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Non vorrei ci fossero equivoci: a sinistra Nilde Iotti a destra Nicole Minetti |

Avrei voluto evitare di fare pubblicità all'ultima esternazione della Signora Daniela Garnero - in arte Santanchè - ma ho poi pensato che qualche chiarimento fosse necessario, soprattutto a beneficio dei lettori più giovani.
L'acuta osservatrice politica si è così espressa:
La Minetti? Anche Togliatti aveva come amante la Iotti, poi lei è diventata il primo presidente donna alla Camera, e sicuramente non aveva vinto concorsi. Nessuna delle due ha vinto un concorso, questo è sicuro.
Forse la Signora ignora che prima di iniziare, a Roma, la sua relazione con Palmiro Togliatti, Nilde Iotti:
- si laurea in lettere all'Università Cattolica di Milano
- insegna
- si iscrive al Partito Comunista
- diviene Presidente dell'Unione Donne Italiane di Reggio Emilia
- viene eletta deputata
Davvero ingeneroso dunque definirla tout court "l'amante del capo".
Per carità di patria mi astengo dal segnalare ulteriori differenze con la Signora Minetti, differenze che possono già intuirsi dal confronto delle foto riportate.
Da ultimo vorrei chiedere - mera curiosità - alla Signora Garnero quali concorsi lei abbia mai superato (per esempio per essere assunta, poco più che ventenne, nella società del marito - il noto chirurgo estetico Paolo Santanchè - con compiti amministrativi).
Ciò detto aderisco alla proposta di Alessandro Gilioli (Il silenzio come arma) e, da ora in poi, mi taccio.

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idelbo · 676 settimane fa
È talmente volgare, impreparata e opportunista ( si pensi a ciò che diceva di Berlusconi...per poi...vendersi anima e corpo!) che è intollerabile che le televisioni la chiamino ospite per ottenere audience con le sue volgarità. ....Ed ora anch'io adotto l'arma del silenzio!
diegod56 50p · 676 settimane fa
sicuramente il silenzio su certe affermazioni volgari è giusto, perchè corrisponde alla strategia ben opportuna di non rispondere alla provocazioni
non credo che certe sparate siano emesse a caso, c'è un’intenzione precisa, quella di far parlare di sè, quella di apparire al proprio elettorato sempre «in prima linea»
quindi il silenzio è giusto, ma non illudiamoci che venga compreso dagli avversari, che diranno ovviamente che è un silenzio per mancanza d’argomenti
il silenzio è giusto, fa bene anche al nostro spirito, ma non illudiamoci che sia efficace davvero