Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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mercoledì 7 dicembre 2011

Non aprite (più) quel Porta a Porta...

Bruno Vespa visto da Marco Martinelli
Dopo anni di tributi gaudenti all'anima peggiore del berlusconismo, fra contratti farlocchi, plastici di Cogne ed Avetrana, cartine geografiche con l'Italia ridisegnata (ovviamente da Silvio), pseudo-perizie in diretta, armi del delitto in favore di telecamera e tette al vento; dopo anni di pervicacia costante nell'attività di jamming informativo volta a distogliere il pubblico da una crisi mai presa sul serio (se non addirittura negata), ebbene il Bruno nazionale cambia pelle ancora una volta.


Col Presidente del Consiglio in studio - il Prof. Mario Monti chiamato a salvare l'Italia dalla catastrofe - Vespa sfodera il suo più affettato savoir-faire, rispolverando il miglior stile vetero-democristiano da prima repubblica.

Cosa c'è di male?

Semplicemente, che non se ne può davvero più.

Il trasformismo, è vero, è uno dei nostri vizi più odiosi ed inveterati.

Ma se davvero vogliamo voltare pagina, in questo paese, dobbiamo far sì che chi sbaglia sia fatto accomodare alla cassa e indotto a pagare.

Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi", faceva dire a Tancredi il buon Tomasi di Lampedusa.

Orbene, se vogliamo provare a liberarci dalla schiavitù di questo atavico gattopardismo, è ora di darsi una mossa.

Porta a Porta ha fatto il suo tempo.

Questo format furbetto che ha cavalcato per anni l'onda di un'Italia voyeuristica, sempliciotta, superficiale, disinteressata ai veri problemi, avida di pettegolezzi, in una parola nazionalpopolaristica nel senso più deleterio del termine, ha già mietuto abbastanza vittime, mediaticamente parlando.

Altro che promozione in prima serata, guarda caso pensata dal regime berlusconiano il cui unico obiettivo era lo stordimento delle coscienze.

Se vogliamo puntare a far rinascere dalle sue ceneri - come l'araba fenice - la televisione di stato annientata da Sua Emittenza da Arcore e a ricostruire una Rai che faccia realmente servizio pubblico, urgono riforme strutturali severissime.

Che possono andare addirittura in controtendenza con le politiche economiche del momento.

Perché per Porta a Porta e il suo maculato conduttore il prepensionamento non è più solamente auspicabile.

Oramai, abbiate pazienza: è un atto dovuto.


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martedì 6 dicembre 2011

A proposito di equità 3.


[Dal Prof. Woland per la Città Invisibile] 


Oggi voglio parlarvi di un concorso di bellezza.

Mi riferisco al cosiddetto beauty contest.

Con questo termine* si indica una particolare procedura che è una via di mezzo tra l'asta e la licitazione privata.
La prima ha come scopo, tout court, quello di vendere al miglior offerente; la seconda è una particolare tipologia di asta alla quale possono partecipare solo i soggetti invitati.

Facciamo solo un esempio per il secondo caso, essendo sicuramente il primo piuttosto diffuso.
Un Comune vuole affidare il servizio di refezione scolastica: emana un bando - nel quale specifica eventuali requisiti richiesti per partecipare alla licitazione - e poi sceglie, tra coloro che hanno fatto domanda, i soggetti da invitare alla gara.

Nel beauty contest sono egualmente richieste determinate caratteristiche sia dell'offerente che dell'offerta, ma - a differenza della licitazione privata -  esso è aperto a tutti coloro che rispondono al bando.

Ebbene, quest'ultima procedura è di particolare interesse, perché è stata applicata in modo massiccio nel mercato delle telecomunicazioni.

Ed eccoci arrivati al punto.

Secondo quanto stabilito dall'Autorità delle Comunicazioni (Agcom) le frequenze digitali terrestri disponibili - dopo lo switch off  da analogico terrestre a digitale terrestre - saranno attribuite con il cosiddetto concorso di bellezza, con un sistema cioè non competitivo che in sostanza regalerebbe a Rai e Mediaset (i concorrenti più belli e più ricchi) le più importanti frequenze. 

