Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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venerdì 31 dicembre 2010

Il commiato del 2010...


Ho visto cose che voi umani non vorreste nemmeno ricordare...
Macerie e sangue fra la gente di Haiti... e poi colera, a rapire d'un tratto la speranza di ricominciare...
Vite spezzate in Afghanistan, fra chi lavora nella polvere, per portare libertà ed indipendenza a chi prega Allah, sognando un giorno di averle...
Acque scure come la pece, lordate dall'oro nero dell'uomo, lambire le coste del Golfo del Messico...
Discendenti dei padri della filosofia e del pensiero occidentale, gli abitanti dell'Ellade, cedere di schianto sotto i colpi della crisi economica...
Giovani del Bel Paese tricolore, sempre più numerosi, che non sentono scorrere nelle vene il proprio futuro, perché il presente non gli consente di intravedere l'identità professionale di domani...
Vie del "paese d'o sole e d'o mare" invase da rifiuti, come a mostrare simbolicamente le cicatrici di un male più grande e più profondo da cui molti sognano di guarire...
E un senso di sfiducia e di intolleranza diffusi, nel prossimo, nel diverso, nell'altro, che indeboliscono il cuore delle donne e degli uomini, mettendone a rischio l'incolumità... 
E tutti questi momenti andranno persi nel tempo, come lacrime nella pioggia...
E' tempo...
d i  r i n a s c e r e . . .



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giovedì 30 dicembre 2010

Pax restituta.

Ho l'impressione che l'ideatore del sondaggio su Bondi lanciato dal sito dei Club della Libertà, della cui ignobile manipolazione vi ho dato conto ieri, abbia passato davvero un bruttissimo quarto d'ora.

Cosa me lo fa credere?

Il sondaggio su Fini pubblicato oggi sempre sul sito dei Club della Libertà.

Rapido confronto metodologico:
1. Nel sondaggio su Bondi il quesito presupponeva una risposta positiva e una negativa (pro dimissioni, contro dimissioni);
2. Nel sondaggio su Fini, non c'è appello. Leggete voi stessi:


Visto? La domanda non ammette distinguo: si chiede per quale ragione Fini deve dimettersi. E' scontato che lo debba fare!
3. Infine, avete visto quel rettangolo da me inserito? E' per indicare una lacuna, là dove nel sondaggio di ieri su Bondi c'era invece qualcosa (manipolato per ben due volte): la data di chiusura del sondaggio!

Ricapitolando: il metodo "quasi" ortodosso di ieri (dal punto di vista formale, non certo sostanziale), che ha fatto scoppiare il caos e la conseguente corsa a rovesciare i risultati e a chiudere frettolosamente il sondaggio, è stato "rivisto e corretto" per la nuova consultazione su Fini! 
Opinione obbligata e chiusura quando parrà il caso ai gestori del sito!

Ecco, ora sì che l'ordine berlusconiano è stato ristabilito.

La curiosità però rimane: chi sarà stato il pericoloso eversivo ideatore del sondaggio su Bondi?

E soprattutto: che fine avrà fatto?!

Speriamo bene...

Aggiornamento delle 13:30: dietro mia sollecitazione (commento al sondaggio sul sito) sono comparse  magicamente data e ora di chiusura del sondaggio! Giusto: tanto stavolta che pericolo c'è, non essendoci l'alternativa alle dimissioni come risposta?!
E' confermato: il troppo zelo fa fare spesso delle pessime figure...


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mercoledì 29 dicembre 2010

Salvate il soldato Bondi!

Il soldato Bondi ha implorato aiuto: le truppe hanno risposto.

Faccio un po' fatica a restare calmo, perché queste cose mi fanno imbufalire, ma ci provo e vi racconto, nudi e crudi, i fatti.

Ore 13:16. Tommaso Caldarelli, su Giornalettismo, posta la notizia secondo cui sul sito dei Club della Libertà è stato lanciato un sondaggio sul Ministro Sandro Bondi. Due le opzioni: (1) rimettere il mandato (2) resistere nell'incarico.
La notizia succosa è che a quell'ora, alle 13: 16, il sondaggio registra un ampio 60% pro dimissioni  e il restante scarso 40% contro.
Ecco l'immagine relativa a quell'ora:

Ore 13:16: vuole le dimissioni più del 60% dei votanti.

Ora attenzione.

Ecco i risultati del sondaggio soltanto 2 ore e 30 minuti dopo, alle 15:45:
Ore 15:45: Ministro resta con noi!!!!

Visto?!

In sole 2 ore e mezza, il risultato è ribaltato a favore del Ministro Bondi che deve resistere per ben il 75% dei votanti!!

Come si spiega tutto ciò secondo voi?!

Mi pare piuttosto scontato.

E qui è doverosa una precisazione: non c'è stato un cambio netto delle percentuali ad un dato momento. 
Ho monitorato il sondaggio ogni quindici minuti circa e i risultati sono cambiati progressivamente.

Il che significa pertanto una sola cosa: alla pubblicazione dell'articolo di Caldarelli su Giornalettismo è partito immediatamente il tam tam del PdL al grido di "Salvate il soldato Bondi".

Ultima osservazione: avete date un occhio alla data di scadenza del sondaggio (quella nel riquadro rosso)?!

Ebbene: alle 13:16 risultava che il sondaggio sarebbe stato chiuso l'1 di gennaio.
Al momento in cui scrivo, invece, chiuderà OGGI alle 24 [occhio all'aggiornamento a fine post]!!!!!!!!!!!

Per la serie: la mobilitazione può reggere per poche ore, ovviamente, non per qualche giorno.

Ecco qua: in questo piccolo episodio sta tutta la spregiudicatezza ed il senso etico del popolo dei berluscones.

Dopo Belpietro, un altro squisito esempio di manipolazione mediatica.

P.S. I risultati del sondaggio potete vederli QUI.

AGGIORNAMENTO ORE 16: 50:  hanno ulteriormente anticipato la chiusura del sondaggio dalle 24 alle 17!!!!!
SENZA VERGOGNA...

AGGIORNAMENTO del 30 dicembre: naturalmente, nell'articolo di commento al sondaggio sul sito dei Club della Libertà, si parla di "plebiscito", né si fa cenno alcuno alla chiusura anzitempo e al ribaltamento miracoloso dei risultati!
In poche parole: la farsa continua. Ed oggi, poi, hanno lanciato il sondaggio su Fini!!!!


[Se l'avete persa, forse può interessarvi: Intervista a Belpietro.]


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martedì 28 dicembre 2010

Intervista a Belpietro.

Prima pagina di Libero di ieri: l'attacco di Belpietro è nell'editoriale.

