Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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sabato 18 giugno 2011

Fior fior di garante...

Il 21 febbraio 2010, era stata la volta del plurindagato Denis Verdini:


Pochi giorni prima, il 16 febbraio 2010, era toccato a Guido Bertolaso:


Episodi, questi, successivi comunque alla madre di tutte le dichiarazioni. 
Quella su se stesso, rilasciata dal Berlusconi a La Repubblica, il 13 luglio 2003:


Sul presunto coinvolgimento di Gianni Letta nell'inchiesta della cosiddetta Loggia P4, ecco qual è stata la reazione del Presidente del Consiglio ieri, 17 giugno 2011:




Accidenti: ora sì che c'è davvero di che preoccuparsi...


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sabato 4 dicembre 2010

Il senso di Denis per lo stato.

Denis Verdini attacca Napolitano. Poi minimizza.

Nel botta e risposta di ieri fra Berlusconi e Fini sull'esito del mezzogiorno di fuoco previsto per il 14 dicembre, giorno in cui si voterà la fiducia al governo, è intervenuto ieri il Presidente della Repubblica Napolitano.

Pare infatti che Fini si sia lasciato sfuggire, a Mestre, un'affermazione del tipo "il Capo dello Stato sa cosa fare", cui il Colle si è sentito in dovere di precisare, con una nota che vi sono alcune prerogative (leggi: sciogliere le Camere) di esclusiva competenza del Presidente della Repubblica.

Ebbene: il buon Denis Verdini, coordinatore del Pdl plurindagato (eolico in Sardegna, appalti in Abruzzo, corruzione, riciclaggio, falso in bilancio, ecc. ecc.), chiosa così:
"Delle prerogative del Capo dello Stato noi ce ne freghiamo"
Poi, scoppiato il pandemonio, smentisce se stesso affermando che intendeva " ce ne freghiamo politicamente".

Ah, ecco. Allora sì, caro Verdini: è tutto chiarito.

Perché a pensarci bene, in effetti, anche io ad esempio sono assolutamente convinto che il fatto che lei sieda in Parlamento è una vera e propria vergogna...

Ma stia tranquillo: lo penso solo politicamente.


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mercoledì 13 ottobre 2010

Denis Verdini, i Carabinieri lo inchiodano. E Berlusconi aveva detto: "no appalti truccati in Abruzzo".

"Nessun appalto truccato in Abruzzo"...


Okay, è vero: siamo già, a tutti gli effetti, in campagna elettorale.


Ma le bugie hanno le gambe corte in ogni occasione.
Sia quando si promettono miracoli improbabili, sia quando si negano fatti probabilmente accaduti...


Berlusconi, alla recente festa del PdL di Milano, si era scagliato contro le voci di appalti truccati  in Abruzzo al grido di 
"si sono inventati la corruzione in quegli appalti"...
Riascoltate le sue parole al riguardo (dal 38° secondo il pezzo incriminato):





E ora ditemi: non sarebbe il caso di farsi spiegare da Berlusconi come mai la notizia principale di ieri è che un rapporto dei Ros sostiene che il coordinatore del PdL Denis Verdini ha mentito sui suoi rapporti con l'imprenditore Riccardo Fusi, al quale a quanto pare fece ottenere ben quattro appalti per la ricostruzione del post-terremoto aquilano?!


Ora, immaginate per un attimo se a "trattare" questa notizia fosse un Belpietro o un "Feltrusti" (Feltri+Sallusti)...

Titoli (per almeno 20 giorni): Scoppia l'Abruzzo-gate. L'Aquila trema per la seconda volta. Il coordinatore di Berlusconi trucca gli appalti. Chi è il mandante? Berlusconi non poteva non sapere. Si dimetta!

No?

Ma noi non siamo né "Feltrusti", né Belpietro. 

E dunque ci accontentiamo di chiedere a gran voce a Berlusconi di cavarsela col minimo sindacale, e cioè (in attesa com'è ovvio, dell'esito delle indagini della Magistratura):

1) di rettificare, dicendosi preoccupato, le parole dette a Milano;
2) di dichiararsi scioccato e scandalizzato per il fatto che un coordinatore del suo partito è accusato di corruzione;
3) di prendere immediati provvedimenti politici per allontanare Denis Verdini dal partito.

Attendiamo con ansia queste scontate azioni del Presidente del Consiglio e, nel frattempo, per ammazzare l'attesa...


... si accettano scommesse.


P.P. [Post Post] Ho inserito al riguardo un contatore in alto a destra, per quantificare l'attesa...

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