È stato calcolato che con un'asta pubblica lo Stato potrebbe invece incassare 16 miliardi di euro (pensateci: metà della manovra lacrime e sangue appena approvata) e contribuire alla realizzazione di una libera, plurale concorrenza dell’informazione**.

Caro Presidente Monti, lei che è stato Commissario Europeo dell'Antitrust, crede di poter interrompere - di concerto col suo Ministro dello Sviluppo Economico e delle Comunicazioni - questo deleterio concorso di bellezza e ricorrere ad un'asta pubblica prendendo, come si suol dire, due piccioni con una fava?

Per usare le parole dell'On. Michele Meta - capogruppo del Pd in commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera - la cifra in ballo è:
“Un bel 'gruzzoletto', che non possiamo permetterci di lasciare indisturbato - come ha pensato di fare il precedente governo Berlusconi per non scalfire troppo il duopolio Rai-Mediaset - se parliamo di rigore e di equità verso tutti i soggetti pubblici, privati e imprenditoriali”.
In caso contrario, potrebbe spiegare a noi ingenui cittadini perché l'Italia non può adottare una misura del genere?
____________________________________
* Il termine  beauty contest fu introdotto in economia da John Maynard Keynes, nella sua celeberrima opera, Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta  (capitolo 12).
** Per chi chi fosse interessato ad approfondire, in generale, l'argomento relativo alle riforme della proprietà pubblica  segnalo Invertire la rotta di U. Mattei, E. Reviglio (Il Mulino, 2007).


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domenica 23 ottobre 2011

Non è (più) la Rai...


[Clicca per ingrandire]

Tutto in pochi anni, badate.

Diciamo sei, grosso modo.

Un flop dietro l'altro.

A spese nostre, naturalmente.

E della libertà di opinione.

Sono anni che la tv di stato va puntualmente incontro a clamorosi insuccessi, fabbricando funamboliche patacche dorate che crollano ai primi scossoni.

Dal TgUnno dell'Attila dell'informazione, Minzolini - in perenne discesa verso gli Inferi nei grafici relativi allo share - al disastro di Maurizio Costanzo (la riedizione di Bontà loro); dalla débacle della Perego (Se a casa di Paola) al flop dei flop di Vittorio Sgarbi; dall'indecente sperpero di denaro per Radio Londra di Giuliano Ferrara - che dati gli ascolti deludenti si dice verrà spostato all'ora di pranzo - ai recentissimi flop di Pino Insegno (Me lo dicono tutti) e di Francesco Facchinetti (Star Academy).

Nel mezzo, le crociate contro i programmi più amati (dal pubblico) condotti dai personaggi più odiati (dai politici filogovernativi): Santoro, Gabanelli, Dandini.

Santoro, dopo anni di guerriglia, ha preso baracca e burattini e ha cambiato aria.

Alla Dandini non è stato rinnovato il contratto e il suo Parla con me è dunque approdato a La7.

Stessa sorte per la premiata coppia Fazio-Saviano, alla quale la Rai è riuscita a dare il benservito dopo l'incredibile successo di pubblico di Vieni via con me, che pertanto rivedremo, sì, ma su La7.

Una sequela di coincidenze che appaiono talmente inquietanti da lasciare poco adito al dubbio, non credete?

Cui si aggiungono, giorno dopo giorno, notizie sempre nuove ma dello stesso segno: come quella che riferisce dei tagli per Rai Internazionale, canale dedicato agli italiani all'estero, considerato ormai un lusso insostenibile.

Insomma, il piano per svuotare la Rai di contenuti e stroncarne la competitività è pressoché realizzato.

Mediaset ringrazia e la famiglia Berlusconi se la ride.