Dopo l'incredibile affondo a Gianfranco Fini su Libero di ieri, dovevo fare qualcosa.

Ecco l'intervista a Maurizio Belpietro, un'esclusiva molto fanta e poco scientifica della Città Invisibile!

Io. Dunque Belpietro... le dispiace se non la chiamo Direttore? Sa com'è, proprio non mi viene...
MB. Ma fa' un po' come ti pare!
Io. A proposito, questa è una curiosità che mi preme: perché ha acconsentito a questa intervista?
MB. Ma perché sei uno sfigato! Uno che ha aperto un blog da qualche mese e con poche righe e un centinaio di lettori per caso sogna di cambiare il mondo! Voi sfigati sognatori mi avete sempre affascinato...
Io. Capisco... Vabbè, in ogni caso: parliamo del suo editoriale?
MB. Non siamo qui per questo? Vedi come girate sempre intorno alle cose? Perdete sempre tempo, vi parlate addosso...
Io. Noi sfigati?
MB. Ma sì, voi sfigatelli sinistroidi e antiberlusconiani, sì... Sempre lì a tessere, a cucire, ad approfondire, a studiare. Ma quand'è che vi sveglierete e capirete che non c'è niente da studiare?
Io. In che senso, scusi? 
MB. Nel senso che non bisogna stare sempre a rimestare, a puntualizzare, ad etichettare, a fare distinguo. Le cose a volte stanno semplicemente come stanno.
Io. Mi faccia capire. Parla a me di etichettare, tessere e studiare, quando sono mesi che col suo giornale fa il bello e cattivo tempo, ad esempio, etichettando tessendo e studiando il modo per distruggere politicamente Gianfranco Fini?!
MB. Vedi? Sempre ad alludere, a circoscrivere, a puntare il dito. Ma buon Dio, a parte il fatto che Fini si è distrutto da solo...
Io. Solo perché dissentiva da Berlusconi?
MB. Ma no, che c'entra! Perché gli elettori del PdL lo vedevano inscindibile da Silvio. Come te la spieghi altrimenti la percentuale nei sondaggi di Futuro e libertà che è meno della metà di quanto era Alleanza Nazionale ai tempi d'oro?!
Io. Insomma Fini è un traditore?
MB. Ma senti un po': pensi davvero che questa sia un'idea mia o che vogliamo far passare noi?
Io. Le devo dire la verità? 
MB. Lascia perdere, era una domanda retorica. Vedi che come al solito siete fuori dalla realtà?
Io. Mi indichi la via per rientrarvi, dunque. 
MB. Scherza, scherza. Ma hai un'idea di quanta gente ci sia che oggi è inviperita con Fini? Dai un'occhiata ai siti vicini al Pdl, o ai blog della sponda opposta alla tua: disprezzo, ostilità e rancore nei confronti di Fini si tagliano col coltello! 
Io. Beh, il suo quotidiano certo contribuisce non poco a questo clima!
MB. Allora, una buona volta: ma voi pensate davvero che noi, Feltri ed io, o il buon Sallusti, o Fede o Minzolini e tutti gli altri siamo quelli che causano questo clima?!
Io. Beh, il pensiero mi sfiora, in effetti, e in più di un'occasione.
MB. Questo perché, come ti dicevo, sei uno sfigatello della famiglia degli sfigatelli sinistroidi. Che non vede la differenza fra causa ed effetto...
Io. Mi illumini.
MB. Caro ragazzo, il mio quotidiano va semplicemente dietro all'umore degli elettori del centro-destra...
Io. Lei sta dicendo che non c'è un fine politico ma solo la ricerca del consenso degli elettori di Berlusconi?
MB. Sto dicendo che non è per le quattro patacche giornalistiche di Libero o del Giornale che gli elettori votano o voteranno Berlusconi. E dico che noi ci rivolgiamo a quell'elettorato. Che, come si sa, è avido di complottismi, adora le contrapposizioni, odia visceralmente tutto quanto è minimamente diverso da loro... un po' come voi, insomma! Anzi esattamente come voi: l'altra faccia della stessa medaglia! Quindi, per farla breve: solo un cretino può davvero credere che noi spostiamo voti: semmai  "manteniamo caldo" un certo tipo di elettore, non so se mi spiego. Dandogli in pasto esattamente quello che vuole e che, se non gli dessimo noi, cercherebbe altrove.
Io. Lei dunque sta affermando che fate giornalismo pensando solo a chi vi legge?!
MB. Perché, è così strano? Non lo fanno tutti, oggi?!
Io. Mah, spererei che vi sia qualcuno che ancora crede alla deontologia professionale!
MB. Ma quando mai! Sempre con questi eticismi e moralismi da quattro soldi! Si scrive per chi legge, punto e basta. Il mercato vuole così. Credi che Il Fatto Quotidiano sia scritto da paladini della giustizia mandati dal cielo? O è gente che scrive ciò che a sinistra quelli come te vorrebbero leggere?
Io. Si sta paragonando a Travaglio? 
MB. Ti sto spiegando che dietro c'è una logica diversa dall'essere berlusconiano o meno, c'è una logica di mercato. Poi c'è sempre qualcuno che più volentieri gioca nell'Inter piuttosto che nel Milan perché tifa Inter, ma magari l'anno dopo gioca nel Milan: perde forse la sua professionalità? Per un giornalista moderno oggi è lo stesso.
Io. Sarà, ma ho sempre pensato che il giornalismo viva di rigore e imparzialità nel raccontare i fatti così come sono e...
MB. Sì, l'imparzialità di Santoro o della Gabbanelli. Ma va là! E' solo questione di mercato e di metodo, tutto qui.
Io: Il metodo Boffo?
MB: Spiritoso! No, parlo di metodo per decidere le notizie o gli articoli.
Io: Cioè ad esempio sentendo direttamente il Cavaliere?
MB: E dalli! Duro di comprendonio, eh? Se parli di linea editoriale, ovvio che sia così. Se giochi nel Milan che fai, tiri nella tua porta? Certo che no! Ma una volta realizzato con chi stai giocando, è tutta questione di metodo. Il faro sono i desideri dei nostri lettori. Quando si ha qualche dubbio, ci basta sguinzagliare qualcuno in qualche circolo della libertà o ritrovo del PdL. Sentiamo di cosa parlano e quali sono gli umori e la notizia, in pratica, si scrive da sé! E se non basta, giù sondaggi per carpire l'umore e le aspettative. Più democrazia di così!!
Io. A me sa tanto di Grande Fratello o 1984, che dir si voglia. Significa costruire, giornalisticamente, una realtà che non c'è!
MB. Perché siete sempre lì a riflettere su cosa è giusto e cosa non lo è. Giusto e sbagliato, morale o amorale sono concetti superati nel mondo di oggi.
Io. Lei dice?
MB. Inutile che fai quel faccino attonito: l'etica la fa la gente, la gente vota Berlusconi, l'etica italiana è quella di Berlusconi. Punto.
Io. Sillogismo perfetto. E' per via di queste nuove categorie, o non categorie, di giusto o sbagliato che anziché andare subito dai magistrati ha fatto scoppiare la bomba dalle colonne di Libero?
MB. Pensi di fare il furbino, vero? Cosa cambiava se ci andavo prima o dopo, per la magistratura? Niente. Cosa cambiava se l'articolo lo scrivevo prima o dopo essere andato dalla magistratura, che era ovvio mi avrebbe convocato?! Tutto. Metodo e mercato, caro mio.
Io. Insomma, caro Belpietro: it's only business...
MB. Oh, vedi che se vuoi ci arrivi?! Proprio così!

