Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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martedì 31 maggio 2011

Il cantastorie che ha perso le ali.


Dunque è stata disfatta.

Se qualcuno voleva, come Berlusconi voleva ed aveva chiesto, una risposta netta sulla fiducia degli italiani nei confronti del governo e del suo Premier, il messaggio è arrivato, forte e chiaro.

La vera notizia da registrare è che l'odio e la paura come motori della campagna elettorale non pagano più.

Nella sua Milano, puntando sul referendum personale, Berlusconi ha giocato tutte le carte a lui più congeniali: ha agitato lo spettro del comunismo ("gli estremisti"), ha invocato la questione sicurezza ("gli amici dei brigatisti"), ha soffiato sul fuoco dell'odio razziale (musulmani e moschee).
Risultato: ha consegnato Milano al centrosinistra di Pisapia.

Un po' più a sud, in quel di Napoli, si è compiuta un'altra nemesi: dopo la guerra senza quartiere dichiarata da Berlusconi alla magistratura, dopo i manifesti di Lassini e le ingiurie dei pasdaran a Ilda Boccassini, all'ombra del Vesuvio ha stravinto l'ex magistrato De Magistris, prendendo il 31% in più del candidato del PdL Lettieri.

Sono segnali inequivocabili, che non possono non apparire risposte precise degli italiani a quesiti altrettanto precisi, per lo più posti esplicitamente dallo stesso Berlusconi (che era arrivato a dire persino "chi mi vuole bene, mi voti").

Il fatto che l'odio e la paura non siano più armi da brandire in campagna elettorale pone Berlusconi davanti ad un futuro politico a dir poco problematico.

Appaiono finiti i tempi delle evocazioni di sogni irrealizzabili (annata '94).
E il nemico comunista appare sempre più sbiadito e quanto mai anacronistico.

Cosa resta, dunque, ad un uomo preoccupato ormai più di salvare il salvabile - cioè la propria pelle nei vari processi - che di salvare il paese?

Molti commentatori di centrodestra hanno già cominciato a parlare di un futuro prossimo in cui Berlusconi "rovescerà il tavolo": un nuovo partito, si dice.
Una nuova storia da raccontare, c'è da supporre.

Basterà?

Francamente, io penso di no.

Chi affabula, chi fa il cantastorie, chi assume su di sé l'onere e l'onore di alimentare sogni e fantasie - parlando "alla pancia" delle persone - ha un solo modo per essere imperituro: non venire mai a contatto con la realtà; non sporcarsi le mani con i problemi quotidiani.

Ai tempi dei tempi, gli aedi erano considerati "divini".
Il loro mestiere era suonare le corde dell'anima di un popolo e conservare la sua memoria storica.
Un compito gravoso e magnifico al tempo stesso.
Divino, appunto.

Strappato alla sua dimensione narrativa però - dimensione del tutto affine a quella onirica - un cantastorie si rivela per quello che è: un uomo come tutti gli altri, con i suoi difetti, i suoi vizi, i suoi fallimenti.

E quando il velo è stato squarciato, quando la coscienza collettiva è uscita all'improvviso da quella condizione di mise en abyme, non ha più senso raccontare storie, evocare sogni.

Al cantastorie che ha perso le ali non resta che fare, sommessamente e dignitosamente, un bell'inchino.

E calare il sipario.


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lunedì 9 maggio 2011

Più bella figura.

Berlusconi a ruota libera nel comizio serale di Arcore.

Passi la storia delle cene eleganti anziché festini erotici.

Passi la panzana della nipote di Mubarak.

Passi la favola dei parlamentari da ridurre, puntualmente riproposta e poi (chissà perché) sempre accantonata.

Però Silvio, dammi retta: al prossimo comizio ad Arcore, ancor più se improvvisato come quello di stasera, di' che a mandare a morte Gesù Cristo fu un magistrato (Ponzio Pilato)...


Fai più bella figura.



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Borghezio: “I napoletani non fanno parte dell’Europa civile”.

 [Dal Prof. Woland per la Città Invisibile]

Signore illumina i napoletani!

Un importante esponente del centrodestra che risponde al nome di Mario Borghezio, un avvocato non un analfabeta quindi, eurodeputato leghista, ha dichiarato il suo schifo per Napoli.
Guardate qua:



"Dobbiamo stare lontani da quello schifo di città. I napoletani e Napoli non fanno parte dell’Europa civile, puzza di rifiuti e camorra, bisognerebbe fare una pulizia radicale"
Amici di Napoli quando avrete la scheda elettorale tra le mani ricordatevi di queste parole.



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venerdì 6 maggio 2011

Berlusconi, le elezioni e la partita a Risiko.