A noi resta il ricordo di una televisione pubblica che non c'è più e che, salvo rare eccezioni, può ormai definirsi più che altro deprimente e frustrante.

Ditemi quello che volete, ma a me riecheggiano nella mente le parole del Piano di Rinascita Democratica della P2 di Licio Gelli, che tra i suoi obiettivi aveva quello di "dissolvere la RAI-TV", naturalmente in favore di una presunta libertà di antenna, necessaria per diffondere i propri tentacoli nella società per poi impadronirsi delle istituzioni.

Renato Zero, nel suo successo Viva la Rai, cantava: "ormai questo cervello avrà un padrone, lo sai?"

Chi sia, oggi, questo padrone, credo sia oramai inequivocabile.


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lunedì 6 giugno 2011

Santoro via dalla Rai. Libero: è tripudio... quasi.

Ecco come Libero accoglie, con grande sobrietà, la notizia dell'abbandono della Rai da parte di Michele Santoro (ore 18:00 circa):


Passa poco più di mezz'ora (18:30 circa) e la prima pagina cambia così:


Stesse parole, immagine diversa: più da "addio", diciamo, che da "liberazione".

Una sorta di rigurgito - il minimo sindacale - di senso del pudore?


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sabato 5 marzo 2011

Silvio (Forever), la Rai e Johnny Stecchino.


Non so, sono perplesso.

Strani avvenimenti ruotano attorno al docu-film Silvio Forever, diretto da Roberto Faenza e Filippo Macelloni e scritto dai giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (quelli del libro La Casta, per intenderci).

Il film, in uscita nelle sale - "a sopresa" - il prossimo 25 marzo, è un'autobiografia non autorizzata di Berlusconi, montata con scene reali, foto, dichiarazioni, documenti storici, ecc.

Ebbene, per conto mio, sono perplesso su paio di questioni.

1. La Rai ha sospeso la messa in onda dello spot del film, prevista a partire dal 6 marzo. La decisione è stata della Direzione Affari Legali per evitare, testuali parole, "rischi di azioni risarcitorie per offesa alla memoria della defunta".
Il riferimento è a Mamma Rosa Bossi Berlusconi, che compare all'inizio dello spot.
Questo spot:




La Rai dunque dice di temere "azioni risarcitorie". 

No, dico: parliamone. 

Cosa dovremmo dedurre da queste affermazioni?
Forse - prima ipotesi - che la Rai ha agito motu proprio per "tutela preventiva"?
E in questo caso come mai, se era già stato preso un accordo, ora entra in ballo la "prevenzione"?
Non sarà forse il caso di chiedersi cosa (chi?) è intervenuto nel frattempo?

Perché verrebbe quasi da pensare - seconda ipotesi - che qualcuno possa aver minacciato pesanti ritorsioni legali qualora le immagini di Mamma Rosa non venissero tagliate (questa infatti è la richiesta fatta alla casa di distribuzione del film, la Lucky Red). 

Se così fosse, abbiate pazienza: non sarebbe un tantino grave?

Se invece anche questa interpretazione non fosse quella giusta, allora si potrebbe addirittura pensare - terza ipotesi - che questo stop possa essere tutta una scusa per boicottare la pubblicità del film.

Naturalmente, se così fosse, anche in questo caso sarebbe interessante capire se il gesto è stato ispirato da motivazioni spontanee oppure indotte...
E non saprei quale delle due ipotesi sarebbe la più inquietante, tra una Rai che agisce spontaneamente per compiacere il Presidente del Consiglio e una Rai che obbedisce prona agli ordini del Premier.

2. Come se non bastasse, ad aggiungere dubbi su dubbi, aumentando le mie perplessità, ci si è messo anche un quotidiano di chiara fama.
Guardate qua:



Ora mi domando e dico: prescindendo dal fatto che l'unica notizia importante guarda caso non viene data (il preesistente accordo di messa in onda dello spot, "inspiegabilmente" violato), possibile mai che i momenti della vita di Silvio presenti nel trailer debbano essere definiti fango?!?! 

