Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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martedì 7 settembre 2010

Fini al Tg di Mentana su La7: sintesi dell'intervista esclusiva.


7 settembre 0re 20: Fini al Tg di Mentana su La7


Fini da Mentana in esclusiva.

Vediamo i passaggi chiave e le reazioni a caldo.
  1. Prevedo che Berlusconi e Bossi non saliranno al colle per chiedere dimissioni perché dimostrerebbero  di essere analfabeti sotto il profilo costituzionale
  2. Prevedo che saliranno al colle per parlare della situazione politica. Cosa doverosa.
  3. Bossi, simpaticone, ha parlato del trasloco di Fini. Ma la Camera non è una dependance del governo.
  4. (a domanda di Mentana) Certo che sono nel centro-destra, ma ricordo che come Presidente della Camera non voto.
  5. Non ho violato alcuna norma. I miei doveri sono chiari. Regolamento della camera alla mano, art. 8 (lo legge testualmente): “ll Presidente rappresenta la Camera. Assicura il buon andamento dei suoi lavori, facendo osservare il Regolamento, e dell'amministrazione interna. Sovrintende a tal fine alle funzioni attribuite ai Questori e ai Segretari. In applicazione delle norme del Regolamento, il Presidente dà la parola, dirige e modera la discussione, mantiene l'ordine, pone le questioni, stabilisce l'ordine delle votazioni, chiarisce il significato del voto e ne annunzia il risultato”).
  6. Andare al voto adesso è da irresponsabili. Ecco il perché del patto di legislatura.
  7. Il Pdl lo chiamo Forza Italia allargata.
  8. Partiamo dal quoziente familiare: ridurre le tasse alle famiglie monoreddito.
  9. In caso di crisi la parola passa al capo dello stato.
  10. Sui Colonnelli non mi è slittata la frizione (affermazione di Mentana), anzi: avevo il freno a mano tirato.
  11. In caso di elezioni saremmo prontissimi. Ma chi governa ora deve dimostrare di saper governare e non di saper vincere nuove elezioni.
  12. Su Montecarlo: confermo, non sapevo e non ci sono stato. La Magistratura accerterà. Basta avere pazienza. E chi ha calunniato, ne risponderà.
8 settembre: il dopo Mentana.
La risposta del PdL non si è fatta attendere e la dà Mentana stesso a chiusura del Tg.
La dichiarazione è di Capezzone: "Fini dimostra di essere attaccato alla poltrona come i politici di un tempo".

Il Giornale e Libero del giorno dopo (8 settembre) attaccano frontalmente, come di consueto, il Presidente della Camera.

Il Giornale lo dichiara "in bambola sulla casa di Montecarlo" (?), Libero "inchiodato alla poltrona".

Berlusconi, ufficialmente, tace, ma fonti a lui vicine dicono che abbia affermato: "non può presiedere Montecitorio se ci insulta quotidianamente."

La vera battaglia è appena cominciata...


Potrebbe interessarti: 
Berlusconi e Bossi al Quirinale: Fini si dimetta per le parole di Mirabello.

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3 commenti:

Barabeke ha detto...

Profezia lanciata il giorno in cui Fini veniva espulso dal Pdl:
http://ilrinascimento.it/profezia-4-gianfranco-fini-presidente-del-consiglio

Anonimo ha detto...

Possibile che l'Italia sa ridotta così male che le ovvietà (sacrosante sia ben chiaro) di Fini sembrino rivoluzionarie? In un cosiddetto paese normale non ci sarebbe certo bisogno di affermazioni che avrebbero la loro ragion d'essere solo in aula di scuola media.
Max

Luigi Bruschi ha detto...

Beh, Barabeke, complimenti per la profezia!

A proposito, visto che ci siamo: che prevedi per le prossime elezioni?!

Per Max: hai proprio ragione, siamo ridotti davvero maluccio.

Ma forza e coraggio, eh, mi raccomando: c'è ancora bisogno di gente come noi!

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