Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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domenica 7 novembre 2010

Il discorso di Fini a Perugia: Berlusconi si dimetta.


A caldo, ecco una sintesi discorsiva dell'intervento di Fini alla convention di Futuro e Libertà a Perugia (alla fine il video degli ultimi 6 minuti, con la richiesta di dimissioni a Berlusconi; mentre alcune riflessioni le trovate nel mio post Seconda stella a destra...):

Se ci guardiamo intorno pensiamo di poter dire che abbiamo tutto il diritto di essere molto, molto soddisfatti.

Avevano detto “sono 4 gatti”, insignificanti, e in poche settimane, ci ritroviamo ad essere politicamente determinanti per le sorti del governo ma soprattutto (senza presunzione) per l’avvenire della nostra patria.

Questo piccolo miracolo da cosa è stato determinato? Gli artefici siete stati voi e quelli che idealmente sono qui con noi. Chi ha dimostrato che può vincere ancora una sfida basata su valori e passione civile. Un progetto ideale da anteporre ad un interesse personale.

Siete qui per un’idea dell’Italia, non per una persona.

Nessuno vi  chiederà di cantare “per fortuna che Fini c’è”!

Gli uomini passano, le idee restano. I progetti sono proiezione verso il futuro.

Questo progetto è corale assunzione di responsabilità.

Saint-Exupery spiega cosa è accaduto (legge:) “«Se vuoi costruire una nave non richiamare prima di tutto gente che procuri la legna, che prepari gli attrezzi necessari, non distribuire compiti, non organizzare lavoro. Prima risveglia invece negli uomini  la nostalgia del mare lontano e sconfinato. Appena si sarà svegliata in loro questa sete, gli uomini si metteranno subito al lavoro per costruire la nave»

In Italia c’era la nostalgia di una politica diversa, pulita.

Ringraziamento particolare ai giovani. Dico a loro: continuino ad essere intransigenti, nella difesa dei valori, senza diventare mai estremisti.

FLI non sarà AN in piccolo, né una zattera della medusa pronta a raccogliere i naufraghi di ogni stagione.

Porte aperte a tutti, esclusi carrieristi e affaristi: se vogliamo essere coerenti, dobbiamo vigilare.

Il nostro progetto è ambizioso: incarnare valori autentici del centrodestra italiano perché possa essere in collegamento col centrodestra europeo.

Valori: nazione, come senso di appartenenza ad una comunità, senso di coscienza di un’identità, certezza che se lo stato ha 150 anni di vita, la gens italica esiste da 2000 anni; il legittimo orgoglio per la storia patria e per rappresentare nel mondo il paese con la più alta percentuale di patrimoni per l’umanità.

Non si può essere pienamente europei senza avere un’identità nazionale.

Altro valore: legalità. Magistratura garanzia. Legalità=rispetto delle istituzioni, senso dello stato. Senza cultura della legalità non c’è libertà.

Rispetto della persona umana e tutela dei diritti civili di ogni persona umana, senza alcuna discriminazione:
per uomini e donne, eterosessuali e omosessuali, cittadini italiani e cittadini stranieri.

Il problema della cittadinanza è una grande sfida culturale. È ottusità quella di chi non capisce che il futuro va verso questa direzione, l’integrazione.

Nessun partito politico in Europa mi pare così arretrato, su questo tema, come il Pdl e la Lega.

Centralità del lavoro. Lavoro principale pilastro dell’economia: non demonizzo finanza, ma la speculazione è in agguato. Deve prevalere l’economia che viene dal lavoro e non dalla finanza.
Il lavoro permette all’uomo di crescere ed è naturale alleato del Capitale. La sintesi capitale-lavoro è condizione essenziale.

Altro valore: centralità della famiglia, cellula primaria della società, ammortizzatore sociale.
Dobbiamo colmare il divario per le famiglie di fatto.

FLi mai subalterno alla cultura politica della sinistra, che rispettiamo e non demonizziamo.

Fli mai sinonimo di pensiero debole.
L’ambizione è animare, incarnare il moderatismo italiano con uno spirito autenticamente riformatore.
Progetto non contro il Pdl: non sono i nostri avversari, non siamo contro Berlusconi. Siamo oltre il Pdl e oltre Berlusconi.

Recuperare il tempo perduto.

Meglio leggere giornali che non si condividono che ascoltare Tg che sembrano quelli dei regimi in cui si passavano le veline, i fogli d’ordine

Citazione: articolo Pierluigi Battista.
La sfida detta da Battista la accettiamo: vogliamo andare oltre quello che è stato fin qui il centro-destra.

Citazione: Alessandro Campi. Compito di FLI non mandare a casa Berlusconi (cosa non riuscita a Bersani/Di Pietro).
Non vogliamo lucrare su rendite di posizione.

