Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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lunedì 11 ottobre 2010

Il cerchio sovrastrutturale dietro Fini e la D'Addario: l'ipotesi di Arpisella.

Chi c'è, secondo Arpisella, Dietro Fini e la D'Addario?

Mentre anche Il Giornale e così pure il Tempo scrivono sulla vicenda relativa alle parole di Arpisella, ci eravamo lasciati ieri, nel mio post sull'argomento, con i 5 quesiti aperti riguardo alle parole che il portavoce di Emma Marcegaglia, Rinaldo Arpisella, rivolge a Nicola Porro, vice Direttore del Giornale,  nell'ultimo audio delle telefonate intercettate pubblicate dal Fatto Quotidiano.

Da precisare, intanto, che in una nota alle agenzie di ieri, Rinaldo Arpisella dichiarava: "Quanto a ventilate sovrastrutture, Spectre, complotti, poteri ombra, P3 e via dicendo, riferibili alle vicende D’Addario o Fini e sollevate oggi da alcuni quotidiani in relazione alla telefonata intercorsa fra me e Nicola Porro, confermo che nella circostanza stavo solo esprimendo un’elucubrazione del tutto personale, priva di qualsiasi riferimento o conoscenza di fatti reali o anche semplici indiscrezioni in mio possesso. Elucubrazione del tutto personale, ripeto, con cui nè Confindustria nè i suoi vertici istituzionali nulla hanno ovviamente a che fare“.

Elucubrazioni personali dunque: ok, ma quali erano queste elucubrazioni?! Arpisella, naturalmente, non lo dice.

Mi pare evidente che la questione si gioca su due livelli.

Il primo è quello dell'intenzione comunicativa di Arpisella: quello che cioè lui, con le sue  parole, voleva far intendere all' "amico" Nicola Porro.

Intenzione comunicativa che ovviamente potrebbe non essere la verità, che pertanto è il secondo  livello della questione.

L'unica cosa che possiamo fare, in questa sede, è tentare di attribuire un significato plausibile alle parole di Arpisella. Se poi il suo pensiero coincida con "la verità", questa è tutta un'altra storia.


Dunque vediamo. Questi sono, in una sintesi da me ricostruita del dialogo, i fili logici della conversazione (A=Arpisella, P=Porro):


A. Tu non sai alcune cose. Siete relegati lì, in via Negri (sede del Giornale) e non vi rendete conto che ci sono sovrastrutture che ci pisciano addosso.
P. Questo lo so.
A. E allora sai anche che c'è una sponda concordata per fare andare avanti il governo.
P. Certo.
A. E allora qual è la logica di attaccare Emma Marcegaglia?
P. Attaccare chi dà una mano a Berlusconi!
A. Te lo dico da amico, ma vi rendete conto che la politica la fanno altri e che c'è un cerchio sovrastrutturale che sta persino sopra Berlusconi?
P. Cioè?.
A. Gli stessi che stanno dietro a Fini e stavano dietro la D'Addario.


L'intenzione comunicativa  di Arpisella, a mio modo di vedere, mi sembra che possa essere così parafrasata:


Se il Giornale attacca la Marcegaglia, finisce col far crollare "la sponda concordata" che c'è fra Confindustria e Berlusconi. E se questo accade, sono guai amari per il Premier, perché mentre voi fate i vostri giochetti giornalistici, c'è gente molto potente ("gli altri", "il cerchio"), capace di manovrare in qualche modo le leve della politica italiana, che da tempo sta tentando di disarcionare Berlusconi. E se lo indebolite ulteriormente (spezzando l'asse con Confindustria, appunto), ci riusciranno. Questa gente è la stessa che ha ordito lo scandalo D'Addario e che ha appoggiato la secessione di Fini per far implodere il Pdl dall'interno.

Questo mi sembra il filo logico delle parole di Arpisella.


Se si prende in esame la modalità comunicativa con cui parla il portavoce della Marcegaglia, la deduzione più plausibile è che Arpisella intendesse riferirsi ad una qualche nota ipotesi sulle dinamiche politiche, che difatti lui dà per scontato essere conosciuta dall'amico Porro.