It's only business, insomma, per i Belpietro, i Feltri, i Sallusti, ecc., ecc.

Sarà. Peccato solo che questo, caro Belpietro e cari tutti gli altri, fosse il metodo preferito di Michael Corleone, nel film Il Padrino.


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lunedì 27 dicembre 2010

Timeo Padanaos et dona ferentes...

Federalismo Fiscale: cavallo di Troia per l'Italia?

Diciamocelo: se c'è una materia su cui quelli dell'area PD se la sono sempre cavata piuttosto bene è l'economia. Non è un caso che i governi di centro-sinistra si siano spesso distinti per gli ottimi risultati dei Ministri del settore, pensiamo a Ciampi, a Spaventa, a Visco, a Padoa-Schioppa recentemente scomparso).

Ebbene, uno studio del senatore PD Marco Stradiotto mette in evidenza come il federalismo fiscale voluto dalla Lega agirà da "Robin Hood alla rovescia".

In base alle proiezioni sui dati Copaff-Ministero dell'Interno, infatti, per effetto del decreto legislativo 292 si avrà innanzitutto una spaccatura fra comuni del Sud e comuni del Nord (ma guarda un po'!), a favore naturalmente del Nord (del Sud sarebbe avvantaggiata soltanto Olbia).

La nuova Italia federalista spaccata in due. Più soldi al Nord, naturalmente.

Oltre a questa tendenza già di per sé drammatica, lo stesso principio varrà anche nel Nord stesso, dove i comuni che verranno rimpinguati saranno in sostanza quelli più turistici, quindi quelli già ricchi!
Un esempio? Cortina segnerà un introito maggiorato del 353%!!!!!

E le città più penalizzate in assoluto?

Nemmeno a farlo apposta, due alla ribalta della cronaca nell'ultimo biennio: la Napoli sommersa dai rifiuti (-61%) e L'Aquila terremotata (-66%).

Fate un po' voi.

P.S. Nella Sicilia in cui Berlusconi fa razzia di voti come in nessun'altra regione d'Italia, tutti i comuni sono ampiamente in negativo. Siciliani, una riflessione vogliamo cominciare a farla? Che ne dite?


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venerdì 24 dicembre 2010

Lettera a Babbo Natale.

La mia lettera al Signore in Rosso...

Caro Babbo Natale,

sono trascorsi molti anni dall'ultima volta in cui ti ho scritto. Chissà  se ti ricordi ancora di me.

Sono stato fortemente in dubbio se scriverti oppure no.

So che sei oberato di lavoro, come tutti gli anni, e che le richieste dei bimbi, i tuoi principali "clienti", sono sempre più complesse ed articolate, in questo mondo sempre più veloce e dispersivo in cui ci ritroviamo a vivere.
Così stavo per rinunciare, anche perché considero quanto ho da chiedere cose che dovremmo risolvere noi persone "normali", come collettività, lavorando uno al fianco dell'altro, ragionando prima col cuore e poi con la testa, pensando al bene di tutti (senza il quale il bene di uno si svuota di significato), come se fossimo, tutti assieme, un'immensa famiglia "allargata".
Poi, riandando indietro con la memoria, ho rammentato che quando ero un bambino eri il simbolo dei miei desideri, realizzabili oppure no, e non soltanto qualcuno cui chiedere qualcosa che sicuramente avrei ottenuto e per cui non c'era da lottare.
Per me, almeno eri così. Ed è per questo ricordo, pertanto, che quest'anno voglio scriverti di nuovo, come ai vecchi tempi. Alla vigilia di Natale.
Per ricordare a me stesso quello che vorrei attorno a me, nel mio mondo, o meglio in un mondo che vorrei sentire ancora più mio.

Vorrei che i cittadini del mio splendido paese, l'Italia, potessero pensare, in ogni regione, in ogni circostanza, che tutti hanno gli stessi diritti, oltre gli stessi doveri, qualunque sia il colore della loro pelle o il paese da dove provengono.

Vorrei, ad esempio. che non avvenisse più che degli alloggi assegnati ai Rom venissero loro negati per motivi razziali, o forse farei meglio a dire "razzisti".

Vorrei che chi parla a sproposito sugli stranieri e sul problema dell'immigrazione in Italia, dai bar, alle piazze, agli scranni del Parlamento, studiasse, si documentasse e fosse onesto con sé e con gli altri.

Vorrei che un posto come "assaggiatore di tabacchi" stipendiato dai Monopoli di Stato, posto che è costato la vita, nel 2001, a un signore di nome Glauco Mancini, semplicemente, potesse non esistere.

Vorrei che molti di noi non avessero bisogno di andar via per cercare una vita migliore e che quelli che sono già andati via, in ogni caso, non vivessero col peso nostalgico e doloroso della patria matrigna che li ha abbandonati al loro destino.

Vorrei che in uno dei paesi UE in cui i giovani sono più travolti dalla tragedia della disoccupazione il Presidente del Consiglio non dicesse che non capisce le manifestazioni di protesta e pensasse che forse, come ha dichiarato il Presidente della Repubblica, le proteste possono essere un sintomo di un disagio più profondo.

Vorrei, infine, che tutti quanti riuscissimo a non pensare soltanto a noi stessi. E  che capissimo, una volta per tutte, che l'unico senso che possiamo dare alla nostra vita sta nello stare insieme, nel tentare di costruire un mondo migliore, nel dare affetto, amore e comprensione a chi ci sta accanto. Cominciando dai piccoli gesti. Gli altri, chissà, magari seguiranno.

