Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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martedì 31 agosto 2010

Gheddafi, Berlusconi, le Coranine e i ludi politici.

Secondo le statistiche, le iscrizioni quest'anno al liceo scientifico (per non parlare di quelle del classico!) sono diminuite in favore del nuovo indirizzo "scienze applicate", senza latino ma con iniezioni di informatica.

Eppure le lezioni degli antichi maestri, in un momento difficile com'è quello della nostra società italiana, sarebbero così utili per non smettere di riflettere (o cominciare a farlo?!).

Cicerone, Pro Sestio 106:

Etenim tribus locis significari maxime de populi Romani iudicium ac voluntas potest, contione, comitiis, ludorum gladiatorumque consessu.

Che tradotto significa che  i tre luoghi dove si manifestano al massimo grado la volontà e il giudizio del popolo sono assemblee, comizi e gli spettacoli dei ludi e dei gladiatori.

Che dire?

Diamo un'occhiata a questa foto:

Un palcoscenico perfetto: ma dietro le quinte, cosa c'è?



Uno sfondo maestoso.

Una titolo da kolossal.

Una scenografia da Oscar.

Una sceneggiatura sagace: discorso, lectio magistralis di Gheddafi  a 200, come chiamarle, "Coranine"?

Un idillio.

Ma secondo voi, nella distinzione ciceroniana, questo è spettacolo ludico, comizio politico o assemblea?

A me sembrano tutti e tre. Un trittico indistinguibile in cui tutto è tutto, per ottenere il massimo risultato in termini di "favore popolare", a scapito naturalmente dei contenuti.

Sul resto non voglio esprimermi. Penso che chiunque possa reperire in rete informazioni reali sulla condizione della donna in Libia (liberissima... di essere fustigata in quanto adultera) o su chi guadagna e dove negli affari fra Italia e Libia (un articolo interessante al riguardo lo trovate a fine post).

Quello che mi interessa in questa circostanza è riflettere insieme su uno dei grandi problemi della politica nostrana, sempre più visibilmente malata in questo delicato momento storico.

Il clamore del tutto, per non dire praticamente nulla.

La politica come set cinematografico (o televisivo) progettato per ottenere consenso.

Ma ci pensate a quanti hanno lavorato su questo obiettivo? Disegnatori, arredatori, costumisti, truccatori, sceneggiatori, agenzie di spettacolo (per le Coranine)...

Quanto denaro sarà stato investito nella realizzazione di quest'opera, che in un momento molto difficile del nostro Premier, assomiglia tanto ad un'operazione "fumo negli occhi", congegnata per portare alla ribalta la grandiosità dello statista Berlusconi?

E tutto questo rumore per cosa? Per un mega spot pubblicitario di due governanti?!

Questo è il vizio più grande del berlusconismo, da cui non si riesce ad uscire.

In un momento in cui molti hanno dubbi e cercano risposte, si costruiscono cornici meravigliose, senza dare alcuna risposta di merito alle reali preoccupazioni dei cittadini.

Lo show mediatico viene prima di tutto, perché il consenso si conquista così.
Peccato che così non si risolvano i nostri problemi e si offre al dibattito della politica solo elementi che deviano l'attenzione dalle reali esigenze del Paese.

Ma tant'è: panem et circenses.

La prossima volta, per favore, scegliamo il Colosseo come cornice.

Almeno rispettiamo le tradizioni.



APPROFONDIMENTI:

http://www.giornalettismo.com/archives/78590/gheddafi-affari-italia-libia/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+giornalettismocom+(Giornalettismo)


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Tra un "lodo" e un "contro-lodo" e tra i ludi personali e quelli politici il Berlusca è parecchio impegnato. Peccato che nel frattempo l'Italia va a rotoli.

Propongo un sondaggio. Cari amici lettori (come me) del blog... secondo voi di quale natura sarà stavolta l'interesse che il BerluscaMEn intende portare avanti con questa sceneggiata delle coranine e di Gheddafi?

Distogliere l'attenzione da qualcosa che in questo periodo potrebbe danneggiare la sua immagine? Attirare su di sé come sempre i riflettori? Fare il filo a Gheddafi sperando di ottenere in cambio qualche escort della Libia?

Anonimo ha detto...

io direi che punta ad una escort...quelle italiane ormai sono sempre le solite

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