Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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giovedì 12 gennaio 2012

I benpensanti - 1


Sta per accadere.

Tra qualche ora i nostri parlamentari voteranno, come due anni fa, per decidere se l'Onorevole Nicola Cosentino - coordinatore del PdL campano e a Sottosegretario all'Economia nell'ultimo governo Berlusconi - debba essere arrestato oppure no.

Temo di prevedere cosa accadrà: la riedizione del no all'arresto per il deputato del PdL pronunciato forte e chiaro dalla Camera il 10 dicembre 2009.

Spero di sbagliarmi. Vedremo.

Nel frattempo, giusto per sapere, è forse il caso di fare una domanda semplice semplice ai benpensanti che hanno già fatto esplicita dichiarazione di voto - contrario alla custodia cautelare - o comunque hanno lasciato intendere  la propria posizione andando ben al di là del dovuto.

Umberto Bossi ad esempio. 
Ieri sera - dopo una giornata convulsa in cui l'intransigente Lega d'opposizione ha finito col fare un clamoroso passo indietro rispetto alle dichiarazioni di Maroni, che aveva assicurato il sì all'arresto da parte del Carroccio - il Senatur ha dichiarato:  “Lascio libertà di coscienza. Dalle carte non esce assolutamente nulla”. 

Sandro Bondi d'altro canto si era già spinto oltre quando da par suo aveva poeticamente affermato:  “La mia valutazione personale è che le motivazioni dei magistrati non siano tali da giustificare l’arresto, facendo anzi presagire l’innocenza di Nicola Cosentino”.

Dite la verità: a sentir loro, non viene il tremendo sospetto che queste carte siano palesemente e drammaticamente inconcludenti?

Sbirciamo allora qualche passaggio chiave di questo benedetto carteggio inviato dal Tribunale del Riesame di Napoli chiamato a decidere sulla legittimità di un’accusa di poco conto, cioè quella rivolta all'On. Cosentino di essere soltanto il “referente politico dei casalesi”.
Cito testualmente (grassetto mio):
  1. Cosentino era pienamente consapevole della natura dell’operazione” (di riciclaggio, per la realizzazione di un centro commerciale e di altri affari riferibili al denaro sporco dei casalesi);
  2. secondo quanto riferito dal consulente del Pm, l’operazione corrisponde ad un esempio da manuale di riciclaggio di denaro sporco”;
  3. anche da questa indagine risulta il consolidamento e la continuità dei rapporti criminali che hanno agevolato Cosentino nella sua carriera politica; la pluralità di competizioni elettorali in cui risulta essere stato sostenuto dall’organizzazione criminale; la persistenza del debito di gratitudine (e gli inevitabili intrecci ricattatori) cui egli deve, almeno in parte, le sue fortune”?
Beh, ne converrete: a leggere queste affermazioni, in effetti, proprio non si intende perché mai la camera dei deputati della Repubblica Italiana dovrebbe concedere gli arresti per il povero Cosentino.
Di più: il presagio di innocenza richiamato da Bondi riluce nitido e cristallino...

Cari Bossi, Bondi e benpensanti vari, la domanda a questo punto è doverosa: ma quali carte avete letto?!

Perché se stiamo parlando delle stesse carte, la questione della vostra immagine e della vostra credibilità, capirete, si complica un tantino.

Sempre che le abbiate lette, quelle carte.

Perché se poi non le aveste neppure lette, beh, state in guardia: perché qualcuno potrebbe addirittura arrivare a pensare che voi riponiate un qualche interesse acché l'Onorevole Cosentino non venga travolto dalla giustizia...


E temo che in quest'ultimo caso, ne converrete, lo scenario rischi davvero di diventare inquietante.

                                       [La seconda puntata di I benpensanti la trovate qui]



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