Tutto questo vorrei, caro Babbo Natale e tanto altro, che non sto qui a scrivere perché sono certo tu mi abbia capito.
E lo so che nella tua gerla fatata o nel tuo sacco infinito, per quanto immensi, non c'è posto per sogni invisibili e preziosi come questi di un adulto incanutito.

Ma tu sei il detentore dei desideri e delle speranze dei bambini, che a loro volta sono il simbolo della purezza.

Ed oggi, che è la vigilia di Natale, non potevo rivolgere ad altri che a te, così distante nei miei ricordi eppure così presente, ancora, nella parte più pura del mio cuore, la dolce e malinconica speranza in un domani migliore.

Perché senza un domani migliore, non vi sarà purezza che tenga per i nostri figli e i nostri nipoti, quelli ai quali  - noi che potremo - faremo trovare stasera sotto l'albero, grazie al simbolo che tu rappresenti, un frammento infinito della gioia di vivere.

Con l'affetto di sempre

Tuo

Luigi Bruschi

P.P. (Post Post): buona Vigilia a tutti...


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giovedì 23 dicembre 2010

Il Natale dell'Aquila.

L'Aquila.

E' l'antivigilia di Natale.

Il Natale è da sempre la festa delle famiglie, dei buoni sentimenti, dei doni, del benessere.

Per chi può, naturalmente.

Fra due giorni, puntualmente, sarà Natale anche per i cittadini del capoluogo abruzzese, L'Aquila.

Sarà Natale per chi piange ancora chi ha perduto fra le macerie.

Sarà Natale per chi torna col ricordo alla sua casa che non c'è più, accolto com'è ora da muri e pareti che non sente come suoi e che magari iniziano anche a dare problemi non previsti.

Sarà Natale per chi ha perso il lavoro e non sa come dire alla sua famiglia che anche quest'anno è davvero Natale, anche senza cenone, anche senza regali, magari con la forza di un abbraccio seppure con le lacrime negli occhi.

Sarà Natale per chi il pane deve andare a guadagnarselo a centinaia di chilometri lontano da casa, perché è lì che ha trovato uno straccio di stipendio e pur di lavorare, per dignità o disperazione, conduce ormai quotidianamente la sfiancante vita in bilico del pendolare.

Sarà Natale per chi ancora non riesce ad accettare quanto è accaduto e sogna tutti i santi giorni che tutto, d'incanto, torni com'era prima: piazze, fontane, case, persone, amici, parenti, genitori, figli.

Sarà Natale, fra due giorni, come tutti gli anni.

Anche all'Aquila.

Ed io voglio essere lì con voi, idealmente, col cuore e con l'anima.

Per augurare a tutti un anno che verrà migliore, una vita degna di questo nome.

Per non dimenticarvi. Per non dimenticare.


P.S. Il provvedimento previsto per aiutare L'Aquila nel decreto mille proroghe approvato ieri pare dissolto nel nulla. Il Presidente della Regione Chiodi è in viaggio verso Palazzo Chigi col Presidente della Provincia e il Sindaco dell'Aquila per chiedere conto della questione.
[Aggiornamento del 24 dicembre: qualcosa si muove. Speriamo bene.]


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mercoledì 22 dicembre 2010

Non è la (mia) Rai...

Abbonato Rai?! Ahiahiahi!

Giornate nera per gli abbonati Rai.

1. Aumentato il canone Rai di 1 euro e 50.

Fateci capire: coloro che hanno aumentato il canone sono gli stessi che incitano a non pagarlo nelle occasioni in cui vengono esposte opinioni diverse dalle loro (Annozero, Vieni via con me, Report, ecc. ecc.)?!

2. Il Vicedirettore di Rai 1 Mauro Mazza dichiara che al prossimo festival di Sanremo 2011 Roberto Benigni potrà essere ospite solo se andrà gratis come ha fatto a Vieni via con me.
La logica vuole che se vi saranno artisti di calibro notoriamente dediti alla beneficenza (che so: Bono, Shakira, Madonna, Lady Gaga...) l'aut-aut verrà esteso anche a loro
Non dubitiamo (?!) e restiamo fiduciosi in attesa...

Perché noi abbonati Rai, noi che paghiamo sempre il canone (nonostante Minzolini) e che crediamo che tutte le voci vadano rappresentate, siamo così.

Un po' fessacchiotti, forse, penserà qualcuno.

Ma sicuramente onesti. E oltre a questo, scusate se è poco, coerenti.


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martedì 21 dicembre 2010

Caccia al nome.

Cambio nome in vista per il partito di Berlusconi... cosa nascerà?


Silvio è sicuro.


Al PdL bisogna cambiare nome.


I motivi?

Almeno due (quelli dichiarati):

1) Possibile contenzioso di Fini (perché alla creazione del partito hanno depositato le firme entrambi i leaders);
2) Scarso appeal del nome presso la gente (beh, vuoi mettere con "Forza Italia"?!).


Il terzo? E' implicito, ma forse il più importante.

Berlusconi continua a perdere consensi.
La sua immagine perde colpi. E' un leader che appare in declino, anche fisicamente, il che significa che non può più "incarnare" la freschezza innovativa di un progetto vincente.

Ad oggi sta vivendo ancora di rendita, il che naturalmente non è poco, ma un esperto di 'immagine' e di 'media' come lui sa bene che questo, a breve, potrebbe non bastare più.

Ecco perché stiamo cominciando a sentir parlare anche Berlusconi stesso di "successione" (riflessione: cosa impensabile solo fino ad un anno fa).
Perché tra gli esperti del Cavaliere è allo studio la nuova operazione mediatica in grado di "svecchiare" il partito rilanciandolo.

Ecco allora il cambio di strategia: giovani in campo (Berlusconi l'ha dichiarato lui stesso), meglio ancora se donne (Nunzia De Girolamo, Laura Ravetto, Barbara Saltamartini, per fare dei nomi: non avete notato, ultimamente, l'intensificarsi delle loro presenza nei programmi televisivi?!).

Il nuovo nome (e un nuovo simbolo, si presume) sarà il coronamento del nuovo battage pubblicitario che ci aspetta nelle prossime elezioni.

A questo punto, non resta che dare fuoco alle polveri delle ipotesi.

Quale potrebbe essere il nuovo nome?

Ne azzardo uno, che è stato il titolo del convegno del PdL degli inizi di dicembre: Avanti, Italia!

Voi, invece, che nome prevedete?!


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lunedì 20 dicembre 2010

Sogno o son mesto?

Dopo il voto di fiducia, una settimana di passione...

Non so.

Nonostante si avvicini il Natale, nell'ultima settimana mi sento sempre più disorientato, quasi malconcio.

Sarà che nelle ultime notti ho dormito malissimo...

