Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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sabato 14 agosto 2010

Progetto scuola: quando cominciamo?!

Il nostro sistema scolastico è fallimentare per tante ragioni. 


La prima è che non c’è un vero progetto unitario che riguardi la scuola e la didattica in genere. 
Qual è l’obiettivo del nostro Paese? Chi vogliamo che siano i cittadini italiani di domani? A cosa dovrebbe formarli la scuola? 


Siamo passati da un sapere ipermnemonico ai test “multiple choice” (fatti come, poi, e da chi?!). 


L’ultima riforma scolastica voleva risolvere i problemi o ridurre il costo legato a stipendi e supplenze? 


Problema politico, dunque, ma non solo. 


C’è anche un’emergenza professionale: chi forma gli insegnanti?! Perché il famoso (famigerato?) concorso per abilitarsi si basava quasi esclusivamente sulle conoscenze nozionistiche (delle materie da insegnare, poi, più che della didattica!!!) e non su altre caratteristiche fondamentali per saper insegnare, tipo le competenze relazionali


E a parte la selezione dei docenti (mal impostata), chi forma poi i docenti a gestire un’aula (e chi li controlla, bisognerebbe aggiungere…)? Chi insegna loro la docimologia (scienza che studia significato e metodi della valutazione, dai più misconosciuta e puntualmente vilipesa)?


Occorre andare per obiettivi. Se vogliamo una scuola sana, cominciamo col pensare ad un progetto complesso. Articolato a parer mio almeno su tre punti cardine:


1. selezione dei docenti anche sulle competenze relazionali;
2. formazione dei docenti (la Scuola di Specializzazione ha clamorosamente fallito il suo scopo) sulle metodologie didattiche e valutative (Scienze della formazione fa spesso molta teoria, ma offre pochi strumenti concreti alla cui mancanza il tirocinio non riesce a sopperire);
3. rapporto docenti-genitori, che devono formare una squadra (anziché combattersi come fanno oggigiorno) che ha per obiettivo l’educazione dei figli/cittadini di domani.

Destra e sinistra stentano da anni perché i progetti sono deboli o partono da presupposti deboli. Se l’Italia vuole ripartire, deve farlo col pragmatismo dei progetti.

E l’educazione dei propri cittadini è il primo progetto che un paese serio e moderno deve portare avanti.

Non credete?


SEGNALO SUL TEMA: l'interessante blog Sette in condotta, che mi ha colpito per originalità e competenza.


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3 commenti:

Clo&demk ha detto...

Ciao caro Luigi,
Volevo farti i complimenti e gli auguri per questo nuovo blog.

Io sono del parere che i giovani sono il futuro. Purtroppo la scuola e l'educazione sono i principali formatori, assieme alla famiglia, del nostro futuro e cosa avviene?

Vengono a meno di importanti finanziamenti.

Bisognerebbe lavorare sugli sprechi mandando esaminatori che controllino i bilanci di ogni istituto per identificare realmenti i veri sprechi.

Ovviamente anche i punti da te proposti andrebbero affrontati.
Vi sono tanti bravi insegnanti, ma anche molti che hanno perso (o forse non l'hanno mai avuto) lo "spirito del maestro" e lavorano soltanto per lo stipendio e non per i ragazzi.

Maggiori aiuti finanziari alle vere famiglie in difficoltà e più controlli sui finti poveri .

In più una mano dai genitori non guasterebbero.
Gli insegnati devono temere di sgridare un alunno ai giorni nostri e per me non è un bene...anzi spesso i ragazzi ne approfittano.


Mi sono già dilungato assai....

Più soldi per scuola e ricerca, meno soldi ai politici e alle amministrazioni in cui vi sono troppo sprechi spesso ingiustificati!!!

Magari caro Luigi le cose cambiassero in meglio...

Grazie e a presto

Clo&demk

Luigi Bruschi ha detto...

Caro Demk!

Grazie per gli auguri e per il puntuale commento.

Sugli sprechi della P.A. in Italia potremmo scrivere capitoli di interi volumi!

Mi sembra davvero significativo il tuo spunto sui controlli. Lasciami aggiungere che quello del controllo è uno dei problemi più grandi in ogni Amministrazione del nostro paese.

Riguardo alla Scuola, poi, i controlli non dovrebbero a parer mio essere limitati agli sprechi, ma dovrebbero estendersi anche alla qualità dell'insegnamento, alla natura dei programmi, ai processi di valutazione dei progetti formativi e della loro attuazione .

Nel nostro paese ogni volta che qualcuno si azzarda a parlare di "verifiche" si grida all'ispezione e quindi allo scandalo: ma senza verifiche tutto è vano. Senza verifiche, chi sa se un'insegnante ha fatto bene oppure no?

Sulla cultura della valutazione non siamo neppure agli inizi.

Certo che senza fondi o progetti ad hoc, come tu osservi, non si va lontano.

Proviamo ad alzare un poco la voce, allora, no?!

Un saluto!

oliviero ha detto...

Buongiorno Luigi.
Avrei piacere di potermi mettere in contatto con te.
Mi occupo dei temi "scolastici" di cui hai scritto nel tuo blog sia per lavoro (organizzo l'attività di uno dei principali teatri per la scuola di Milano) sia come genitore.
Poiché condivido pienamente quanto scrivi e sono impegnato in alcuni progetti di "formazione" vorrei poter parlare meglio di questi argomenti.
la mia mail è oliviero.grimaldi@tiscali.it
buon lavoro

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