In tal senso, la domanda da porsi è dunque la seguente: esiste un'ipotesi arcinota e battuta soprattutto dagli ambienti vicini a Berlusconi (il che giustifica perché Arpisella sia certo che Porro del Giornale la conosca) che quadrerebbe con i passaggi in questione  dell'intercettazione?

Penso di sì. 


Arpisella potrebbe riferirsi all'ipotesi di complotto che vede Fini come l'ariete politico di una strategia americana che lavorerebbe sotterraneamente per rovesciare  Berlusconi.

Che Fini sia ben visto, come sostituto di Berlusconi, dagli States è cosa che di tanto in tanto torna ad ascoltarsi o a leggersi (rammentate la puntata di Ballarò di fine 2009, quando Luttwack affermò le simpatie USA per il Presidente della Camera?). 

Nell'affaire Montecarlo, il Secolo XIX scrisse a metà settembre scorso che i servizi segreti americani avevano avvertito Fini della vicenda di Saint Lucia.


Altro rumor piuttosto frequente è quello per cui la politica estera di Berlusconi, sbilanciata su Russia e Libia, sta creando qualche grattacapo all'estero, in particolare zona Washington, e che i recenti affari politico-economici (vedi gasdotto South Stream) possano preoccupare non poco gli States.
Provate a dare un'occhiata ad un articolo recente di Libero scritto da Alfredo Barba il 18 settembre scorso (il link è ad un commento, comunque interessante, che poi riporta l'articolo di Barba) e poi ditemi se non vi sembra lo scenario che potrebbe avere in mente Arpisella mentre parla con Porro (per inciso, di un'ipotesi Usa contro Berlusconi, aveva già scritto Belpietro in un editoriale del 5 giugno). 
Da citare al riguardo, anche la puntata di Ultima Parola del 17 settembre scorso, dove Pierluigi Paragone ha riproposto l'ipotesi di "Fini delfino degli States", garantendo che i rumors vengono da fonti di alto profilo vicine alla Casa Bianca.
Rumors  sul tema dall'entourage finiano, in tal senso (oltre le dichiarazioni settembrine dello stesso Italo Bocchino) li trovate invece QUI.


Non vi sembra verosimile che questo possa dunque spiegare il "dietro Fini" cui alludeva il buon Arpisella (l'ipotesi, lo sottolineo nuovamente, non il fatto!).

E la D'Addario? Beh, oltre l'ipotesi di complotto formulata a suo tempo da Panorama (come vedete l'ambiente è sempre quello di centro-destra), c'è da registrare al riguardo una singolare interpellanza di Francesco Cossiga (giugno 2009) ai Ministri dell'Interno, dell'Economia e della Giustizia in cui il Grande Vecchio dei Segreti (intesi sia come Servizi che come trame) chiese di indagare  se da parte dei servizi segreti di "paesi alleati ed amici", vi possa essere stata "un’operazione di ‘intossicazione e di disinformazione dell’opinione pubblica italiana e internazionale ed anche a livello di altri Governi esteri, nei confronti del nostro Paese e del suo Governo, al fine di screditare all’interno e/o all’estero la sua politica estera e militare o di influire su di essa".

Interessante, no?A chi pensava Cossiga? Sempre Stati Uniti?

Un riassunto della vicenda lo trovate QUI: da sottolineare al riguardo come a questo filone interpretativo creda Aldo Giannuli, un ricercatore considerato "esperto di trame eversive", che più volte ha lavorato come consulente per le Procure. Cito un suo passaggio: Non siamo ingenui. Mettiamola così: qualcuno ha capito che il nostro premier ha un punto debole: le donne. Per ragioni sue ha deciso di partire all’attacco.  Non credo assolutamente ad una regia italiana. L’operazione è troppo raffinata, studiata nei dettagli, mirata. Io andrei a cercare negli Usa o dalle parti di un certo Rupert Murdoch."


Alla luce di quanto qui brevemente ricostruito, insomma, questa potrebbe essere la cornice di riferimento (anzi, il cerchio sovratrutturale) cui alludeva Arpisella.


Se poi lui creda veramente all'ipotesi o se invece stesse utilizzando con Porro la carta del complotto contro Berlusconi per persuaderlo che la rottura con Confindustria (conseguenza scontata di un ipotetico attacco alla Marcegaglia) sarebbe molto pericolosa in un momento delicato in cui il Premier è esposto, ebbene questo non è dato sapere.