Una fase REM dopo l'altra, ho infilato una serie di incubi consecutivi da cui ancora stento a riprendermi. 

Ho sognato, in ordine sparso:

- che il Presidente del Consiglio parlava di combutta fra il Presidente della Camera e l'Associazione Nazionale Magistrati;
- che il Presidente del Gruppo parlamentare del Pdl al Senato prima invocava l'arresto preventivo per gli studenti manifestanti e poi parlava di "potenziali assassini" fra i partecipanti ai cortei di piazza;
- che un quotidiano equiparava alla categoria "Black Bloc" la categoria "Studenti";
- che il leader dell'UDC - ex DC negli anni 80 e ex CCD negli anni 90 - definiva se stesso e l'alleanza con il Leader dell'Api (ex radicale, ex verde, ex Ulivo, ex Margherita, ex PD) e il leader di Futuro e Libertà (ex missino, ex An, ex PdL) come "l'unica novità politica" sul "modello di Obama";
- che la Chiesa, dopo le escort a Palazzo Grazioli, Noemi Letizia, il caso Boffo, Ruby e il bestemmione sulla terra insanguinata de L'Aquila, tramava cuciva e tesseva sempre e soltanto al fianco dell'ineffabile Mr. B;
- che il Segretario del PD si diceva pronto a giocare col tridente centrista (UdC-Api-Fli) e quindi, letteralmente tentando il suicidio politico, disconosceva le primarie.

Incubi tosti, non vi pare?

Roba da far accapponare la pelle a chiunque.

In un paese normale, si intende.

E proprio qui sta il punto: a me italiano, tutto questo, se pure fosse reale, dovrebbe scivolarmi addosso come niente fosse.

E invece non solo continuo a non sentirmi granché bene, ma peggioro di giorno in giorno.

Che dite: devo cominciare a preoccuparmi?



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domenica 19 dicembre 2010

Dall'Italia (dei valori) con rancore...

L'Onorevole Scilipoti, berlusconiano dell'ultimo minuto.

Sono sempre stato convinto che esaminando le azioni delle persone, assai più che le parole, si può davvero scorgere come in controluce la filigrana del carattere, la quintessenza della personalità.

Ebbene l'Onorevole Domenico Scilipoti, uno dei moschettieri della fiducia a Berlusconi dell'ultimo minuto (transfuga nientepopodimeno che dall'IdV), sta disseminando da qualche giorno azioni rivelatrici, un po' come fossero sassolini chiari nel bosco di Pollicino rischiarato dalla luna piena!
Vediamo dove portano.

Scilipoti 1: il 14, giorno della fiducia, organizza una manifestazione pro domo sua, con extracomunitari e striscioni. Peccato che nessuno dei manifestanti sapesse per chi e per cosa stava manifestando!!!

Scilipoti 2: Crozza a Ballarò gli dedica qualche minuto al fulmicotone. L'Onorevole pensa alla querela.

Scilipoti 3: nel programma radiofonico Un giorno da pecora, l'Onorevole dà in escandescenze e dà del mascalzone a quanti lo additano come traditore, lanciandosi in un vero e proprio one man show autocelebrativo.

Scilipoti 4: ieri, l'attacco mediatico sferrato via web! Con un'incredibile azione di spamming , Scilipoti inonda di suoi commenti siti e blog con cifre e dati (sballati) sulla crisi economica, annunciando che si farà promotore di iniziative volte a risollevare il paese intercedendo col governo!!

Sassolini bianchi su un sentiero. Sassolini che rilucono al chiarore lunare.

Sassolini che mostrano la filigrana di un uomo complesso, il quale, passato all'altra sponda con una conversione dell'ultimo minuto, sta palesemente utilizzando la scia del tam tam mediatico per influenzare i media e lanciare la sua immagine personale.

Provate a leggere siti e blog: ci sono, com'è ovvio, decine e decine di estimatori del buon Scilipoti.

E questa, signori miei, è la nostra Italia di oggi: non importa se forse l'Onorevole si è venduto; pazienza se appare del tutto illogico ed inspiegabile, nonostante il fiume di parole da lui riversato, che sia passato in pochi giorni dall'antiberlusconismo viscerale alla fiducia a Re Silvio.

Quali che siano i motivi, sghignazzano gli etici fan del nostro ineffabile Premier (gli stessi che infamano da mesi Fini per l'alto tradimento!!!), è solo l'ora di cantare:

"Per fortuna che Scili c'è"...


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sabato 18 dicembre 2010

Punture di zanzara nell'Italia berlusconiana.

Su Radio 24 va in onda la zanzara di Cruciani. Pungente, anche troppo.

Tornando a casa dal lavoro, spesso mi sintonizzo su Radio24 (ottima emittente, per inciso) e mi capita di ascoltare la Zanzara il programma radiofonico di Giuseppe Cruciani.

Il format è ben congegnato: sempre sulla notizia (solitamente politica), con l’intervista al personaggio del momento e poi ampio spazio ai radioascoltatori.

Cruciani è piuttosto brillante, talvolta spiritoso, sebbene non sempre educato e troppo spesso scostante, oltre che tendenzialmente faziosetto (sul versante berlusconiano).

Ciò che però risulta talvolta realmente fastidioso è la superficialità, se non addirittura una sorta di qualunquismo becerotto,  con il quale il conduttore tratta molte tematiche.

Un paio di settimane fa andò in onda ad esempio la puntata sulla riforma Gelmini e le proteste degli studenti.

Ecco qualche chicca di Cruciani:
(1) sui manifestanti: “la maggior parte di loro sono esagitati ed è responsabilità loro se poi la polizia interviene” (leggasi: la polizia non sbaglia mai, a prescindere);
(2)  “Ma quale tensione sociale, io non la vedo affatto questa tensione”
(3) “La gente è serena e felice, come dicono le ricerche effettuate” (questo è un suo cavallo di battaglia, che cita appena può)
(4) Ad un ascoltatore che diceva delle difficoltà economiche di chi vorrebbe di tanto in tanto concedersi qualche svago, un ristorante, ecc.: "mah, sempre a parlare di questa crisi: io i ristoranti li vedo sempre pieni". 
(5) Ancora sui manifestanti: manda in onda Alberto Sordi che grida “lavoratori?” e poi spernacchia.
L'inferno di Roma dopo gli scontri.

Troppo facile osservare che pochi giorni dopo la tensione sociale, inesistente secondo Cruciani, si è palesata in tutta la sua veemenza nelle piazze di Roma.

A parte questo, non so: ho l'impressione che questo modo di ragionare sulle cose non faccia affatto bene a quella ricostruzione dell'etica e del pensiero collettivo di cui questo paese ha un disperato bisogno.