Lo scacchiere di Silvio. La pedina che rappresenta voi di che colore è?

E Libero lanciò la candidatura di Marina Berlusconi:



Non sono convinto che sia una mossa casuale.

Sapete cosa penso? Io credo che rientri in un'accurata e precisa strategia pre-elettorale.

A prescindere se il progetto di successione sia vero o presunto, in questo momento le mosse del Cavaliere mi sembrano chiarissime, se solo ci si ferma un attimo a riflettere.

Basta unire i puntini.

La base leghista è imbufalita per la storia degli immigrati prima e dei bombardamenti in Libia poi?

Ecco Silvio dichiarare che Tremonti (sempre molto considerato nell'area leghista) potrebbe essere un ottimo successore.

A Milano c'è il pericolo astensionismo?

Ecco Silvio rinfocolare la passione rossonera dichiarando, esplicitamente, che se lo scudetto arriverà (cosa che è ormai certa) spera che questo spinga qualche riluttante milanista ad andare a votare per lui.

A Napoli la gente è infuriata per le promesse non mantenute sui rifiuti?

Ecco Silvio riprovare con la mossa dell'Esercito.

E cosa si può offrire in pasto a coloro che pensano che il Sire di Arcore sia oramai alle corde e ci voglia qualcuno di più giovane, magari donna per giunta, che rinverdisca la leadership nel segno della continuità?

Marina Berlusconi, per l'appunto.

Non bisogna mai dimenticare che Silvio è il re dei sondaggi. Senza i quali non muove un dito.

Dovete immaginarvi il suo tavolo con una miriade di fogli che mostrano grafici e schemi di ogni tipo con evidenziate in rosso le aree di elettori che il Cavaliere sta perdendo.

E' lì che agisce Berlusconi: puntare, mirare, fuoco.

Dall'articoletto sul Giornale o su Libero, all'editoriale di Menzognini, dal ripristino premeditato dei rapporti con Sarkozy e con gli Stati Uniti (Libia) per rabberciare la reputazione in politica estera, alla strizzata d'occhio ai milanisti, all'uso dell'Esercito per Napoli: tutto fa parte di un'unica, studiata regia.

L'Italia ridotta ad un immenso Risiko, nel quale il Sovrano utilizza a suo piacimento persone, media, organismi istituzionali e quant'altro per ottenere il massimo del consenso elettorale.

Tutti e tutto sono, noi compresi,  pedine nelle sue mani.

Mentre la figlia Marina vola nel sondaggio lanciato da Libero, ingaggiando un testa a testa nientepopodimeno che con l'accoppiata Tremonti-Alfano:



... Alla prossima mossa.



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sabato 30 aprile 2011

Conte e Gambino reintegrati: la condanna logora chi non ce l'ha.




Pensateci un attimo: ci martellano da mesi con la colossale panzana che il processo breve (o meglio la prescrizione anticipata) è la svolta epocale della giustizia italiana...

... E nel frattempo accadono cose come queste.

Alberico Gambino: peculato.
Roberto Conte: concorso esterno in associazione camorristica.

Finita la sospensione dal Consiglio Regionale campano prevista dalla legge in seguito alle rispettive condanne (ancora non definitive),  i due consiglieri sono stati reintegrati con decreto firmato dal Presidente del Consiglio.

Il tutto alla vigilia delle elezioni comunali di Napoli (dove il clima, purtroppo, sta diventando fin troppo incandescente).

Sarà un caso che la lista del candidato sindaco Lettieri del PdL è stata al centro di aspre polemiche per la presenza nelle sue liste di uomini molto vicini a Roberto Conte?

In ogni caso, si badi bene, durante la sospensione il buon Gambino e il buon Conte hanno potuto tranquillamente ricandidarsi e sono stati entrambi (ri)eletti per il centrodestra.

La domanda è: a cosa servono i 18 mesi di sospensione previsti dalla legge a seguito di una condanna, se nel frattempo ci si può far rieleggere per tornare in sella appena scontato il temporaneo purgatorio?!

Non vi pare che una riforma della giustizia davvero epocale, nel nostro paese, dovrebbe prevedere l'impossibilità di candidarsi per chiunque abbia riportato una condanna (anche se non definitiva)?

Che ci spieghino: per quale motivo dovremmo votare per una persona già condannata?

Per scoprire, magari dopo anni di (mal)governo, che era un delinquente?

Altro che processo breve!

Immagino già l'obiezione dei benpensanti pseudo-garantisti.

"Allora le liste elettorali le devono decidere i magistrati"?

Mettiamola così: tra i magistrati e il clan dei Misso, io un'idea su chi scegliere ce l'avrei.