Riusciremo nel progetto? Vedremo. Dobbiamo sperarci. E dobbiamo tornare a sentire il polso del paese.

L’Italia non è paese dei balocchi, come talvolta lo dipinge (anche giovedì scorso) Berlusconi.

Il governo sta galleggiando, tampona le emergenze, ma ha perso di vista la rotta, vive alla giornata. Non ha capito che ci sono 4 o 5 grandi questioni (altro che intercettazioni):

1. indebolimento identità nazionale. Bruciare bandiera a Terzigno è conseguenza di una politica territoriale per cui alla lega non interessa nulla di quello che accade dal Po in giù. Al nord il governo è pallida copia, sbiadita, della Lega.

2. caduta della coesione sociale. Stanno aumentando le disuguaglianze. Il ceto medio si sta impoverendo. Chi vive con un solo reddito ha davvero la difficoltà di arrivare a fine mese. C’è conflitto generazionale: i giovani si chiedono se il futuro sarà peggiore; sanno che possono andare avanti solo per i sacrifici della loro famiglia. Al sud, senza la pensione del nonno il ragazzo non può portare la ragazza a mangiare una pizza. Ci vuole patto fra le generazioni. Il nostro welfare non può continuare ad essere solo garante di tutele, ma welfare di opportunità. Guardiamo in Germania: il contratto a termine ha busta paga maggiore del contratto a tempo indeterminato.

3. stagnazione economica. C’è calo produttività. Perdita competitività. Il governo del fare mi sembra che a volte sia il governo del fare finta che tutto vada bene.

4. eccessiva tolleranza per la cultura dell’arbitrio (se non dell’illegalità). Principio di legalità stravolto: chi paga le tasse fesso, chi trova il modo di non farlo è furbo.

C’è decadimento morale. Moralismo è  pericoloso. Ma penso che questa condizione decadente della società non è figlia della modernità, ma conseguenza della progressiva perdita di decoro e rigore dei comportamenti di chi è chiamato ad essere di esempio: perché se si è personaggi pubblici si è chiamati a dare l’esempio.
Con laicità positiva, lasciatemi citare il Papa: la spazzatura non è soltanto nelle strade, ma negli animi e nelle coscienze. Ecco il decadimento. La politica non se ne può lavare le mani. Io ho rimpianto il rigore, lo stile e comportamento di Moro, Berlinguer, Almirante, La Malfa della 1° Repubblica, che non si sarebbero mai permessi di trovare ridicole giustificazioni a ciò che non può essere giustificato.

Tuttavia, Italia secondo me non è destinata al declino: parte della società è sana, vitale, reattiva e ha necessità di un’altra politica, più alta, non solo di uno scontro quotidiano ed eccessiva propaganda; bisogna superare la fase per cui “o si sta di qua o si sta di là”. Nel dibattito politico si devono ricercare momenti condivisi. Finita campagna elettorale, l’altro non deve essere nemico da trattare con propaganda: ci vuole dialogo per obiettivi condivisi. No ai tifosi delle curve.

Valutiamo condizioni per patto di legislatura: ma a mio modo è ben più impegnativo del compitino sui 5 punti che gli scolaretti devono votare alla camera, pena lesa maestà.

Patto di legislatura è possibile: ma col colpo d’ala, con svolta, con la fine di una fase e l’apertura di un’altra.

Si faccia una nuova agenda politica e un nuovo programma di governo fino al 2013.

Condizioni: nell’agenda 2 questioni. 
(1) il rilancio in termini economici del paese da ottenere con un nuovo patto sociale, tipo convocazione stati generali economia e lavoro del nostro paese. Quindi aprire un tavolo di lavoro della crescita con tutte le parti sociali

(2) due riforme per l’ammodernamento del sistema istituzionale. Federalismo fiscale di per sé non è un male: farà venir fuori le capacità degli amministratori del meridione. Prima riforma: camera delle autonomie e senato delle regioni. Seconda riforma: legge elettorale da cancellare perché è una vergogna. Avete il diritto di scegliere i vostri parlamentari.

Berlusconi mostri il suo amore per l’Italia. Ha fatto un appello all’unità del centro-destra (avesse capito prima che non eravamo controcanto o voglia di dire no). Verifichiamo le condizioni. B. ha detto faccio appello ai moderati italiani. Giusto. I moderati si ritrovano nell’Udc. Ma non ci potrà essere loro sostegno in questo momento.
Si apra nuova fase.

B. rassegni dimissioni, salga al colle, dichiari crisi aperta e avvii fase in cui rapidamente si ridiscute agenda, programma e natura della coalizione. Se avrà questo coraggio, sarà una bella svolta del predellino e noi non ci tireremo indietro.

Se non ci sarà colpo d’ala, se B. sarà preda dei cattivi consiglieri, se prevarrà in lui l’autoconsolatorio “nessun problema ci penso io”, i ministri di FLI non rimarranno un minuto in più nel governo. Naturalmente i  nostri gruppi continueranno a votare i provvedimenti che condividono.

