Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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venerdì 10 dicembre 2010

Quando 1+1 fa 2...


Domenica sera ho assistito alla trasmissione In Onda, su La7, condotta da Luca Telese e Luisella Costamagna (lo dico en passant: la Costamagna non mi dispiace affatto. Come giornalista, intendo, sia ben chiaro!).

In studio, come ospiti, Donna Assunta Almirante, Paolo Guzzanti, Alessandro Sallusti.

Il tema della giornata era tutto in un quesito: "Siamo tutti traditori"? Il riferimento era ovviamente a Fini e Futuro e Libertà nei confronti di Berlusconi/Pdl (o nei confronti degli elettori, come sostiene il centro-destra).

Ebbene, in estrema sintesi, cosa è stato detto? 
Paolo Guzzanti (lo rammento: ex senatore PdL, ora del Partito Liberale, autore fra l'altro del recente volume "Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre") ha sostenuto che il tradimento è un concetto improprio e che semmai è Berlusconi a non aver corrisposto le aspettative della rivoluzione liberale promessa, motivo per cui, fra gli altri, avrebbe votato la sfiducia.

La discussione, ad un tratto, prende una piega singolare: Sallusti dice che non vuole credere al fatto che Guzzanti voterà realmente la sfiducia.

Guzzanti, e qui già è la prima stranezza, rammenta che l'hanno cacciato dal Giornale di Feltri e Sallusti, in cui scriveva (il link con la fiducia a Berlusconi appare paradossale ma è cristallino: "mi avete colpito, ora io colpisco voi").

Sallusti argomenta che Guzzanti si era già autoescluso dal Giornale, Guzzanti ribatte che inviava articoli e non riceveva risposta.

In questo siparietto surreale, in cui anziché discutere di Politica si parlava dei fatti propri (ripicche, personalismi, ecc. ecc.), con una concezione della politica che non riesco a non qualificare come indegna, accade ad un tratto  l'imponderabile.

Ecco il video del passaggio. Occhio (anzi orecchio) a cosa dice impassibile e mefistofelico Sallusti e alla reazione di Guzzanti, che comincia a incartarsi cercando le parole giuste per lasciarsi aperta una porta:


video


Chiaro?

Apprendiamo dunque che: 
(1) Guzzanti viene pagato dal Giornale per non scrivere (7 mila euro circa netti, come da lui stesso dichiarato in questi giorni);
(2) il suo contratto sta per scadere;
(3) il Giornale offre il rinnovo e la pubblicazione degli articoli.

In cambio di cosa?

Voi che ne dite?

Dunque è finita qui? Solo "suggestioni"?

Forse.

Fatto sta che alla vicenda c'è un seguito succoso.

La trasmissione andava in onda domenica 5 dicembre.

Ebbene, ecco la notizia data da Adnkronos 3 giorni dopo, mercoledì 8 dicembre:
Se il premier Silvio Berlusconi si impegnerà a riformare la legge elettorale, Paolo Guzzanti potrebbe rivedere la decisione di votare la sfiducia il 14 dicembre. Domani la proposta verra' portata alla direzione del Pli.

... Cosa aggiungere?!

Non sembra anche a voi che 1+1, almeno in questo caso, faccia proprio 2?!

O forse sarebbe il caso di dire 7...

... mila euro mensili netti. Con pubblicazione, naturalmente.

Volete mettere?


[Aggiornamento dell'11 dicembre: QUI l'intervista di oggi a Guzzanti sul Riformista. Guzzanti dice: "Berlusconi non mi ha contattato, quindi cosa c'entra la questione Giornale?" Con la proposta di Sallusti però come la mettiamo, caro Paolo?!
Aggiornamento del 14 dicembre: dopo un mezzo putiferio, Guzzanti vota la sfiducia. Ma due mesi dopo...
... Aggiornamento del 17 febbraio 2011: Guzzanti passa alla maggioranza che sostiene Berlusconi, nel gruppo dei cosiddetti Responsabili. qui la cronistoria di una conversione annunciata...]


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