Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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giovedì 16 settembre 2010

Berlusconi e Sarkozy contro i Rom: immigrazione clandestina, reati e società multietnica.

Sui Rom, Berlusconi d'accordo con Sarkozy.


Riassumiamo rapidamente la questione.


Una circolare del ministero dell'Interno francese del 5 agosto indirizzata ai prefetti recitava: "Trecento campi o insediamenti illegali saranno evacuati entro tre mesi, e quelli dei Rom sono una priorità. Spetta pertanto ai prefetti ovunque nel Paese di assumere un sistematico smantellamento dei campi illegali, in primo luogo quelli dei rom".


A metà agosto, Sarkozy dà il via alle prime espulsioni.
L'Unione Europea comincia a seguire la vicenda, dichiarandosi vigile nell'osservare se le norme riguardo la libera circolazione dei cittadini europei vengono salvaguardate oppure no.

Viviane Reding
Il 14 settembre, il commissario alla Giustizia dell'Unione Europea, Viviane Reding, parla di una possibile apertura di una procedura di infrazione nei confronti della Francia.

Putiferio e botta e risposta pepato con Sarkozy.


Sulla questione, interviene ieri (15 settembre) Silvio Berlusconi. Il Premier si schiera con Sarkozy affermando: "Il problema dei rom non è specificamente francese. Riguarda tutti i Paesi dell'Europa. La questione dei rom - aggiunge - non è la sola che deve affrontare l'Europa: c'è anche l'immigrazione clandestina, l'Italia è particolarmente esposta per il fatto di avere le coste molto estese."


La Germania, per inciso, si schiera con Bruxelles: il portavoce del governo tedesco, Steffen Seiber, ha infatti affermato "nessuna discriminazione è consentita nei confronti delle minoranze etniche».


La domanda è: l'intervento di Berlusconi è solo una sponda all'amico Sarkozy, o rivela una chiara concezione politica nei confronti dell'immigrazione?


Ripeschiamo qualche dichiarazione di repertorio del nostro Premier.


11 maggio 2009: "la sinistra quando governava il paese ha aperto le porte all’ingresso degli immigrati clandestini. Sognavano un’Italia multietnica. Noi sogniamo una nuova realtà, nella quale saranno accettati solo gli stranieri che hanno diritto di chiedere asilo politico"

28 gennaio 2010: "riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali".

13 febbraio 2010: "i clandestini non sono benvenuti, ma le ‘belle ragazze’ possono restare".


Altra chicca? Il 3 giugno del 2009, Berlusconi annuncia a Porta a Porta: " Il governo intende impugnare la legge varata dalla Regione Toscana che concede ai cittadini privi di permesso di soggiorno il diritto di usufruire dei servizi sanitari e di accedere ai bandi per l'assegnazione degli alloggi pubblici. Si dà allo straniero clandestino e irregolare un diritto che è addirittura maggiore di quello che ha lo straniero entrato in Italia regolarmente, e che ha un lavoro. È l'applicazione in una regione rossa del programma del governo delle sinistre”.


27 luglio 2010: la Corte Costituzionale dichiara inammissibile e infondato il ricorso del governo contro la legge regionale (entrata in vigore il 15 giugno scorso).

Cosa sancisce la legge regionale toscana? 
La parità sostanziale dei diritti fondamentali della persona fra cittadini italiani da una parte e immigrati extracomunitari regolari dall’altra (il termine “cittadino straniero” sta appunto per non appartenente all’Unione europea).
E, inoltre, il riconoscimento anche per gli immigrati extracomunitari privi di permesso di soggiorno del diritto di fruire degli interventi sociali, assistenziali e sanitari “urgenti e indifferibili”, tutelati dalla Costituzione e dalle norme internazionali.

Cosa c'era da ricorrere?

Lo confesso: non riesco a non avvertire la sgradevole sensazione che un tema così centrale, nel XXI secolo, come l'integrazione degli immigrati venga troppo spesso trattato con superficialità o, peggio, con opportunismo puntuale di chi è a caccia di facili consensi.


Questo nonostante vari studi sull'argomento svolti negli ultimi anni, dalla Cei all'Istat, evidenzino come non vi sia alcun nesso fra crescita dell'immigrazione e aumento dei reati.

Basti pensare che il tasso di criminalità degli immigrati regolari, in Italia, è poco più alto di quello degli italiani ed è addirittura inferiore tra le persone oltre i 40 anni.

La civiltà multietnica
, con buona pace del Premier, è un esito certo dell'umanità. E' un treno già partito, già in corsa, ed è impossibile fermarlo.

Integrazione: un futuro scontato. Da costruire.
A leggere i dati dell’Istat, la proiezione statistica vede  gli italiani di origine straniera superare nel 2050 quota 12 milioni

La mia domanda è: oltre alla politica dei respingimenti e delle espulsioni, parte veritiera parte di propaganda, quale progetto si sta portando avanti per affrontare un futuro scontato in cui l'accettazione della diversità dovrà essere una qualità insita in ciascun cittadino che voglia convivere serenamente con i suoi "simili non uguali"?


Il futuro si costruisce non con i salti all'indietro o con le barricate, ma gettando ponti là dove ci indica la lettura del presente.


Altrimenti rischiamo di fare come quel famoso proverbio orientale che recita: "Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito"


[Sul tema dell'accettazione, ho già scritto: 11 settembre: ieri, oggi, domani. Il futuro che vogliamo.]

[Approfondimenti: se vi interessano i discorso statistici, un'ottima sintesi delle cifre la trovate QUI.
Molto interessante anche uno studio dell'Ecole d'Economie de Paris, condotto da tre studiosi italiani dal titolo "Do immigrants cause crime?"
Alcune informazioni, poi, le ho tratte da questo post di Corrado Giustiniani]
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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Nel 383 Agostino di origine berbera venne dall'Africa (precisamente dall'attuale Algeria) a Roma per insegnare retorica. Rimase disgustato dall'esperienza e allora fece domanda per insegnare come professore a Milano. La domanda fu accolta (Bossi non c'era) e Agostino si trasferì a Milano dove conobbe Ambrogio. Inizia così il percorso che lo condurrà ad essere Padre, Dottore e Santo della Chiesa cattolica. E' triste pensare che per un algerino (nero) fosse più facile venire in Italia (in Europa) 15 secoli fa che ora, nel 2000. Povera umanità.
Massimo

storico ha detto...

non è che L'europa brilli in quanto a politiche di integrazione sui rom

La Francia sui rom divide l'Europa: lo scontro tra Sarkozy e Barroso.

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