Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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martedì 28 settembre 2010

Berlusconi chiede la fiducia: vediamo qual è la strategia.

Che numero uscirà domani dal pallottoliere di Montecitorio?

E' ufficiale: Berlusconi domani, 29 settembre, suo compleanno (e quello di Bersani!), ha deciso di chiedere la fiducia sul suo discorso.

Mi sembra ovvio che il pallottoliere deve aver conteggiato un numero congruo di voti, sufficiente a tenere in vita il Governo.

La domanda è: i conti torneranno?

Berlusconi stesso pare abbia detto ai suoi che il rischio c'è, ma almeno si gioca a carte scoperte.

Dunque l'obiettivo è duplice: da un lato fare un atto di forza, dall'altro scoprire se i finiani stanno bluffando, continuando a promettere lealtà e sostegno in Parlamento, o se invece davanti alla prova del fuoco  si dimostreranno traditori del Pdl.

La tattica di berlusconi è delicata ma sensata. I casi infatti sono due.

(1) Ipotesi 1. I finiani non votano la fiducia: si scopre il bluff e si grida al tradimento, che fra l'altro si consuma davanti agli occhi di tutti (coram populo, diceva il bistrattato popolo di Roma antica). 
In tal caso, se il governo incassa comunque la fiducia (come Berlusconi spera con l'innesto derivante dalla campagna acquisti), si va avanti ugualmente senza più ricatti, facendo brillare la mina finiana. 
Se invece la maggioranza non dovesse esservi e si dovesse arrivare alle elezioni, si potrà addossare la piena responsabilità della caduta del governo ai traditori finiani, che risulterebbero di fatto molto indeboliti davanti al proprio elettorato.

(2) Ipotesi 2. I finiani votano la fiducia: quest'atto sarà etichettato a gran voce come una sorta di rientro nei ranghi, che verrà utilizzato come ricatto di legislatura.
Per la serie: "alzi tanti polveroni, ma poi voti la fiducia (e se la voti oggi, devi votarla anche domani)".
Si additeranno i finiani come gente che ama stare al centro dell'attenzione e giocare al ricatto logorando la maggioranza, senza poi avere nemmeno il coraggio di passare dal pensiero all'azione. Gente inutile, insomma. E il governo apparirà più forte anche perché si sommeranno i voti dei finiani a quelli derivanti della campagna acquisti, col risultato che la maggioranza sarà più ampia di prima.

Silvio ha preso la mira. Abbatterà il bersaglio?
Questo è lo scenario che, a parer mio, è alla base del cambio di strategia di Berlusconi.

Certo i finiani non sono in una situazione facile, dal canto loro. Cosa sceglieranno di fare? Si divideranno? Preferiranno l'etichetta di traditori o quella di venditori di fumo

Perché si tratta di scegliere a quale massacro mediatico esporsi (i siluri di Silvio, in tal senso, sono sicuramente già pronti).

Domani sapremo.

Quel che è certo è che per i finiani si profila una nottata molto lunga.

[Forse può interessarti:  Il video di Fini su Montecarlo: sintesi fra detto e non detto (e analisi dell'operazione mediatica).]
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4 commenti:

Gianluca ha detto...

Analisi molto accurata, son daccordo su tutto...
Ma non riesco a non pensare ad una cosa......

Tutto questo teatro serve solo a distrarci

Luigi Bruschi ha detto...

Mi fa piacere tu condivida Gianluca!

Da cosa vorrebbero distrarci, secondo te?

Anonimo ha detto...

beh Luigi visto che i finiani secondo la tua condivisibile e corretta analisi sono nell'angolo non resta loro che astenersi.Cosa accadrebbe in questo caso?
Prof. Woland

Gianluca ha detto...

Da cosa...

Dal fatto che l'italia sia abbandonata a se stessa.... comandata da 4 vecchi porci pervertiti che tra qualche anno moriranno; spero per loro che la chiave del paradiso sia un lettorte di carte di credito.... altrimenti! ed a quel punto non ci sarà più nessuno in grado di fare nemmeno l'ordinaria amministrazione di questo paese.... è probabile che prima della fine della mia vita vedrò scorrere il sangue per le strade delle nostre città....

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