Al Giornale, oramai, hanno talmente il pilota automatico inserito che non si rendono nemmeno conto di quello che scrivono!

E poi abbiate pazienza: sbaglio o viene anche da chiedersi se Mamma Rosa non si sarebbe offesa di più a sentir parlare della vita del figlio come fango, che a vedere le immagini di un'intervista da lei rilasciata, con parole in cui magari credeva?!

Resta da capire a questo punto cosa accadrà.

Del resto, ragionando per analogia, se Silvio può far causa allo Stato da Presidente del Consiglio, può ben procedere ad azioni risarcitorie contro un quotidiano della sua famiglia che definisce fango la sua vita. No?

Io comunque, ve lo confesso, in fondo in fondo Silvio lo capisco.

La mamma, d'altronde, è sempre la mamma:


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[Il trailer di Silvio Forever per intero lo trovate qui]


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martedì 1 marzo 2011

Rai: "più Berlu per tutti".



Avete presente gli spettacoli pirotecnici? 

Che so, ad esempio quelli per festeggiare i santi patroni o qualche altra importante ricorrenza locale, cittadina o paesana?

Ecco, in questo momento ho un po' la sensazione di trovarmi in una di quelle sere festive.

Proprio quando, nel bel mezzo del finale, giusto per dare l'ultimo saluto al pubblico col naso all'insù, si dà letteralmente fuoco alle polveri, mettendo in scena l'apice dello show, il culmine degli effetti spettacolari, il concentrato dell'immaginazione "esplosiva".




Non vi pare che ci siano tutti gli ingredienti per il gran finale col botto?

E non è ancora finita.

Sempre in base all'assunto per cui "le tv non spostano voti" (su cui scrivevo giorni fa), Berlusconi e i suoi continuano imperterriti lo speronamento alla nave Rai.

Dopo la trinità ricostituita, Vespa-Sgarbi-Ferrara, la proposta che arriva oggi (oramai ne sfornano una al giorno) è il palinsesto a settimane alterne (un po' come le targhe). Attenzione: solo il martedì e il giovedì sera, però!

Esempio tipo:

Martedì pari: Ballarò, conduce Giovanni Floris.
Giovedì pari: AnnoZero, conduce Michele Santoro.
Martedì dispari: Vuccirìa (altro quartiere-mercato di Palermo, come Ballarò), conduce Maurizio Belpietro.
Giovedì dispari: NuovaEra, conduce Giuliano Ferrara.

Non ridete.

Questa è la proposta di Alessio Butti (Pdl), contenuta nel nuovo testo sul pluralismo (nella versione Pdl, cioè "Più Berlu per tutti"), presentato in commissione di vigilanza Rai.

Unica nota stonata di questa strabiliante proposta, è che, stranamente, si parla di "rendite di posizione" per le trasmissioni di Santoro e di Floris, ma non si fa menzione della trasmissione di Bruno Vespa, che gode anch'essa di rendita, che sta per essere promossa in prima serata e che tuttavia non compare nella lista dei programmi da "trattare" col solvente per smacchiare il tessuto Rai, ritenuto evidentemente troppo lordato di rosso.

Come vedete, siamo davvero ai botti finali.

Peccato che sia un'incognita non da poco quanto durerà, ancora, questa fase finale dello show e fin dove possa spingersi la volontà di scioccare il pubblico pagante (in tutti i sensi).

L'unica cosa certa, in questo accecante turbinio di luci, è che al momento non c'è proprio niente da festeggiare.


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sabato 5 febbraio 2011

Quando una rondine fa primavera.

La prima serata si sposta a destra: Vespa e Sgarbi ai blocchi di partenza.

Giusto qualche giorno fa ho pagato, come ogni anno, il canone Rai, arrivato puntuale come l'influenza stagionale (in effetti il periodo è quello, che vi sia una qualche connessione?!).

Non dirò che me ne son pentito: sono per pagare, sempre e comunque, quello che c'è da pagare, in termini di tasse, imposte e quant'altro.