Talvolta mi chiedono un motivo secco per cui sono così profondamente e convintamente antiberlusconiano.

Eccolo: Berlusconi ha incarnato e tradotto il peggio dell'italianità

Furbizia anziché intelligenza. Individualismo anziché senso della collettività. Disgregazione sociale anziché integrazione. Contrapposizione anziché conciliazione sociale. Il denaro come valore di riferimento individuale anziché i valori come tesoro di tutti. La bugia e la mistificazione anziché i fatti e la realtà in genere. L'amoralità anziché l'etica.

Una ventina di anni fa, quando ero diciottenne, la maggior parte delle persone aveva pudore e timore nell'esprimere certe opinioni: il pudore nasceva dal fatto che una certa visione della vita e della società era considerata sconveniente quando non addirittura pericolosa e versava pertanto - giustamente, aggiungerei - in una sorta di condizione di emarginazione.

Oggi, grazie a Berlusconi, quelle opinioni e quell'idea di società sono state sdoganate, legittimate e vengono impunemente sbandierate ai quattro venti, urlate spesso, e praticamente quasi "imposte" come ovvie e sacrosante.

E quindi ecco che i magistrati sono pazzi, gli elettori di sinistra coglioni, i Rom da cacciare, gli studenti che protestano dei fannulloni, ecc. ecc.

Il peggio del peggio.

Il buon Cruciani, per tornare alla sua trasmissione, è troppo spesso convinto (ed inconsapevole?) portavoce di quest'Italia pseudo-democratica, populista, paradossalmente (e pericolosamente) in bilico tra il neofascismo e l'anarchia, espressione profonda e preoccupante di un nuovo paradigma sociale fatto di inciviltà sprezzante ed intolleranza diffusa.

Un'Italia che, a forza di punture di zanzara, sta diventando tutta un grosso, informe e purulento bubbone: brutto a vedersi e sempre più il simbolo di una malattia sociale che, a tratti, appare davvero incurabile.



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venerdì 17 dicembre 2010

Tilt!

Firenze, a due passi dalla mia abitazione...
Firenze: oggi neve.

Una sola ora di neve: città subito in tilt.

Ok. 
In effetti sarà pure comprensibile che gli eventi atmosferici possano avere la meglio sui deboli mezzi in possesso di noi piccoli granelli umani nell'infinità pulviscolare del cosmo...

Purtuttavia, la domanda sorge spontanea, assieme a quel briciolo di indignazione, credo, fisiologica: ma non si poteva fare (e non si potrebbe fare) proprio nulla per evitare queste situazioni di apocalisse naturalistica?

Perché, tanto per dirne una, è da lunedì che le previsioni (mai puntuali e infallibili come stavolta!!) davano neve a Firenze per la giornata di oggi.

E dunque? E dunque tragitto stazione Santa Maria Novella-Porta Romana (in genere 5 minuti c.a. di autobus): 1 ora e 15 minuti circa di bus, con stop anticipato prima del capolinea e caos infinito!!!

Viene da chiedersi: ma in 5 giorni di previsioni meteo con neve assicurata, organizzarsi un po' pareva brutto? Che so: autobus con catene, sale preventivo... queste cose qua. Fantascienza?

Non so voi: ma io ho la sensazione che la "modernità" e "l'efficienza" di una società si misurino anche da queste cose.

No?


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martedì 14 dicembre 2010

Magic Number.

3 voti salvano il Governo. Sulla carta.


I numeri li hanno dati.

Berlusconi incassa la fiducia 314 a 311.

Tre voti di scarto.

E' un fatto: la campagna acquisti è stata determinante (Scilipoti, Razzi, Grassano). 
Ma non sarebbe bastata se Futuro e libertà non avesse ceduto quel tanto che bastava per salvare il Governo: Maria Grazia Siliquini ha infatti votato no alla mozione di sfiducia e entra nel Pdl, così come ha votato pro Berlusconi Catia Polidori; si è astenuto "l'addestratore delle colombe", Silvano Moffa.

Diciamocelo: ora sì che cominciano i problemi.

Per almeno tre motivi:

(1) la Lega diventa ago della bilancia. Sarà lei a decidere se, quando e a quali condizioni si potrà andare a votare. Quanto pagheremo questo scacco?

(2) Ad ogni provvedimento, ad ogni votazione, il Governo rischierà di andare sotto. L'instabilità politica che questo comporterà andrà a sommarsi alla stagnazione di questi ultimi mesi. 
Anche in tal caso il quesito è: a che prezzo?

(3) Se le elezioni verranno decise a tavolino per marzo/aprile (cosa che appariva probabile già prima del voto di fiducia) o anche a giugno o a settembre, questo significherà che i prossimi mesi saranno comunque una costante campagna elettorale. Con ovvie ricadute sull'efficacia dell'azione politica di un governo proiettato alle elezioni piuttosto che all'attività legislativa.

Berlusconi, nel frattempo, ha vinto il 1° Round.

Ora assisteremo al .

Che è già iniziato, domenica all'ora di pranzo, quando Fini, nel programma In mezz'ora, da Lucia Annunziata, ha detto che Fli sarebbe andato all'opposizione qualunque fosse stato l'esito del voto.
2° Round che è proseguito stamani, quando Bossi ha detto''Con un voto in più non si governa e se non si può governare fatalmente bisogna votare''.

Riguardo all'opposizione, PD in testa, il problema è che molti, come recita il proverbio cinese, erano già "seduti lungo la riva del fiume, ad aspettare il cadavere del nemico".

Ma qui non è più tempo di attese e temporeggiamenti.

E' tempo di costruire un valido progetto alternativo al centrodestra berlusconiano, che parli alla gente dei suoi problemi e di come risolverli, là dove l'attuale Governo, fiducie parlamentari a parte, ha già fallito.

Riusciremo, per una volta, a capirlo in tempo?



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domenica 12 dicembre 2010

Poche ore... e daranno i numeri.

Silvio attende il responso: gliela daranno o non gliela daranno? La fiducia, intendo.

Oramai ci siamo.

L'ondata di gelo prevista in Italia per i prossimi giorni sembra doversi leggere come il rimedio al clima politico arroventato di questi giorni che culminerà nel voto di (s)fiducia di martedì 14, dopodomani mentre scrivo.

Compravendite, denunce alla magistratura, salti della quaglia, il meglio del peggio dell'Italia politica ha concentrato nell'ultima settimana tutto il suo squallore e il suo lerciume (che a quanto pare va di moda non soltanto in Campania).
Giusto giusto nella settimana dell'Immacolata, tanto per intenderci.

Cosa accadrà?

Mistero.

