Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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mercoledì 8 dicembre 2010

Dopo Arcore: 5 domande al Sindaco Renzi.

Dalla pagina "C'è bisogno di sinistra" su Facebook.


Ebbene sì. Matteo Renzi, il Sindaco PD di Firenze (città in cui vivo, per la cronaca) si è recato ad Arcore per parlare con Berlusconi.

Putiferio.

Cori di proteste e indignazione su Facebook (i link sono raggiungibili per chi ha FB).

E giù "botte": da Gad Lerner, a Donadi dell''IDV, a Bersani stesso, proprio lui che - attenzione! - aveva dichiarato che sarebbe andato ad Arcore "pure a piedi" (traggo lo spunto da Marcello Saponaro)!!
Ecco il video:




Ieri Renzi, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato una nota per precisare il suo gesto (per chi ha FB, può leggerla qui, altrimenti su Piovono Rane).

Premesso che sono piuttosto d'accordo con quanti hanno detto e scritto che (1) gli incontri istituzionali sarebbe il caso avvenissero nelle sedi, appunto, istituzionali e che (2) il momento politico scelto per l'incontro (non a caso da Berlusconi!) è piuttosto particolare, voglio soffermarmi brevemente su cosa non mi ha convinto della nota del Sindaco Renzi.
E porgli 5 domande concrete.

Il nucleo centrale di quanto il Sindaco ha scritto risiede nelle seguenti parole: "Io non mi fermo all'ideologia, io voglio vedere se (Berlusconi) mantiene la parola".

A parte il fatto che mantenere la parola data non sembra proprio il punto di forza del Presidente Berlusconi.

Comunque sia, prendendo per buona la volontà di Renzi, come si direbbe nel gioco del Poker, di "andare a vedere il bluff", in un altro passaggio chiave dice "abbiamo parlato delle questioni concrete che riguardano Firenze".

Bene. Benissimo. 

Ecco allora le nostre domande:

1. Di quali questioni concrete, concretamente, avete discusso lei e il Presidente Berlusconi?

2. Quali richieste concrete ha fatto, Sindaco Renzi, sulle questioni concrete di cui avete discusso?

3. Quali risposte concrete le sono state date dal Presidente Berlusconi sulle singole richieste concrete?

4. Quali promesse concrete (vecchie o nuove) le sono state fatte concretamente dal Presidente Berlusconi?

Perché veda Sindaco: concordo col passaggio della sua nota in cui ha scritto "se il Governo non vuole mantenere gli impegni potrò dire ai fiorentini che ci ho provato davvero". 
Lei dunque giudicherà il Premier sulla base di quanto le ha promesso.

Noi però, ci capirà, dobbiamo giudicare lei, visto che l'abbiamo eletta!

E, per giudicarla, dobbiamo sapere i particolari, quelli "concreti" di questo incontro. 

Cosa aspettarci e cosa no, dopo la sua visita.

Pensavamo di trovare tutto ciò nella sua nota di ieri. E invece no.

Restiamo pertanto, ansiosi, in attesa di risposte.

Quasi dimenticavo: la quinta domanda. Più che altro una curiosità. Sul menù del pranzo. Perché conoscendo il Premier, che si dichiara "ospite irripetibile", ci aspettiamo: "farfalline al radicchio viola", "medaglioni di carne alla dantesca", "melanzane alla Brunelleschi" e via dicendo.

Se così non fosse stato, tra l'altro, caro Sindaco, un po' di dubbi li cominceremmo ad avere, al posto suo.

Perché sa com'è, non essendo lei una bella figliola, né potendo vantare parentele illustri, il Premier non parrebbe avere molto da guadagnare, nel venirle incontro.

O invece no?

E questa, chissà, potrebbe anche essere la sesta, intrigantissima, domanda da porle.


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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Scusate ma Renzi è andata a casa di Berlusconi probabilmente non come sindaco di FI, ma come Matteo ... perchè deve rispondere alle vostre domande? Con tanta gente che va a casa di Berlusconi o gli telefona, perché non chiedete anche a loro cosa vanno a dirgli? Perché solo a Renzi ???

Luigi Bruschi ha detto...

Caro Lettore,
se è andato da Berlusconi come Matteo, questo è uno scoop, perché è lui stesso ad aver detto che ci è andato come sindaco e a parlare di Firenze.
Secondo poi, almeno per quanto mi riguarda, le domande le pongo a chiunque, non solo a Renzi.

Aggiungo infine che, avendolo votato come sindaco, trovo corretto che lui, in qualche misura, si sottoponga alla valutazione dei suoi elettori.

Lei no?!

Grazie per la sua opinione.

LB

Anonimo ha detto...

Purtroppo l'Italia è quella descritta dal grande Eduardo De Filippo. Lui si riferiva soprattutto a Napoli. Ma l'Italia è Napoli.Ecco il testo

Eduardo De Filippo: a Napoli (in Italia) qualunque cosa accade è “ cosa e niente,è sempre cosa e niente, tutte le situazioni così le abbiamo risolte: è cosa e niente, è cosa e niente.Non teniamo che mangiare: è cosa e niente;ci manca il necessario: è cosa e niente; o padrone more io perdo il posto: vabbuò è cosa e niente; ci negano il diritto della vita: è cosa e niente. Ci tolgono l’aria: vabbuò che vo fa è cosa e niente.A furia di dicere è cosa e niente siamo diventati cose e niente.”

Massimo

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