Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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lunedì 16 agosto 2010

Porno eBook: il futuro è donna?

E venne l'era della letteratura porno per signore!

Le agguerrite protagoniste di Sex and the city:
leggeranno e-book anche loro?!
Beh, mi è sembrato alquanto stimolante (senza alcuna allusione, naturalmente!), dare conto di un intrigante articolo odierno di Federica Bianchi pubblicato sull'Espresso on line (e leggibile QUI).
A quanto pare, il mercato degli e-book è col vento in poppa, e il merito principale va al mondo femminile. La cosa interessante è che una larga fetta del settore (perlomeno negli Stati Uniti) è destinata alla letteratura erotica, recente passione del gentil sesso. Le emozioni forti date dalla lettura di romanzi/racconti (che si possono acquistare/scaricare in riservatezza), magari nella pausa pranzo, sembrano attirare particolarmente le donne americane.
La questione, possiamo scommetterci, attirerà ben presto orde di sociologi, psicologi e quant'altro.
In attesa di approfonditi ed autorevoli studi in materia, possiamo forse osservare da profani (del porno al femminile, NdR), che la caduta dei tabù relativi al sesso/porno nell'universo donna è fenomeno iniziato non da poco ed in sempre più rapida evoluzione (provate a sbirciare QUI!).

Viene da chiedersi: segno di conquista o di decadenza?


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Molto difficile rispondere alla domanda: possiamo soltanto per il momento fissare i paletti della discussione.
Se la pornografia e il suo consumo sono da considerarsi in modo negativo chiaramente il contagio all'universo donna deve essere giudicato una decadenza. Se invece giudichiamo in modo almeno neutro la pornografia occorre distinguere due ipotesi
1.Le donne non erano fin ora attratte da quel genere di letteratura per una differenza di immaginario erotico. In questo caso l'inversione di tendenza potrebbe significare soltanto una omogenizzazione dei sessi che pur non essendo da condannare potrebbe essere fonte di rammarico o rimpianto.
2.Le donne pur avendo desideri simili a quelli degli uomini erano trattenute da un certo comportamento ( vedi fruizione del porno) soltanto dall'inibizione dovuta ad una educazione maschilista. In questo caso forse si potrebbe parlare di progresso.
Massimo

Luigi Bruschi ha detto...

Caro Massimo, è davvero un'ottima analisi! Condivido appieno il punto 2 sull'inibizione, che potrebbe essere stata condizionata da elementi socio-culturali maschilisti (affini a quelli per cui una conquista in più per un uomo era vista come un vanto, per una donna come qualcosa foriero di discredito sociale). Sul punto 1, credo che l'omogeneizzazione dei sessi (un processo in effetti iniziato) sia ancora lontana. Che ve ne sia la rincorsa, talvolta, è un fatto: che questa sia "naturale" e non piuttosto indotta, ho i miei dubbi. Credo fortemente nelle differenze fra i due sessi. Un conto sono i diritti (e sul fronte dell'uguaglianza dei diritti fra uomini e donne, in Italia, dobbiamo ancora lavorare molto), altro le naturali differenze fra uomo e donna, che io ritengo vadano preservate gelosamente in quanto costituiscono (oltre che una difficoltà) una ricchezza e una risorsa preziosa nel rapporto interpersonale (penso ai libri di John Gray, sugli universi di Marte e Venere: nient'affatto una frivola lettura). E penso anche che nella questione dei porno eBook, da quello che mi è parso di capire, le differenze di cui parlo continuino ad essere mantenute, perché chi scrive di eros per le donne, lo fa comunque pensando ad un target diverso da quello maschile, preservando la diversità di quell'immaginario erotico cui tu ti riferivi. Dunque anche in tal senso, probabilmente, possiamo sentirci autorizzati a non rammaricarci affatto di quanto sta accadendo! Grazie per le tue riflessioni.

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