuole aggiungere la ciliegina sulla torta (quando c'è da spartire torte è sempre in prima linea) il buon Cicchitto, che dichiara: "è incredibile che ad Annozero possa parlare, senza contraddittorio, dai 5 ai 7 minuti Marco Travaglio. Dedichiamo questo rilievo a coloro i quali presentano mozioni alla Camera sulla presunta mancanza di pluralismo di alcuni telegiornali".

Onorevole, ma si rende conto di quello che dice? Travaglio intanto è un giornalista opinionista, non un politico: da quando i giornalisti devono avere un contraddittorio?! Parlando di giornalisti, poi, Minzolini ad esempio, che contraddittorio ha quando fa i suoi editoriali??!!

Lei invece è un politico; eppure quante volte la intervistano senza contraddittorio riportando le sue affermazioni senza nessuna replica?

Sia buono, si metta d’accordo con se stesso: se Travaglio deve avere un contraddittorio, la prossima intervista che lei rilascerà, la vogliamo organizzata accanto, che so, a Beppe Grillo, o a Di Pietro, o magari a Travaglio stesso. Così anche lei, che è un politico, parlerà avendo un contraddittorio, come lei ritiene giusto.

Ora che ci penso: ma secondo lei, ogni mio post a sfondo politico dovrebbe avere un contraddittorio?

Perché se è così, io sono qui, dall’altra parte del cavo. E l'aspetto.

P.S. Se l'avete persa, date un'occhiata a questa versione di Sex Bomb di Minzolini-Paiella (sempre per la serie: ridiamo per non piangere e continuiamo a lottare per la libertà d'espressione).



Se hai trovato interessante l'articolo, vota Ok! Grazie! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...