Niente pentimenti, dunque. Ma scoramenti sì, eccome.

Perché quando ho letto del nuovo palinsesto Rai primaverile e ho visto che a risollevare le sorti delle prime serate della televisione di Stato saranno alcuni personaggi di primo pelo, le nuove promesse del giornalismo italiano, tali Bruno Vespa e Vittorio Sgarbi, e in aggiunta un minorenne romano imberbe, un certo Maurizio Costanzo, vi confesso che per poco non mi è venuto un collasso.

La cosa "intrigante" (si fa per dire) è l'impostazione, al solito equilibratissima, data alla vicenda dalle testate di centrodestra. Guardate qua:


E ancora:



Libero parla dunque di par condicio; Il Giornale invece di un'iniziativa per "controbilanciare" e nell'incipit dell'articolo afferma inequivocabilmente: "è arrivato il momento dell'informazione di centrodestra".

In questa comica giornalistica, la vera notizia è che finalmente si dice chiaro e tondo, da "destra", quello che è stato spesso negato : si afferma cioè che Bruno Vespa rappresenta la destra (era il 2007 quando  lo stesso Berlusconi dichiarava il conduttore di Porta a Porta semplicemente "equilibrato"!).
Da sinistra lo sosteniamo da anni. Almeno su questo, dunque, ci viene finalmente dato ragione. Meglio tardi che mai.

Riguardo al presunto approdo nella tv di Stato dell'informazione di centrodestra, si resta invece un po' sbigottiti. Perché, Minzolini&Co. che tipo di informazione fanno, quotidianamente?!

In ogni caso, è bene tenersi pronti.

Perché questa rivoluzione di palinsesto non sembrerebbe altro che un preparativo tattico in vista delle elezioni anticipate: una mossa per blindare (ancora di più) l'informazione filogovernativa della Rai dell'era Masozoica, aumentando la potenza di fuoco del giornalismo berlusconiano.

Se il "buon" giorno si vede dal mattino, questo, siamo pronti a scommetterci, non è che l'inizio.

Aggiornamento: Sgarbi ha dichiarato che nella sua trasmissione ci sarà uno spazio condotto dal Direttorissmo  Mauro Masi: si chiamerà "L'angolo di Zorro". Vorrei fosse uno scherzo. Ma ve lo giuro: è la verità.

P.P. [Post Post] A proposito dell'indipendenza di Bruno Vespa, tanto per non dimenticare, eccovi una piccola sintesi di Marco Travaglio:




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mercoledì 22 dicembre 2010

Non è la (mia) Rai...

Abbonato Rai?! Ahiahiahi!

Giornate nera per gli abbonati Rai.

1. Aumentato il canone Rai di 1 euro e 50.

Fateci capire: coloro che hanno aumentato il canone sono gli stessi che incitano a non pagarlo nelle occasioni in cui vengono esposte opinioni diverse dalle loro (Annozero, Vieni via con me, Report, ecc. ecc.)?!

2. Il Vicedirettore di Rai 1 Mauro Mazza dichiara che al prossimo festival di Sanremo 2011 Roberto Benigni potrà essere ospite solo se andrà gratis come ha fatto a Vieni via con me.
La logica vuole che se vi saranno artisti di calibro notoriamente dediti alla beneficenza (che so: Bono, Shakira, Madonna, Lady Gaga...) l'aut-aut verrà esteso anche a loro. 
Non dubitiamo (?!) e restiamo fiduciosi in attesa...

Perché noi abbonati Rai, noi che paghiamo sempre il canone (nonostante Minzolini) e che crediamo che tutte le voci vadano rappresentate, siamo così.

Un po' fessacchiotti, forse, penserà qualcuno.

Ma sicuramente onesti. E oltre a questo, scusate se è poco, coerenti.


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giovedì 28 ottobre 2010

Al cuor non si comanda

Il Megadirettore galattico Masi sorride
pensando al programma tv per la sua bella.