Se voi la pensate diversamente, assumetevi la responsabilità delle vostre scelte.

Confidiamo che, presto o tardi, i nodi verranno al pettine.

Mentre molti napoletani, sommersi dai rifiuti, hanno cominciato a dire: "Le nostre strade? Lo specchio delle liste elettorali"...


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venerdì 22 aprile 2011

A Napoli, questa la chiamano "la Pasqua della monnezza".

(Fonte A.Scolamiero via CorrieredelMezzogiorno.it)


Mentre larga parte del governo, insieme con i 314 dell'Ave Maria (i deputati che alla Camera votano come un sol uomo), è assiduamente impegnata, 24 ore su 24, nell'assistenza alla personalissima guerra dichiarata da Silvio Berlusconi alla magistratura che attenta alla sua libertà e agli organi istituzionali che sbarrano la strada alla sua impunità, continua - che si sappia - il dramma di Napoli sommersa dai rifiuti.

Lunedì scorso era scattato il piano Pasqua pulita, che nelle intenzioni della Iervolino avrebbe dovuto far trascorrere ai napoletani una Pasqua senza rifiuti.

Il piano è miseramente fallito: ancora 1200 tonnellate di rifiuti intasano le strade della città.

Solo stanotte, 40 sono stati gli incendi domati dai Vigili del Fuoco.

Dai roghi, nuvole di diossina.

Non so, ho l'impressione che di questa vicenda si parli sempre troppo poco.

Mentre a me sembra uno dei più grandi simboli di inciviltà e di arretratezza - oltre che di malgoverno - del nostro paese, in questo preciso momento storico.

Oltre che uno dei fallimenti più evidenti di quella politica dell'immagine che rappresenta, fin dal 1994, Silvio Berlusconi.

Altro che "governo del fare": questo è nient'altro che il governo dell'apparire.

Ma uno spot non salverà l'Italia.

Come non sta salvando Napoli.


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lunedì 11 aprile 2011

Silvio, chiudi un occhio dai: so' ragazzi!

Berlusconi sembra proprio dire: "ma come si fa?!"

Mi sa che qualcuno si sta facendo delle matte risate. Non senza un qualche rammarico, si capisce.

No dico, ma avete capito? L'hanno arrestato.

Non dico accusato, indagato o che so io: arrestato proprio. Manette e via.

Prostituzione minorile e millantato credito.

Che figuraccia.

E dire che era uno potente.

Si è fregato con le sue stesse mani.
Perché diciamocelo: un giro di escort, al giorno d'oggi, non si nega nessuno.
E' vero, sulle minorenni c'è ancora qualche pruderie e qualche moralismo di troppo, ma ci stanno lavorando sù...
Semmai è quella fastidiosa legge che rompe un po' "i maroni", ma si farà presto qualcosa anche per quello, tranquilli.

Insomma in un modo o nell'altro, era tutto più o meno concepibile, tutto nei canoni...

Ma quel "millantato credito", e che diamine: proprio no!

E', come dire, da "braccino corto".

Da seduttore inelegante.

Da dilettante, insomma, per dirsela tutta.

Cosa prometti se poi non mantieni?

Almeno un posticino part-time, un colloquio di lavoro importante. Un'utilitaria e qualche gioiello, come minimo.

Niente.

Poi dice che ti denunciano. E grazie.

Certo, una cosa è essere prefetto di Napoli, un'altra Presidente del Consiglio e uno degli uomini più ricchi del globo. Le possibilità sono diverse, senza dubbio.
E tuttavia, il buon Carlo Ferrigno, poteva stare un po' più attento, no? 
E magari farsi anche un po' più scaltro...

Cosa gli costava, ad esempio, dire che ha pagato la minorenne frequentata perché non si prostituisse?

E magari, perché no, che era la cuginetta del presidente siriano Bashar al-Assad... 
Con un po' di fortuna, dopo Ben Alì e Mubarak, ora cade anche lui, e chi si è visto si è visto...

Silvio, lo so, ti viene da ridere di fronte a tanta ingenuità.

Porta pazienza, dai.

Come dicono a Roma: so' ragazzi...

P.P. (Post Post) L'unica cosa un po' da naso, a pensarci bene, è che l'ex prefetto potrebbe essere uno dei testimoni dell'accusa nel processo Ruby (per via di amicizie significative: tale Maria Makdoum, animatrice dei festini di Arcore e, lei sì, teste chiave dell'accusa).
Che ci sia da preoccuparsi?


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giovedì 7 aprile 2011

Napoli sta soffocando: dopo le promesse, i silenzi.



1900 a Napoli.

1200 a Pozzuoli.

700 a Quarto.

600 a Bacoli.

Per un totale di 4400. 

