Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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giovedì 5 gennaio 2012

Calderoli: fuoco e fiamme contro Monti.

Roberto Calderoli ha ingaggiato il duello con il Presidente Monti. Ed è stato incenerito.

Il siparietto messo su indegnamente dal Senatore Roberto Calderoli nella giornata di ieri - prontamente rilanciato su Twitter nella saga #cotechinoelenticchie (dal Menu rivelato dal Premier Monti) - ha davvero dell'incredibile e dimostra ancora una volta che la Lega è il partito più in bambola del momento.

Dopo aver silenziosamente assistito nelle file del governo ad anni di festini, incarichi ed assunzioni ad personam (o forse sarebbe meglio dire ad prestationem) e quant'altro, Calderoli ha presentato un'interrogazione per la cena di Capodanno che il Presidente Monti ha tenuto a Palazzo Chigi con la propria famiglia lo scorso 31 dicembre arrivando persino a chiedere le dimissioni del Premier.

La risposta del Professore non si è fatta attendere - un comunicato ufficiale della Presidenza del Consiglio stilato con dovizia di particolari, menù compreso - ed è stata accolta dalla rete come uno sberlone sul muso al Senatore leghista.

Il quale non pago, invece di abbozzare, ha rincarato la dose con questa chicca che ha dell'inverosimile (grassetto mio):
Mi spiace, ma la toppa è peggio del buco. E confermo un comportamento rispetto al quale un Paese in difficoltà non può che aspettarsi le sue dimissioni e le sue scuse ai cittadini. In quanto alle accuse di alcuni esponenti del Pd che mi accusano di essere moralista, chiedendomi cosa penavo delle feste di Berlusconi rispondo che io non sono un moralista e che Berlusconi le sue feste le faceva a Palazzo Grazioli o ad Arcore, ovvero nelle sue residenze private, e che le sue feste le ha sempre pagate di persona e quindi devo ritenere che Berlusconi dia ‘lezioni di morale’ anche al presidente Monti.
Nel ricordare en passant che il Presidente Monti, perlomeno, ha rinunciato al suo stipendio da Presidente del Consiglio e da Ministro dell'Economia, piacerebbe invece chiedere al Senatore Calderoli, così attento agli sprechi e alla moralità delle azioni dei governanti, che tipo di risorse sono state impiegate durante la sua esibizione romana del 24 marzo 2010.

L'esibizione in cui, da Ministro per la semplificazione, appiccò fuoco a 375 mila leggi (inutili), usufruendo poi di alcuni Vigili del Fuoco della Stazione delle Capannelle per spegnere il rogo.

[Foto via Repubblica.it]

Chissà: l'utilizzo di risorse pubbliche (strutture, uomini, mezzi) a scopo meramente propagandistico rientrava forse anch'esso nelle semplificazioni del suo Ministero, Senatore Calderoli?

Non so perché, ma negli ultimi giorni mi tornano spesso alla mente le parole di Giulio Andreotti: “il potere logora chi non ce l'ha”...


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giovedì 9 giugno 2011

Berlusconi e la legge della Zia Marina.



SuperSilvio is back.

Oggi conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Cosa avrà detto mai?

Avrà cercato, a seguito della batosta, di misurare i toni, di smussare gli angoli, di centellinare i momenti di autocelebrazione?

O invece si sarà lanciato in affermazioni azzardate, almeno per il momento politico che sta vivendo?

Che so, affermazioni della serie:
  • Ho gestito egregiamente tutti i problemi, da Napoli a L'Aquila, alla crisi economica mondiale...
  • Come me, nessuno ha gradimenti così elevati nel mondo...
  • In Italia sono il migliore...
  • Nei consessi internazionali sono il più esperto...
  • Sono un Tycoon...
  • Sono un gradino più alto rispetto a tutti gli altri leader...
  • Quanto a intelligenza, non sono secondo a nessuno...
Beh, "la seconda che ho detto", come diceva Corrado Guzzanti impersonando il mitico personaggio del santone di Quelo.

Il Presidente del Consiglio Berlusconi si è lanciato in tutte, e dico tutte, le affermazioni appena citate (più qualche altra...).

E tuttavia, bisogna riconoscerglielo: un momento di lucidità l'ha avuto.

Precisamente quando, alla fine del proprio panegirico, si è scusato (giuro, l'ha fatto) e ha quindi citato la legge di sua Zia Marina, che davanti allo specchio lodava la propria bellezza.

La stessa zia, interrogata sul suo comportamento dal nipote, ammise che si elogiava da sola perché nessuno le rivolgeva apprezzamenti, ha spiegato il Premier.

Rivelando così, inconsapevolmente, il vero motivo per cui le lodi sperticate che rivolge alla propria persona si fanno ogni giorno più frequenti e sempre più iperboliche: più il gradimento di Berlusconi scende, più l'autoincensamento aumenta.

Più che di una legge, dunque, si tratta di una relazione.

Di proporzionalità inversa.

Per cui attendiamo, di qui a poco, come conseguenza matematica, l'autocelebrazione dell'apoteosi.


[Se volete vedere per credere, eccovi la sintesi di Corriere Tv (2 min. e 49 sec.)]


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giovedì 28 aprile 2011

Dalla prima epistola del Presidente del Consiglio ai Milanisti: "non pronostico per scaramanzia".

Se fosse uno scherzo, forse un sorriso me lo strapperebbe.

Invece è la verità e mi fa solo tanta tristezza.

Leggete un po' questa precisazione di Palazzo Chigi:

[Cliccare sulla foto per ingrandirla. FonteGiornalettismo]

I messaggi della Presidenza del Consiglio equiparati ai messaggi della Presidenza del Milan.

Inaudito.

Ci  manca solo che Pato finisca nel prossimo rimpasto di governo.

E SciliPato, pardon, Scilipoti nel centrocampo del Milan.

Come mezz'ala di spinta, naturalmente.



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