Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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mercoledì 1 settembre 2010

Gheddafi, Berlusconi: questione di feeling.

Riflettevo su alcuni singolari confronti.

Platee di donne...


Farfalline a Villa Certosa
Coranine liete e beate











Regali...


Farfalle e tartarughe: i regali di Villa Certosa
Il Corano e il Libro Verde di Gheddafi fra i regali del dittatore.



Certo le circostanze erano ben diverse.

Ma ho come la netta impressione che la filosofia alla base sia la medesima.

Leggete un po' questo passo che ho estrapolato dal Libro Verde di Gheddafi (altro regalo per le Coranine):


Il parlamento è costituito fondamentalmente come rappresentante del popolo, ma questo principio è in se stesso non democratico, perché democrazia significa potere del popolo e non un potere in rappresentanza di esso. L’esistenza stessa di un parlamento significa assenza del popolo. La vera democrazia, però, non può esistere se non con la presenza di rappresentanti di questo. I parlamenti, escludendo le masse dall’esercizio del potere, e riservandosi a proprio vantaggio la sovranità popolare, sono divenuti una barriera legale tra il popolo e il potere.


E ora (ri)leggete un po' Berlusconi (2009):


«Adesso diranno che offendo il Parlamento ma questa è la pura realtà: le assemblee pletoriche sono assolutamente inutili e addirittura controproducente» 
...
«Dobbiamo fare i conti con una legislazione da ammodernare perchè il premier non ha praticamente nessun potere e dovremo arrivare ad un ddl di iniziativa popolare perché non si può chiedere ai capponi e ai tacchini di anticipare il Natale. Il Premier non ha nessun potere perchè la Costituzione è stata scritta dopo il ventennio fascista e quindi tutti i poteri sono stati dati al Parlamento e non al premier.»


Interessante (o inquietante, fate voi), no?

Certo se i modelli degli amici sono quelli di Gheddafi o di Putin, fatte salve le debite differenze, qualche riflessione forse sarà il caso di farla.

La domanda in tal senso è : ma il disegno è quello di sostituire una democrazia parlamentare con una forma di governo autocratica?

Perché io, voi non so, non sarei molto d'accordo.


P.S. Chi fosse interessato ad approfondire la lettura del Libro Verde di Gheddafi, può trovarlo QUI.


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3 commenti:

Luk75 ha detto...

incredibile, ne ho scritto anche io...

Luigi Bruschi ha detto...

Che ti devo dire Luk...

A volte penso che certe situazioni forse ce le meritiamo...

Ma io non mi arrendo!

Nemmeno tu, vero?!:-)

Luk75 ha detto...

arrendersi, venderemo cara la pelle...

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