Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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sabato 12 novembre 2011

Dal lettone alla cabina elettorale.

Sarà pure, soltanto, uno spot elettorale, ma c'è davvero tutto.

Disprezzo delle norme costituzionali (primo: il voto è segreto; secondo: in cabina elettorale si entra da soli).

Doppio senso allusivo: "facciamolo insieme".

Sesso in un contesto istituzionale.

Lo stile è inequivocabile e inconfondibile:


Vladimir Putin ha avuto davvero un ottimo maestro a quanto pare.

Cicerone diceva: "pares cum pares facillime congregantur", cioè "ci si aggrega con i propri simili con grande facilità".

Nel giorno delle (promesse) dimissioni di Silvio Berlusconi, il mio augurio per la Russia - al voto il 4 dicembre prossimo - è che i simili in questione possano condividere, un'ultima volta, la medesima sorte.

Scomparendo praticamente all'unisono dalla scena politica internazionale.

Al grido di: "facciamolo insieme!".


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mercoledì 5 gennaio 2011

Il comunista...


Dunque vediamo.
"Indossa capi firmati e scarpe fatte su misura...
Pasteggia a caviale e champagne...
Frequenta i salotti più chic...
Mistifica la realtà...
Rimane sempre lo stesso, con gli stessi pregiudizi e lo stesso modo di fare politica...
Cambia il nome del partito per cancellare il passato..."
Caro Presidente, ammesso e non concesso che queste definizioni da lei date oggi  del comunista italiano (di cui solo lei vede ancora le tracce!) siano corrette, ci tenevo soltanto a farle notare che unendo i pezzi del puzzle con l'amicizia fraterna di Putin e gli ottimi rapporti con la Cina, viene fuori l'immagine del perfetto comunista:


Le ricorda qualcuno?!

In ogni caso, comunque, una cosa è certa: quando lei riattacca la solfa dei comunisti rispolverando antiche cantilene dalla soffitta dei ricordi, le elezioni sono molto vicine.


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martedì 30 novembre 2010

Truman Show.

Non ci staremo divertendo un po' troppo, caro Silvio?!

Ma mi domando e dico!

Nelle ultime ore ho l'impressione che si siano messi tutti d'accordo, stile Truman Show, per farsi delle matte risate alle nostre spalle.

Ieri Berlusconi moraleggiava sulle "prostitute" che lo accusano (a proposito, ma fino a ieri non le chiamavamo "escort"?!) chiedendosi incredibilmente e letteralmente chi c'è "dietro" di loro!!

Oggi esce la notizia che il mediatore "russian speaking" fra gli affari di Putin e quelli di Berlusconi cui accenna uno dei documenti di Wikileaks sarebbe nientepopodimeno che tale Antonio Fallico, Presidente di Intesa San Paolo Russia.

Insomma prima il lettone di Putin, poi il Bunga Bunga, ora il mediatore Fallico.

Cosa dobbiamo aspettarci ora?

Il Guardaspalle Pistone?!





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