Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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martedì 17 aprile 2012

Santa...Pazienza.

Non vorrei ci fossero equivoci: a sinistra Nilde Iotti a destra Nicole Minetti
[Dal Prof. Woland per la Città Invisibile]

Avrei voluto evitare di fare pubblicità all'ultima esternazione della Signora Daniela Garnero - in arte Santanchè -  ma ho poi pensato che qualche chiarimento fosse  necessario, soprattutto  a beneficio dei lettori più giovani.


L'acuta osservatrice politica si è così espressa:
La Minetti? Anche Togliatti aveva come amante la Iotti, poi lei è diventata il primo presidente donna alla Camera, e sicuramente non aveva vinto concorsi. Nessuna delle due ha vinto un concorso, questo è sicuro.

Forse la Signora ignora che prima di iniziare, a Roma, la sua relazione con Palmiro Togliatti, Nilde Iotti:
  • si laurea in lettere all'Università Cattolica di Milano
  • insegna
  • si iscrive al Partito Comunista
  • diviene Presidente dell'Unione Donne Italiane di Reggio Emilia
  • viene eletta deputata
Non sembra davvero un curriculum tanto banale per una donna degli anni 40. Inoltre Nilde Iotti è stata compagna di Togliatti per 18 anni e il legame si interruppe solo in seguito alla morte di quest'ultimo.
Davvero ingeneroso dunque definirla  tout court "l'amante del capo".

Per carità di patria mi astengo dal segnalare ulteriori differenze con la Signora Minetti, differenze che possono già intuirsi dal confronto delle foto riportate.

Da ultimo vorrei chiedere - mera curiosità - alla  Signora Garnero quali concorsi lei abbia mai superato (per esempio per essere assunta, poco più che ventenne, nella società del marito - il noto chirurgo estetico Paolo Santanchè - con compiti amministrativi).

Ciò detto aderisco alla proposta di Alessandro Gilioli (Il silenzio come arma) e, da ora in poi, mi taccio.




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Commenti (2)

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Caro prof. Woland, capisco che non dare visibilità a quella "non-signora" le si fa il peggior torto per lei concepibile, ma ignorare le sue stupidaggini sarebbe ancora peggio.! Personaggi come la "non-signora" sceditano le donne ma, ancora peggio, offendono l'intelligenza delle persone ogni volta che sputano sentenze.
È talmente volgare, impreparata e opportunista ( si pensi a ciò che diceva di Berlusconi...per poi...vendersi anima e corpo!) che è intollerabile che le televisioni la chiamino ospite per ottenere audience con le sue volgarità. ....Ed ora anch'io adotto l'arma del silenzio!
purtroppo sono pessimista

sicuramente il silenzio su certe affermazioni volgari è giusto, perchè corrisponde alla strategia ben opportuna di non rispondere alla provocazioni

non credo che certe sparate siano emesse a caso, c'è un’intenzione precisa, quella di far parlare di sè, quella di apparire al proprio elettorato sempre «in prima linea»

quindi il silenzio è giusto, ma non illudiamoci che venga compreso dagli avversari, che diranno ovviamente che è un silenzio per mancanza d’argomenti

il silenzio è giusto, fa bene anche al nostro spirito, ma non illudiamoci che sia efficace davvero

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