In  ogni caso, è questo quello che mi sembrerebbe essere il più plausibile primo livello della questione; l'esplicitazione cioè dell'intenzione comunicativa di Arpisella.

Il secondo, quello della "verità", è un livello superiore, difficilmente raggiungibile e certamente, almeno per noi, imponderabile.

In una parola, insomma, sovrastrutturale.


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5 commenti:

Anonimo ha detto...

la sola cosa certa è che in un paese "normale" Nicola Porro sarebbe stato licenziato dal suo giornale. Non dico radiato dall'Ordine dei giornalisti che sembrerebbe esista solo in Italia.Peraltro c'è stata una proposta di abolire tale Ordine da parte dei radicali firmata dall'allora direttore del Giornale Belpietro (2006)e appoggiata da quel quotidiano. Ora però Porro si lamenta di una mancata solidarietà da parte dell'Ordine. Viva la coerenza.
Prof. Woland

Il Cittadino X ha detto...

Interessante, specie la parte che ipotizza un interessamento di Obama e di Murdoch.
Coincide, fra l'altro, con l'antefatto della scalata europea dell'imprenditore mediatico Berlusconi, fermato all'epoca della costruzione del Canale 5 francese dai soliti noti italiani (De Benedetti, Montezemolo & co).
Ora l'impero mediatico berlusconiano con l'era digitale insidia l'impero mediatico statunitense.
L'uomo abbronzato ha ricevuto "aiuti" per la sua campagna alla presidenza da parte di Sky?
O forse è solo politica la chiave interpretativa che tende a rompere l'asse europeo Merkel, Sarkozy, Berlusconi?
E il Vaticano?
Se questa suggestiva ipotesi fosse reale, avremmo di fronte un ennesimo tradimento degli interessi italiani.
Un Alto Tradimento.
Un cerchio sovrastrutturale globale, che tenta di spezzare il legame Italia-Francia-Germania ed il legame Italia-Russia ed Italia-Libia.
Ancora una volta le risorse strategiche come petrolio e gas al centro delle politiche mondiali.
Bisogna star attenti a non isolare Berlusconi, perchè non faccia la fine di Enrico Mattei, per gli stessi motivi per cui le sette sorelle vollero la fine dell'egemonia petrolifera italiana.
Proiezione molto suggestiva questa.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Anonimo ha detto...

E' la seconda volta che mi capita di leggere un paragone tra Enrico Mattei e Silvio Berlusconi. La trovo una cosa vergognosa ed indegna. Enrico Mattei è stato ucciso per MANO di chi ha aiutato Berlusconi, prima a costruire il suo impero mediatico, e quindi, a diventare presidente del consiglio. Dovreste vergognarvi (o di essere ignoranti o di essere dei paraculi, scegliete voi...).

TNEPD ha detto...

Ciao,

senza troppi giri di parole, vi invito a leggere questo post dal titolo:
Se sai giocare a Risiko sei a buon punto nella vita.

http://tnepd.blogspot.com/2010/12/se-sai-giocare-risiko-sei-buon-punto.html

TNEPD

Bruno ha detto...

Il commento è molto interessante, e soprattutto "possibilista", quindi corretto ed equilibrato. Complimenti, la cosa triste è che una tale dichiarazione avrebbe dovuto scatenare tutte le curiosità di questo Paese, ma a quanto pare non c'è veramente la voglia di arrivare alla verità, c'è solo voglia di medioevo, e caccia alle streghe. Escluderei l'ipotesi Murdoch sinceramente, più palusibile l'ipotesi statunitense per via della politica energetica ed estera di Berlusconi. Per conto mio aggiungerei un'ipotesi ancor più maliziosa: vi ricordo Ciarrapico che alla Camera disse "Fini prepari le Kippah ai suoi, chi tradisce una volta tradise sempre". Il riferimento alla kippah potrebbe essere non casuale, giacchè il vero nemico di Berlusconi, oggi, è il capo del gruppo editoriale di Repubblica, vale a dire l'ebreo e corruttore (ai tempi di Tengentopoli) Carlo De Benedetti. Sempre con beneficio del dubbio naturalmente.

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