Gianfranco Fini, ancora oggi, ospite di Lucia Annunziata nella trasmissione In mezz'ora, ha sostenuto che FLI voterà compatta la sfiducia e ha aggiunto "delle parole di Berlusconi noi non ci fidiamo più".

Nel frattempo, Berlusconi mobilita il popolo del Pdl. Forse. Magari no! Promesso un bagno di folla fra i sostenitori, ottenuto qualche incontro annoiato.

Vabbè, cose che capitano.

Non so come andrà a finire con questo voto di fiducia.
Se a Silvio gliela danno (la fiducia), si torna al punto di partenza, tipo gioco dell'Oca, con un governicchio debole debole che farà ripartire il valzer delle opzioni (elezioni sì, elezioni no, subito o dopo, terzo polo o ognuno per sé, ecc. ecc.).
Se a Silvio non gliela danno (e non essendo abituato, si imbestialirebbe come pochi!), si apriranno danze diverse: altro incarico (Berlusconi bis o Tremonti, ecc.) o governo di responsabilità o elezioni, e via dicendo.

Vada come vada, sarà ovviamente un insuccesso (per noi comuni mortali, si intende).
Perché la politica nel frattempo ristagna e noi con la politica.

Se comunque nell'attesa si volesse riflettere in altri termini, e cioè sul perché questo governo dovrebbe cadere, penso potrebbe essere interessante riguardarsi lo spot PDL delle elezioni del 2008.
Eccolo:





Per chi ne avesse bisogno, o semplicemente voglia (dico così perché forse potrebbe bastare anche la sola visione dello spot), si può approfondire qualcosa qua e là, sugli strabilianti risultati ottenuti dal governo in carica nel biennio 2008-2010.

TASSE: il nostro record è unico.

CAROVITA: reddito famiglie, inflazione e caro scuola, tanto per fare qualche esempio.

CRIMINALITA': lotta senza quartiere da parte delle forze dell'ordine. Peccato che siano senza fondi e, talvolta, pattuglino a piedi...

RIFIUTI: taccio per decenza.

Interessante, no?

E ora lasciamo che votino: vediamo un po' cosa quale regalo ci riservano, sotto l'albero, quest'anno.

L'unica cosa certa è che di palle, fino ad oggi, in soli due natali, ce ne hanno già frantumate parecchie.

No?



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venerdì 10 dicembre 2010

Quando 1+1 fa 2...


Domenica sera ho assistito alla trasmissione In Onda, su La7, condotta da Luca Telese e Luisella Costamagna (lo dico en passant: la Costamagna non mi dispiace affatto. Come giornalista, intendo, sia ben chiaro!).

In studio, come ospiti, Donna Assunta Almirante, Paolo Guzzanti, Alessandro Sallusti.

Il tema della giornata era tutto in un quesito: "Siamo tutti traditori"? Il riferimento era ovviamente a Fini e Futuro e Libertà nei confronti di Berlusconi/Pdl (o nei confronti degli elettori, come sostiene il centro-destra).

Ebbene, in estrema sintesi, cosa è stato detto? 
Paolo Guzzanti (lo rammento: ex senatore PdL, ora del Partito Liberale, autore fra l'altro del recente volume "Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre") ha sostenuto che il tradimento è un concetto improprio e che semmai è Berlusconi a non aver corrisposto le aspettative della rivoluzione liberale promessa, motivo per cui, fra gli altri, avrebbe votato la sfiducia.

La discussione, ad un tratto, prende una piega singolare: Sallusti dice che non vuole credere al fatto che Guzzanti voterà realmente la sfiducia.

Guzzanti, e qui già è la prima stranezza, rammenta che l'hanno cacciato dal Giornale di Feltri e Sallusti, in cui scriveva (il link con la fiducia a Berlusconi appare paradossale ma è cristallino: "mi avete colpito, ora io colpisco voi").

Sallusti argomenta che Guzzanti si era già autoescluso dal Giornale, Guzzanti ribatte che inviava articoli e non riceveva risposta.

In questo siparietto surreale, in cui anziché discutere di Politica si parlava dei fatti propri (ripicche, personalismi, ecc. ecc.), con una concezione della politica che non riesco a non qualificare come indegna, accade ad un tratto  l'imponderabile.

Ecco il video del passaggio. Occhio (anzi orecchio) a cosa dice impassibile e mefistofelico Sallusti e alla reazione di Guzzanti, che comincia a incartarsi cercando le parole giuste per lasciarsi aperta una porta:


video


Chiaro?

Apprendiamo dunque che: 
(1) Guzzanti viene pagato dal Giornale per non scrivere (7 mila euro circa netti, come da lui stesso dichiarato in questi giorni);
(2) il suo contratto sta per scadere;
(3) il Giornale offre il rinnovo e la pubblicazione degli articoli.

In cambio di cosa?

Voi che ne dite?

Dunque è finita qui? Solo "suggestioni"?

Forse.

Fatto sta che alla vicenda c'è un seguito succoso.

La trasmissione andava in onda domenica 5 dicembre.

Ebbene, ecco la notizia data da Adnkronos 3 giorni dopo, mercoledì 8 dicembre:
Se il premier Silvio Berlusconi si impegnerà a riformare la legge elettorale, Paolo Guzzanti potrebbe rivedere la decisione di votare la sfiducia il 14 dicembre. Domani la proposta verra' portata alla direzione del Pli.

... Cosa aggiungere?!

Non sembra anche a voi che 1+1, almeno in questo caso, faccia proprio 2?!

O forse sarebbe il caso di dire 7...

... mila euro mensili netti. Con pubblicazione, naturalmente.

Volete mettere?


[Aggiornamento dell'11 dicembre: QUI l'intervista di oggi a Guzzanti sul Riformista. Guzzanti dice: "Berlusconi non mi ha contattato, quindi cosa c'entra la questione Giornale?" Con la proposta di Sallusti però come la mettiamo, caro Paolo?!
Aggiornamento del 14 dicembre: dopo un mezzo putiferio, Guzzanti vota la sfiducia. Ma due mesi dopo...
... Aggiornamento del 17 febbraio 2011: Guzzanti passa alla maggioranza che sostiene Berlusconi, nel gruppo dei cosiddetti Responsabili. qui la cronistoria di una conversione annunciata...]


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giovedì 9 dicembre 2010

Tutti "Razzi" per Silvio...

Antonio Razzi ha ceduto agli ideali: quanto gli sarà costata questa scelta?!

Antonio Razzi, dopo una "sofferta decisione" ha lasciato oggi l'Italia dei Valori ed è passato a Noi Sud, partito che sta nella maggioranza!