Qui tra noi non ci sono né falchi né colombe ma visione chiara obiettivi.

Il problema non è l’ultima partita del gioco del cerino.

Se continuiamo coi tatticismi delle furbizie, la spina la staccheranno gli italiani, che si sono stancati di un governo che non governa.

Questo è l’appello di FLI.

B. ha onore e onere di scegliere se aprire una nuova fase o se "tirare a campare per non tirare le cuoia" (citazione di Andreotti). La decisione la rispetteremo.

FLI è ambizioso, coraggioso e estremamente nobile tentativo di ridare voce al nostro popolo, ridare alla patria la possibilità di riscattarsi.


Di seguito, il filmato degli ultimi 6 minuti del discorso con la richiesta di dimissioni a Berlusconi:


[Potrebbero interessarti: (1) Seconda stella a destra...(2)L'eterna partita fra Rossi e Neri.]



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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Che dice Fini dei 16 anni passati? Si è sbagliato? Nel frattempo è cambiato Berlusconi?
Sarebbe un buon gesto ammettere ORA che MOLTI, da molti anni, non avevano torto.
Sono convinto che la legge elettorale è una porcata; lo ero anche quando Fini ed altri della sua area cercavano di convingerci che era una ottima legge.
Tanti auguri sinceri
Mariano

Anonimo ha detto...

ecco l'Italia di oggi: siamo ridotti così male che basta fare delle banalissime affermazioni per infiammare la platea. Rispettare la magistratura e giù applausi,rispettare le istituzioni: applausi. Niente affaristi in politica: applausi.Niente razzismo: applausi.Si potrebbe continuare. Vi sembra ovvio? No, in Italia sono frasi rivoluzionarie.
Se questa è la situazione ben vengano tali discorsi e grazie onorevole Fini.
Prof Kien

Anonimo ha detto...

mi sembra assolutamente inutile questa litania sulle passate responsabilità di Fini e sui profitti (vedi l'acuto Marcello Veneziani) ricavati dal medesimo con l'alleanza con Berlusconi. La storia è semplice: è vero o no che Berlusconi coi suoi conflitti d'interesse,le leggi ad personam, con i Previti, i Dell'Utri,i Mangano, la deleggittimazinone della magistratura, delle Istituzioni,i processi,i ministri veline, le D'addario, le Nicole Minetti, le Ruby e il conseguente fallimento dell'azione di governo deve andare a casa?
Questo è il solo problema.
Fini, anche se per lungo tempo complice, ad un certo punto si è svegliato: non vogliamo sapere altro.L'importante è che si liberi l'Italia (in modo democratico) da una inaccettabile anomalia.
Max

Anonimo ha detto...

Cominciamo dalla gavetta: Bondi ex sindaco comunista. Ferrara funzionario del PCI. Cicchitto socialista lombardiano espulso dal PSI per la sua iscrizione alla loggia massonica P2.Paolo Liguori (direttore TGcom, forzista esimio condannato per aver diffamato i tre giudici che avevano disposto l'arresto di Dell'Utri)era un esponente di Lotta Continua. Potrei continuare per ore.
Ma voglio chiudere osservando che nessuno si scandalizza se Paolo, il più importante padre della chiesa, si convertì mentre andava a Damasco per organizzare la repressione dei Cristiani di quella Città. Nessuno si scandalizza se Agostino prima di diventare un dottore della Chiesa e sessuofobo sommo ebbe per lunghi anni menò una vita dissoluta. Le cose cambiano e solo chi è in malafede non accetta i cambiamenti.
Prof. Kien
P.S.
Peraltro checché se ne dica sarebbe stato più facile per Fini restarsene tranquillo a godersi la poltrona di Presidente della Camera per cinque anni.

Anonimo ha detto...

Riprendo volentieri una metafora che si sente ripetere in questi giorni. Fini che rompe con Berlusconi è come una moglie che divorzia dopo vent'anni di matrimonio. Proprio così. Puoi sposare un uomo magari solo per interesse, puoi avere dei figli da lui, stargli vicino per anni. Puoi avere una vita brillante, servitù,ville, gioielli,salotti importanti, lusso, notorietà.Eppure ad onta di ciò un bel giorno, se le angherie e i torti, superano il limite sbattere la porta ed andartene? Un esempio a caso?
VERONICA LARIO IN BERLUSCONI!
MASSIMO

Patrizia ha detto...

Menomale che Fini c'è, dunque. Io continuo a credere che è l'uomo sbagliato al posto giusto e cioè il solito opportunista fortunato. Ma visto che a caval donato non si guarda in bocca sigh!)ci dobbiamo accontentare di quello che passa il panorama politico nazionale (ariSigh!).
Pat

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