Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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sabato 9 ottobre 2010

Le intercettazioni nel caso Marcegaglia. Arpisella: chi c'è dietro Fini e la D'Addario?











[Aggiornamento 11 ottobre. Arpisella ha dichiarato che le sue erano solo "elucubrazioni personali". Peccato che non abbia detto quali fossero! Trovate QUI la mia ipotesi interpretativa per le domande poste in questo articolo]

C'è qualcosa di profondamente inquietante negli audio delle intercettazioni diffusi dal Fatto Quotidiano sull'affaire Marcegaglia e non è (solo) quello di cui finora si è parlato.

Oggi ho riascoltato le intercettazioni con un po' più di calma e confesso che ci sono un paio di passaggi che mi provocano qualche vertigine.

Non mi sto riferendo al colossale scandalo giornalistico, già ampiamente dibattuto (la presunta pressione cioè del Giornale di Feltri sulla Presidente di Confindustria per ottenere un'intervista, e il ricatto di ricorrere al "trattamento dossier" per la sua indifferenza).

Mi riferisco invece agli scenari politici (e non solo?) che parrebbero emergere in particolar modo dall'ultimo audio, quello in cui il portavoce della Marcegaglia Rinaldo Arpisella si sente per la seconda volta con il vicedirettore del Giornale Nicola Porro (che nella prima telefonata, preceduta da un sms, gli aveva detto che l'indomani sarebbe stato pubblicato sul Giornale un dossier contro la Marcegaglia).

Ebbene alla fine della telefonata, Arpisella chiede a Porro qual è la "logica strategica" che sta dietro ad un attacco alla Marcegaglia. Porro, forse per smorzare un po' i toni, risponde "rompere i coglioni a tutti quelli che gli danno veramente una mano, al boss". 

A questo punto Arpisella si irrigidisce e dice testualmente:

"Tu non sai che cazzo c’è altro in giro. Dai cioè  secondo me, davvero - scusami eh, ma ti parlo da amico - cioè…è un ottica corta, cioè… allora: il cerchio sovrastrutturale va oltre me, va oltre Feltri va oltre Berlusconi, va oltre… ci sono logiche… che non riguardano i Fini, i Casini, i Buttiglione, questo, quell’altro: sono altri, miei cari. (…). 
PORRO: Non so cosa tu voglia dire devo dirti la verità non capisco… non capisco.
ARPISELLA: Beh, secondo te chi c’è dietro…Fini
PORRO: Chi c’è dietro Fini, tu lo sai? Io no. 
ARPISELLA: Ci son quelli che c’erano dietro la D'Addario,dai, su! 
PORRO: Non lo so, comunque ci vediamo e ne parliamo. 
ARPISELLA: Volentieri.
PORRO: Ciao.
ARPISELLA: Ciao".


Ebbene, nel considerare queste parole, ecco le cinque domande che si impongono:

1) Chi èsopra Berlusconi, che costituisce il cerchio sovrastrutturale?
2) Chi sono questi altri che governerebbero le logiche del nostro paese?
3) Cosa vuol dire dietro Fini?
4) Chi c'è dietro Fini?
5) Chi c'era dietro la D'Addario?

Uno dei nodi principali mi sembra risieda nell'espressione "dietro Fini".

Dietro Fini significa dietro l'affaire Montecarlo o dietro la linea politica secessionista di Futuro e Libertà?!

La cosa si fa più inquietante considerando:
1) L'espressione equivoca di Arpisella che nella premessa alla rivelazione dice a Porro: "scusami, ma ti parlo da amico" (cos'è: un avvertimento?);
2) Il fatto che Porro da quel momento in poi appaia sempre più "gelato" e, quando la rivelazione si sta per fare troppo scottanteinterrompa subito, bruscamentela telefonata.

Poche luci e molte ombre
 nelle parole di Arpisella.
Mi sembra evidente che questo filone di indagine debba essere assolutamente approfondito dalla Magistratura.

Non amo le tesi complottistiche, però bisogna segnalare che tale questione è al momento stranamente passata in secondo piano

In attesa di capire qualcosa di più, come fece Repubblica col Premier tempo fa, potremmo rivolgere le 5 domande allo stesso Arpisella, ogni giorno, dalle pagine di blog, giornali e magari dalle televisioni.


E dunque, suvvia Arpisella: ci dica, ci spieghi, ci faccia capire.


Lei che sa.


Lei che per sua stessa ammissione è, al contrario di noi, un "uomo di mondo"...


[Forse potrebbe interessarti: Berlusconi e la tentazione Cina: dimmi con chi vai...]

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5 commenti:

Aimone ha detto...

Dai! Che hanno scoperto che sopra tutte queste schifezze, c'è una cupola (o grande burattinaio), come nella mafia.
Le cose si complicano e si gonfiano come la farina lievitata!
Chissà che prima o poi non scoppia un altro scandalo da rigurgiti di vomito.
Ma i servizi segreti cosa fanno, per chi lavorano?
E noi. Noi subiamo e paghiamo.

Luigi Bruschi ha detto...

Caro Aimone,
purtroppo è noto che questo nostro splendido ma sfortunato paese, sotto la coltre, nasconde verità da far rabbrividire.

Non so se questa di Arpisella sia una di quelle. Ma credo fermamente che sia doveroso interrogarsi - ed interrogarlo - approfonditamente...

LB

P.C. (Post Commento) Ho inserito le 5 domande in alto a desta nella pagina. Dal basso un minuscolo contributo per provare a smuovere qualcosa...

Anonimo ha detto...

Anch'io sono rimasta di sasso ascoltando l'ultima telefonata. E anch'io mi chiedo: che cosa significa che non sappiamo chi c'è dietro e che su tutti esiste un "cerchio sovrastrutturale"?
La magistratura, invece di andare a caccia di farfalle (ma non trova strano che la presidente di Confindustria chiami Confalonieri per non far pubblicare qualcosa su di lei - che neppure esiste? Questa non è pure violenza privata sui giornalisti?) perchè non chiede conto ad Arpisella di quello che ha detto?
E se dietro il tutto ci fosse proprio la magistrautura? Ah, saperlo....
Five

Luigi Bruschi ha detto...

Five, grazie per l'intervento.
Concordo con te che in questa squallida storia tutto vada soppesato e che, in quest'ottica, anche il comportamento della Marcegaglia non è immune da critiche (ricordiamo però che la telefonata a Confalonieri l'ha suggerita lo stesso Mauro Crippa, il Responsabile delle Relazioni Esterne di Mediaset).

Dici bene: la Magistratura dovrebbe chiedere conto delle affermazioni di Arpisella.

Dirò di più: la cosa è talmente evidente, che, se i magistrati non lo faranno, anche qui bisognerà forse cominciare a chiedersi il perché...

Anonimo ha detto...

osservo fuor di polemica che noi non sappiamo come procede o procederà l'iter giudiziario dell'inchiesta. E' possibile quindi che gli inquirenti non abbiano bisogno dei nostri suggerimenti. Perché la Marcegaglia ha telefonato a Confalonieri? Ha risposto a questa domanda Belpietro in tv. Il "Giornale" è al 60% di Paolo Berlusconi e al 40% di Mediaset. Si dia il caso che Confalonieri è amico della Marcegaglia e dirigente di primo piano della Mediaset (coeditore del Giornale).
Max

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