Tonnellate. 

Di rifiuti per le strade.

Questo è il bollettino di guerra aggiornato ad oggi a Napoli e dintorni, dove tra l'altro non si placano gli incendi appiccati nottetempo.

A tal proposito, l'assessore all'Igiene del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli, ha dichiarato: "Sono molto preoccupato perché gli incendi determinano rischi per la salute dei cittadini a causa dell'immissione nell'aria di diossina".

Sapete qual è la cosa che mi manda in bestia? 

Questo assordante silenzio intorno a questo dramma.

Chi se ne sta occupando?

Quale progetto è stato messo in campo per risolvere questa nuova peste che ha invaso Napoli e la sua gente?

Quali investimenti si stanno compiendo per cambiare questo stato di cose?

Che fine hanno fatto tutte le infinite promesse di pronta risoluzione, di Berlusconi in particolare, ma anche di Gianni Letta, che il 29 dicembre disse "entro il 31 dicembre la città campana sarà sgomberata dalle tonnellate di spazzatura nelle strade"?

Sapete cosa vi dico? 
Bando alle concussioni, alle prostituzioni minorili, alle Ruby e alle Minetti: in un paese normale basterebbe "soltanto" questo per essere dichiarati indegni di governare.

E per far gridare a tutti, a gran voce e con quanto fiato si ha in gola: "Foera di ball".

Mentre aspettiamo questo risveglio civico, qualcuno vuole tornare a parlare del dramma napoletano, per cortesia?

O bisogna aspettare i primi tragici bollettini su quanti si ammaleranno, più o meno gravemente, per l'inquinamento ambientale?


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domenica 3 aprile 2011

Lampedusa, Napoli e la polvere sotto il tappeto.


Il tempo è scaduto.

Silvio Berlusconi aveva promesso 48-60 ore per risolvere la questione Lampedusa. 

E' vero, stavolta ci si è messo di mezzo il vento e il mare grosso, forse in una delle poche occasioni un cui, tutto sommato, la stima ci poteva più o meno stare.

Ci sarebbe invece da riflettere su altri tempi, su altre circostanze.

Sul fatto, ad esempio, che già il 15 febbraio scorso il sindaco di Lampedusa parlava di "collasso" ed invocava l'intervento del Ministro Maroni. 
Oppure che il 17 febbraio nell'isola erano giunti in pochi giorni oltre 5000 tunisini, 1500 dei quali venivano alloggiati nel centro di accoglienza costruito per ospitarne la metà.

Berlusconi sbarca a Lampedusa il 30 marzo, con un ritardo talmente singolare, da aver fatto nascere in molti il sospetto più atroce: che il Governo abbia tirato in lungo la situazione perché l'intervento risolutivo sapesse ancor più di miracolo divino...

Non ci voglio credere. Tra questa ipotesi e l'incompetenza di aver atteso quasi due mesi prima di intervenire, scelgo la seconda. Sperando di non sbagliarmi.

E tuttavia, in questi giorni di proclami, non potevano non tornare alla mente le reiterate promesse sulla situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania... Le ultime: il 28 ottobre "fra  tre giorni non ci saranno più rifiuti per la strada"; e poi il 30 dicembre: "Napoli pulita per Capodanno".

Ebbene, che si sappia, la situazione rifiuti è tutt'ora drammatica.

A Fuorigrotta si parla di barricate.
A Scampia quella appena trascorsa è stata definita "notte dei roghi". 
Gli operatori turistici sono in rivolta per le condizioni di degrado di Napoli e hanno in mente "plateali manifestazioni" per la prossima settimana per denunciare l'impatto del problema rifiuti sul turismo.

Questo nonostante qualche tonnellata di rifiuti abbia comunque lasciato Napoli e dintorni.

Sapete alla volta di dove?

Provate a dire una regione a caso...
Una regione, che so, per la quale il 9 luglio scorso è stato dichiarato dal Consiglio dei Ministri lo stato di emergenza nazionale proprio per la situazione rifiuti.

Esatto: la Sicilia.

25 mila tonnellate di rifiuti in viaggio da Napoli alla Sicilia, provincia di Messina.

A seguito di un rigorosissimo piano di smaltimento congegnato in ogni sua parte?

Non proprio, dato che la Regione, incredibilmente, non ne sa nulla, così come all'oscuro di tutto è il commissario delegato, cioè il governatore Lombardo.

Chissà cosa ne pensano, i siciliani, dell'ennesima soluzione provvidenziale, nella regione in cui Berlusconi, da anni, raccoglie più consenso che nel resto d'Italia.
Mi piacerebbe davvero saperlo.

Sempre che qualcuno glielo dica...


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