Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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giovedì 21 ottobre 2010

Lodo Alfano retroattivo: diritti e doveri nell'italica lotta fra onesti e smacchiatori.



Cioè, scusate, fatemi capire.

Cosa significa esattamente l'ultima boutade del Lodo Alfano retroattivo per delibera parlamentare?

Partiamo dalla puntata precedente (che anche lì c'era già da ridere): secondo i sostenitori dello scudo giudiziario "è lecito precedere ad un procedimento contro le alte cariche dello Stato se il reato è posteriore all'elezione nella prestigiosa carica".
Come dire: se (sottolineo se) sei stato un delinquente prima di diventare importante è un conto, se lo sei ora che ti hanno eletto è un altro paio di maniche, e dunque posso accertarlo con comodo e ti faccio continuare a lavorare (col dubbio strisciante...)!

Ma scusate: un (possibile) reato non è sempre (possibile) reato? Chi se ne frega quando è stato commesso! E poi: secondo voi è più grave (dal punto di vista politico, naturalmente) se commetto un reato da Presidente del Consiglio o se lo commetto prima della mia elezione?
Se il senso dello Stato e delle Istituzioni avesse ancora un senso, la risposta dovrebbe essere chiara a tutti (hint per i Berluscones: è la prima delle due ipotesi che ho scritto).

Eh - dicono i sedicenti garantisti, anzi, gli smacchiatori penali - ma come la mettiamo con la governabilità?

Eh, dicono gli onesti (che i sedicenti chiamano "giustizialisti"), ma come la mettiamo con l'ipotesi che l'Alta Carica sia un delinquente (nel senso letterale di 'uno che delinque'). Permettete, cari smacchiatori, che io onesto sia preoccupato di conoscere al più presto la verità?

E veniamo alla puntata attuale: Lodo Alfano retroattivo per delibera parlamentare.
La distinzione fra reato prima o dopo l'elezione viene eliminata.
Nel senso che sono tutti e due gravi? Al contrario, nel senso che il periodo è ininfluente: non si procede ad accertare i rilievi penali comunque!
Anzi, occhio al colpo di tacco: nei casi di ipotesi di reato precedente all'assunzione della carica possono essere sospesi "con delibera parlamentare"! Che significa? Che è il Parlamento che può decidere o meno la sospensione del processo! La casta, dunque, assume su di sé poteri "para-giudiziari" (e abbiamo visto, da Cosentino a Lunardi, con quale zelo autorizza prontamente le indagini della Magistratura sui propri parlamentari).

Che significa in soldoni tutto ciò?

Facciamo un'ipotesi.

ottobre 2010 compio una truffa milionaria ai danni di una multinazionale del tabacco (e non mi scoprono) e a marzo 2010 vengo eletto dal popolo sovrano e divento Presidente del Consiglio. Scatta il lodo e così sono coperto fine al termine del mio mandato (più eventuali rielezioni) da qualunque procedimento penale, anche se il mio reato è avvenuto antecedentemente alla mia nomina.

Figo, no?!

In sostanza, in nome di una stabilità governativa (perché è questa la motivazione formale sul piatto della bilancia), si sancisce il principio che il mio sacrosanto diritto di dimostrare la mia innocenza deve essere congelato.
E il sacrosanto diritto di coloro che mi hanno eletto di sapere al più presto se chi li governa è un malfattore o un gentiluomo deve essere congelato.
E congelato deve essere anche il sacrosanto diritto/dovere della magistratura di "fare giustizia".

Sarò duro di comprendonio, ma non capisco: cui prodest tutto questo calpestio di diritti e doveri?!

Tutto questo solo per "governare"?

Ma chi se ne fotte di governare con un'accusa infamante fra capo e collo (mi vergogno solo ad averla!)! Tra parentesi: figurati se il mio vice non sarà altrettanto bravo nella gestione del paese...

Prima il mio onore, davanti alla mia famiglia, ai parenti, alla città, alla nazione.

Il che significa che tiro fuori le balle e prima vi dimostro che sono innocente, perché lo sono, e poi si vede!

Come dite?

Ho premesso io che ero colpevole?

Già, nell'enfasi mi era sfuggito il particolare.

Beh, in tal caso: "lode al lodo".

Sperando di arrivare alla Presidenza della Repubblica.

P.P. [Post Post] Ma per il Papato si può fare qualcosa? Fatemi sapere, please. Se no, il gioco forse non vale la candela...

Aggiornamento: "La commissione Affari Costituzionali ha confermato: il lodo è reiterabile". 
Evvai! Del resto, diciamocelo,  se si fanno minchiate, è bene farle seriamente. Almeno quelle.

[Recentemente ho scritto: Lettera aperta al Direttore Generale della Rai, Mauro Masi.]

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4 commenti:

Bea ha detto...

Quel che colpisce me è l'assoluto disinteresse per la figura della vittima del reato commesso dall'alta figura istituzionale che il Lodo - definizione peraltro molto impropria - garantisce con effetto retroattivo.
Perchè la giustizia deve proteggere e risarcire innanzitutto chi dall'illegalità viene danneggiato.
Un dettaglio, certo. Su cui quei cuori intrepidi dei finiani, approvando - senza enfasi, sia chiaro! - il mostro alfaniano hanno preferito sorvolare.

Ma sì, l'importante è guadagnare tempo. A costo di perdere gli elettori.

Bea Sol

Luigi Bruschi ha detto...

Cara Bea,
grazie per aver posto l'accento su un punto, sottaciuto anche da me, che è senz'altro uno dei capisaldi del sistema giudiziario: la parte lesa.

Oramai siamo al paradosso della giustizia.

Sembra quasi che il nuovo motto debba essere: la legge è iniqua per tutti...

Anonimo ha detto...

il Presidente del Consiglio ha querelato per diffamazione Report. L'assurdo è che il Premier vuole trascinare i giornalisti scomodi in tribunale cioè laddove lui non può essere trascinato grazie alle leggi ad personam che si è confezionato.
Quelle leggi gli consentono di comparire in tribunale solo come parte lesa. La lotta è davvero impari. Una vergogna.
Massimo

storico ha detto...

le parole di Napolitano hanno gelato Berlusconi. Ora il Cavaliere dice che il Lodo che serviva per salvarlo dal carcere lui non lo voleva. E il bello è che ci sono milioni di italiani che gli credono :)

Le critiche di Napolitano al Lodo Alfano costituzionale spiazzano Berlusconi

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