"con grande interesse la sua appassionata e dettagliata difesa di fronte alle accuse della magistratura siciliana".
1. Perché nessuno possa anche solo lontanamente pensare, in patria come all'estero, che in qualche modo io stia tentando di ingraziarmi la compiacenza di una persona in odore di mafia;
2. Per non far credere ad alcuno che io approvi un libro che indirettamente mette in discussione il lavoro della magistratura prima che questo sia concluso (rischiando persino di condizionare l'opinione pubblica su una delicatissima vicenda che ha per oggetto l'intreccio tra mafia e politica);
3. Perché nessuno possa sospettare neppure per un momento che io stia in qualche modo facendo una sorta di spot promozionale ad un libro che è la difesa di una persona in odore di mafia;
4. Per non far pensare a nessuno, in Italia e nel mondo, che quando parlo della "appassionata e dettagliata difesa dalle accuse della magistratura siciliana" io stia combattendo in qualche modo - come in altre occasioni - la mia personale battaglia contro i Pubblici Ministeri della Repubblica Italiana il cui Governo ho l'onore di presiedere;
5. Per non far dubitare alcuno, in Italia e nel mondo, che quando parlo della "appassionata e dettagliata difesa dalle accuse della magistratura siciliana" da parte di una persona in odore di mafia, io stia dimenticando come la magistratura della nostra Sicilia combatta da tempo immemore una delle più sanguinose guerre civili che la storia repubblicana del nostro paese ricordi, guerra in cui abbiamo visto cadere eroi di Stato quali Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che hanno dato la vita per difendere le Istituzioni.
Questo penserei, se io fossi il Presidente del Consiglio.
Sempre più sul punto di spezzarsi.
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