Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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martedì 18 ottobre 2011

La dignità degli indignati.

Un black-bloc in azione a Roma, sabato scorso.
Molto è stato già detto sui drammatici eventi romani di sabato scorso.

A distanza di qualche giorno, vorrei solo confrontare le varie reazioni, perché credo ne venga fuori un quadro interessante.

A cominciare dalla puntualità con cui la solita stampa di centrodestra ha fatto coincidere la totalità degli "indignati" con i black-bloc in azione per le vie di Roma, squalificando di fatto in un colpo solo le numerose ragioni della manifestazione (di carattere mondiale).
Guardate qua:
Prima pagina di domenica di Libero
Il titolo dell'articolo di Libero online parla chiaro.
La prima pagina della Padania di domenica
Prima pagina del Giornale di domenica scorsa.
Ed ecco invece la reazione del Ministro Maroni che in risposta alle polemiche sulle forze dell'ordine ha  commentato così:


Al che viene da chiedersi se davvero dobbiamo ritenerci soddisfatti per la gestione di un evento - a quanto pare pianificato da almeno un anno dai black bloc - perché il risultato è stato "solo" devastazioni e feriti. 
Quali sarebbero state le dichiarazioni se vi fosse stata una vittima? "Evitata la strage"?

Scontata, ma non per questo meno angosciante, la reazione dei protagonisti dell'inferno, riassunta nelle parole e negli atteggiamenti di un black bloc pugliese trentenne intervistato da Repubblica, che sorride più volte compiaciuto ripensando all' "impresa" di cui si è reso protagonista.

E veniamo al Vaticano. 
Ecco il nucleo dell'indignazione cristiana, la cui attenzione - quasi a metà tra la l'iconodulia e l'iconolatria - si concentra fin troppo enfaticamente sulla madonnina distrutta nella chiesa dei Santi Marcellino e Pietro:

In tutto questo tripudio di commiserazione da parte delle rispettive comunità - quella politica (la stampa di centrodestra), quella istituzionale (il Ministro Maroni e le forze dell'ordine), quella vandalico-delinquenziale (i black-bloc), quella religiosa (il Vaticano), spicca una sola reazione che merita considerazioni diverse.

L'autocritica dei movimenti stessi, che dichiarano:


Ecco.

Ditemi quello che volete, ma ho la sensazione che una parte dell'Italia sana sia proprio tra quanti in queste ore, tra i cosiddetti indignati, anziché buttare benzina sul fuoco e giocare a scaricabarile, si stanno chiedendo cosa hanno sbagliato, cosa avrebbero potuto fare per evitare quello che è accaduto (e sulla rete si adoperano febbrilmente a dare una mano alle indagini per identificare i delinquenti).

Io credo che non sarebbe male se le forze dell'ordine, la politica, la Chiesa, le istituzioni tutte si ponessero, una buona volta, gli stessi sacrosanti quesiti.

Anziché buttarla in politica, strumentalizzando la violenza e spegnendo i riflettori sulle mille ragioni di un disagio sociale sempre più profondo e drammatico. 

Per cui l’Italia, sia ben chiaro, brucia da tempo.


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lunedì 12 settembre 2011

Satrapi ricchi e viziati.

A soli dieci giorni di distanza (!) dalla notizia che la cantante Madonna ha dichiarato di concordare sul giudizio espresso a suo tempo dall'Economist su Silvio Berlusconi ("inadatto a governare l'Italia"), oggi è partito il fuoco nemico del PdL all'indirizzo della popstar italo-americana.

Il duo Giovanardi-Santanchè ha inanellato le seguenti perle a KlausCondicio:
(Giova) "l'Inghilterra è un Paese in preda a un evidente sfascio delle strutture familiari, a una disgregazione totale della società. Insomma se il pulpito cui si ispira Madonna è quello inglese allora possiamo stare tranquilli".
(Santa) "Mi auguro a questo punto che gli italiani pensino di lei quello che lei pensa di loro e che, quindi, il suo peraltro stroncatissimo film se lo veda da sola".
Ai due supereroi si è aggiunta una sobria Gabriella Carlucci, che ha inteso buttare acqua sul fuoco per rasserenare il clima incandescente:
"Evidentemente ha un ufficio stampa comunista che le ha detto di dire così per farla uscire meglio sui giornali comunisti". E' stata certamente imbeccata".
E tuttavia, la palma d'oro per l'affermazione più bislacca va a Giovanardi, che alle solite dichiarazioni omofobe ("la signora Ciccone è apertamente per le famiglie omosessuali, quindi schierata palesemente contro la nostra cultura e la nostra Costituzione che non prevedono famiglie gay") ha ritenuto di dover  aggiungere: 
"Il pensiero politico di Madonna non conta nulla. Gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati".
Non c'è che dire: il sottosegretario è davvero un profondo e attento conoscitore dello stivale e della sua gente, notoriamente mai caduta nella rete di alcun supermiliardario satrapo, ricco e viziato!

P.P. [Post Post] Se avete stomaco e con insano autolesionismo decidete di ascoltare gli audio cliccando sui nomi dei vari personaggi, vi prego di prestare attenzione a quelli che a me sono parsi i due aspetti più inquietanti: gli intercalari di Klaus Davi ("esatto" a rafforzare le dichiarazioni pro Silvio e contro Madonna) e le sue domande. Su tutte questa: "perché dicono cose così disinformate? Da dove derivano tanti pregiudizi?"
Già, quesito sacrosanto: da dove deriveranno mai queste impressioni negative sul nostro Premier?
Certo che al mondo ce n'è di gente strana, eh Klaus?!


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