Era lo stesso Razzi che a metà settembre aveva denunciato con grande clamore di essere stato contattato per compiere "il salto della quaglia", in cambio di poltrone e addirittura del pagamento del mutuo della sua abitazione!

Una cortesia: sentite con molta attenzione cosa disse allora Razzi (o risentitelo, alla luce dei fatti odierni!).





E a proposito: sulla questione del mutuo oggi sapete cos'ha detto Razzi? Che quella di settembre era una battuta...

Meditate, gente, meditate...

[Forse può interessarti: Per molti dollari in più...]


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PdL: "mani di forbice".

La campagna elettorale del 2008 del Partito della Libertà, come ognuno ricorderà, fu molto incentrata sul problema della sicurezza.

Tanto che due dei principali volantini di quella campagna furono i seguenti:



Tutti più sicuri insomma, prometteva il PdL in caso di vittoria.

Ebbene, a due anni e mezzo di distanza, sapete chi c'era, oggi, a manifestare davanti la residenza di Arcore del Premier Silvio Berlusconi?

Polizia... Vigili del Fuoco... Guardia Forestale... Agenti Penitenziari...

La protesta degli "uomini della sicurezza" ad Arcore davanti alla residenza di Berlusconi.

Erano un centinaio, stamani, tra rappresentanti di 22 sigle sindacali (da destra a sinistra) e vari operatori del settore sicurezza, quelli che hanno protestato simbolicamente davanti alla residenza del Premier.

Il problema? I tagli alla sicurezza delle ultime due finanziarie.

Ha detto Santino Barbagiovanni, segretario regionale Silp Cgil Lombardia: 
"Manifestiamo contro lo smantellamento della sicurezza. Per i tagli del Governo di fatto ora abbiamo serie problematiche legate al controllo del territorio. Solo in Lombardia, ad esempio, c'è un ammanco di 1.300 persone, -40% per la Stradale, -45% alla Polfer, -80% alla Postale. Anche per il parco mezzi la situazione grave, da tempo non viene rinnovato, le auto spesso non sono in condizione con il risultato che i pattugliamenti vengono svolti a piedi. La situazione è allarmante".
E di ''situazione insostenibile'' ha parlato anche Mauro Guaetta, segretario milanese della Siulp Cisl, che spiega:
 ''Negli ultimi anni i tagli al settore sono stati di circa 2,5 miliardi di euro''
Per il 13 dicembre è prevista una manifestazione nazionale a Roma, in piazza Montecitorio. 

La domanda è: quando la smettiamo di credere come allocchi alle campagne elettorali di chi promette senza mostrare un vero progetto dietro quello che dice?

Mi verrebbe da chiedere: chi di noi, oggi, si sente più sicuro di due anni fa?

Non sarà il caso di votare con la testa, anziché con la pancia?!

A proposito: ecco il volantino che oggi è stato distribuito davanti alle prefetture italiane.

Così, tanto per essere informati dei fatti.


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mercoledì 8 dicembre 2010

Dopo Arcore: 5 domande al Sindaco Renzi.

Dalla pagina "C'è bisogno di sinistra" su Facebook.


Ebbene sì. Matteo Renzi, il Sindaco PD di Firenze (città in cui vivo, per la cronaca) si è recato ad Arcore per parlare con Berlusconi.

Putiferio.

Cori di proteste e indignazione su Facebook (i link sono raggiungibili per chi ha FB).

E giù "botte": da Gad Lerner, a Donadi dell''IDV, a Bersani stesso, proprio lui che - attenzione! - aveva dichiarato che sarebbe andato ad Arcore "pure a piedi" (traggo lo spunto da Marcello Saponaro)!!
Ecco il video:




Ieri Renzi, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato una nota per precisare il suo gesto (per chi ha FB, può leggerla qui, altrimenti su Piovono Rane).

Premesso che sono piuttosto d'accordo con quanti hanno detto e scritto che (1) gli incontri istituzionali sarebbe il caso avvenissero nelle sedi, appunto, istituzionali e che (2) il momento politico scelto per l'incontro (non a caso da Berlusconi!) è piuttosto particolare, voglio soffermarmi brevemente su cosa non mi ha convinto della nota del Sindaco Renzi.
E porgli 5 domande concrete.

Il nucleo centrale di quanto il Sindaco ha scritto risiede nelle seguenti parole: "Io non mi fermo all'ideologia, io voglio vedere se (Berlusconi) mantiene la parola".

A parte il fatto che mantenere la parola data non sembra proprio il punto di forza del Presidente Berlusconi.

Comunque sia, prendendo per buona la volontà di Renzi, come si direbbe nel gioco del Poker, di "andare a vedere il bluff", in un altro passaggio chiave dice "abbiamo parlato delle questioni concrete che riguardano Firenze".

Bene. Benissimo. 

Ecco allora le nostre domande:

1. Di quali questioni concrete, concretamente, avete discusso lei e il Presidente Berlusconi?

2. Quali richieste concrete ha fatto, Sindaco Renzi, sulle questioni concrete di cui avete discusso?

3. Quali risposte concrete le sono state date dal Presidente Berlusconi sulle singole richieste concrete?

4. Quali promesse concrete (vecchie o nuove) le sono state fatte concretamente dal Presidente Berlusconi?

Perché veda Sindaco: concordo col passaggio della sua nota in cui ha scritto "se il Governo non vuole mantenere gli impegni potrò dire ai fiorentini che ci ho provato davvero". 
Lei dunque giudicherà il Premier sulla base di quanto le ha promesso.

Noi però, ci capirà, dobbiamo giudicare lei, visto che l'abbiamo eletta!

E, per giudicarla, dobbiamo sapere i particolari, quelli "concreti" di questo incontro. 

Cosa aspettarci e cosa no, dopo la sua visita.

Pensavamo di trovare tutto ciò nella sua nota di ieri. E invece no.

Restiamo pertanto, ansiosi, in attesa di risposte.

Quasi dimenticavo: la quinta domanda. Più che altro una curiosità. Sul menù del pranzo. Perché conoscendo il Premier, che si dichiara "ospite irripetibile", ci aspettiamo: "farfalline al radicchio viola", "medaglioni di carne alla dantesca", "melanzane alla Brunelleschi" e via dicendo.

Se così non fosse stato, tra l'altro, caro Sindaco, un po' di dubbi li cominceremmo ad avere, al posto suo.

Perché sa com'è, non essendo lei una bella figliola, né potendo vantare parentele illustri, il Premier non parrebbe avere molto da guadagnare, nel venirle incontro.

O invece no?

E questa, chissà, potrebbe anche essere la sesta, intrigantissima, domanda da porle.


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