Qualche giorno fa, discorrendo amenamente con un mio amico delle sorti italiche, mi è sovvenuto il discorso di Pericle agli ateniesi, un pezzo di storia fra i più noti del quinto secolo avanti Cristo.
Non è stupefacente?!
Per collegarmi a queste sacrosante parole, che hanno la bellezza di 2500 anni, voglio fare un'altra citazione.
Parlo di una canzone di Francesco De Gregori, "la Storia siamo noi" che mi sembra racchiuda meravigliosamente il senso della vita e della capacità degli uomini, quando vogliono, di aprire gli occhi e fare le scelte giuste.
Dedico il testo a tutti noi.
La storia siamo noi, nessuno si senta offesosiamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,questo rumore che rompe il silenzio,questo silenzio così duro da raccontare.E poi ti dicono "Tutti sono uguali,tutti rubano alla stessa maniera".Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,la storia entra dentro le stanze, le brucia,la storia dà torto e dà ragione.La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.E poi la gente, (perché è la gente che fa la storia)quando si tratta di scegliere e di andare,te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,che sanno benissimo cosa fare.Quelli che hanno letto milioni di librie quelli che non sanno nemmeno parlare,ed è per questo che la storia dà i brividi,perché nessuno la può cambiare.La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,siamo noi, bella ciao, che partiamo.La storia non ha nascondigli,la storia non passa la mano.La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.
Se poi vi va di (ri)ascoltarla, eccovi una delle versioni che a me piace di più:
E ricordiamolo sempre...
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