E però, diciamocelo, un po' di ragione pure Masi, in fondo in fondo, ce l'ha

La situazione lavorativa, in Italia, è quella che è, lo si sa bene.

Perché mai, nel contenere la spesa della Rai in un momento così delicato della storia della azienda, il Direttore Generale non dovrebbe pensare a salvaguardare uno spazio televisivo per la sua fidanzata?

Voi, al posto suo, non fareste lo stesso?





... Quo usque tandem abutere, Mauro Masi, patientia nostra?



[Potrebbero interessarti:
(1) Dopo la diffida dell'AgCom a Minzolini, cosa farà il Dg Masi?


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giovedì 14 ottobre 2010

Santoro: stop di 10 giorni da Masi per Annozero. E' bossing?

Era il 19 maggio scorso: a Libero veggenti... o collusi?!

Michele Santoro ha dichiarato a più riprese, nei mesi scorsi: "contro di noi mobbing".

Caro Michele, per la precisione la fattispecie delle vessazioni, delle limitazioni, dei comportamenti e dei provvedimenti potrebbe configurarsi più che altro come bossing.

Vediamo la definizione (da Wikipedia):
"Il bossing è definibile come una forma di mobbing "dall'alto" (mobbing von oben, nella letteratura in tedesco sull'argomento), ossia attuato non da colleghi di lavoro, bensì da un superiore gerarchico, come ad es. il capufficio, il dirigente, il manager, il direttore tecnico della squadra, l'ufficiale responsabile di un reparto militare o, più in generale, da una direzione aziendale.
Esso è in sostanza una forma di persecuzione attuata attraverso una accorta strategia di vessazioni psicologiche e disciplinari, volta a costringere il dipendente sgradito all'autolicenziamento. La ratio di questa strategia è evidentemente nel vantaggio di potersi liberare di un dipendente o sottoposto, senza dover sottostare alle norme e ai procedimenti spesso lunghi e onerosi previsti dal diritto del lavoro o da accordi sindacali, o semplicemente dalle clausole contrattuali".
Mauro Masi: il Boss.
Riavvolgete la pellicola Masi-Santoro indietro di un paio d'anni (dalla nomina del Direttore Generale, avvenuta il 2 aprile 2009)...

Non vi sembra che il quadro di riferimento sia grosso modo quello di Wikipedia appena letto?

Altra osservazione doverosa: Mentana, nell'edizione delle 20 del  TG di La7, ha affermato che la decisione di Masi potrebbe recare danno all'azienda stessa (essendo il programma molto seguito) e dunque agli azionisti, che potrebbero non gradire.

Prima ancora degli azionisti, tuttavia, mi preoccuperei di qualcun altro: dal momento che a quanto pare lo stop sarà anche contrattuale (mi auguro solo per Santoro), Masi può spiegarci per quale motivo, e in base a quale principio, il provvedimento disciplinare (giusto o sbagliato che sia) debba essere esteso a tutti coloro che lavorano nel programma, anziché riguardare esclusivamente colui il quale avrebbe commesso la violazione contestata?

Ed è proprio questa assurda "estensione della pena" che finisce con l'apparire un chiaro indizio di decisione aziendale pretestuosa e fraudolenta.

Bossing, per l'appunto?

Per inciso: ma se per la Corte Suprema di Cassazione non è configurabile come ingiuria nemmeno la colorita e poco fine espressione "vaffanculo", come può essere considerato disciplinarmente rilevante l'ironico "vaffaunbicchiere"?!

Conclusione: ieri è stata un'altra di quelle pagine nere che non avrei mai voluto commentare.

Colpi di coda del regime morente, viene da dire.

C'è solo da sperare che l'agonia duri davvero poco. Un battito di ciglia.

E che si possa davvero ripartire daccapo, al più presto.

Da un Anno Zero.


N.B. Su Facebook è stato creato un gruppo "SCIOPERO TELEVISIVO PER SANTORO": aderire, please!

[Sull'argomento ho scritto: (1) Santoro, Annozero e i 5 punti di Masi: il giornalismo purgato.
(2) Masi, Santoro, Travaglio e il futuro dell'informazione: tutti pazzi per il contraddittorio?]
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martedì 21 settembre 2010

Santoro, Annozero e i 5 punti di Masi: il giornalismo purgato.

Questo, al solito, sarebbe lo scandaloso obiettivo di Mamma Rai.

Il 23 settembre, giovedì, ripartirà Annozero, dopo il consueto tira e molla pre-programma.

La telenovela dura da anni e il tema e l'obiettivo di base è sempre lo stesso: abbattere Santoro, il nemico numero uno, giornalisticamente parlando, di Silvio Berlusconi.

Il regime mediatico, tuttavia (non possono esservi altri termini, purtroppo), ha riserbato per noi quest'anno, un colpo a sorpresa: un'operazione da pulizia etnica del giornalismo.

Difatti, mentre i contratti risultano ancora da sbloccare, il Direttore generale della Rai Mauro Masi, fallita la consueta cura d'urto agostana nel tentativo di eradicare il cancro Santoro, dà il via alla sperimentazione di un innovativo farmaco olistico sotto forma di direttiva operativa aziendale ad uso e consumo dei malati terminali di  TSI (sindrome da Talk Show Informativo). 

Su cosa agisce il nuovo ritrovato? Presto detto.


Intanto si articola su 5 punti (ancora 5? Ma è un numero sacro? A quanto pare...).

Vediamo gli effetti principali.

(1) Neutralizza il pubblico rendendolo inattivo (inibendo miracolosamente anche il nocivo fenomeno degli applausi).

(2) Sbarra l'accesso, nella fascia oraria protetta, a qualunque assalto del temibile virus SATIRA (in particolar modo nella letale variante modificata denominata "C.R.O.Z.Z.A.");

(3) Favorisce il proliferare dei potenti anticorpi del pluralismo e del contraddittorio (unica eccezione, purtroppo - chissà come mai - per il caso delle puntate con ospite fisso!!), inibendo i letali batteri detti "Opinionisti" (con particolare efficacia dimostrata per la variante soprannominata "T.R.A.V.A.G.L.I.O.)

(4) Abbatte drasticamente il tasso di faziosità del conduttore, che risulta così incapace di nuocere e finalmente ridotto alla totale imparzialità;

(5) Corregge definitivamente la sequenza del DNA giornalistico, ripristinando il fondamentale Gene INTERVISTA in relazione ai modi e ai tempi (turni rigidi alternati, tempi identici, ecc.)

Caratteristiche: particolarmente indicato in contesti di regime, con profilassi antidemocratica.


Controindicazioni: eventuali allergie liberali accertate al principio attivo.

Principio attivo: Olio di ricino 100%.

Natura del farmaco: supposta (soluzione unica).

Posologia: 1 ad ogni avvisaglia di attacco di TSI. Se ne consiglia l'uso, come terapia coadiuvante, nei pazienti affetti da berlusconite acuta, nella forma mediatico-recidivante.

Effetti collaterali: sono stati riscontrati, in alcuni casi, difficoltà di deglutizione rospica, costipazione, nausea, tremori e conati di vomito democratico.

Formidabile, no? Ma ci rendiamo conto di dove stiamo arrivando? Quando si fermeranno?

In culo alla balena, Italia, è proprio il caso di dire (sono fuori dalla fascia protetta? Si può dire "balena"?!!).

P.S. Nel frattempo Santoro, sul sito di AnnoZero, è costretto a pubblicizzarsi da solo il programma (vista la lacuna aziendale in tal senso).
...
... ¯ "Con un poco di zucchero, il ricino va giù...". ¯

Buona visione (a proposito: se avete lo stomaco forte, la direttiva la potete scaricare QUI, Fonte Il Fatto Quotidiano)




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