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Berlusconi funambolo: ma questa corda, oramai, non sarà un po' troppo tesa? |

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"La ragione è un'isola piccolissima nell'oceano dell'irrazionale" (Immanuel Kant)
La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".
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Datore di lavoro.
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Maria · 740 settimane fa
Poi, B. troverà chissà quali scuse o alibi per quei bonifici. Come sempre riesce a cavarsela anche con le prove schiaccianti dei bonifici, specialmente se riuscirà a far spostare la competenza al Tribunale del CdM...
Luigi_Bruschi 54p · 740 settimane fa
innanzitutto grazie per aver scelto di condividere le tue riflessioni. L'incipit del tuo intervento mi ha colpito molto.
Io ho studiato per molti anni, nella mia vita, arrivando fino ad un dottorato di ricerca, ti confesso, insperato. Come a volte accade in questo paese, però, ho poi dovuto ripiegare su una scelta differente, perché si prospettavano per me lunghi anni di precariato, senza alcuna assicurazione per il futuro accademico che pure - mi dicevano in tanti - era alla mia portata.
Non rimpiango nulla, sia ben chiaro, né la scelta che mi ha fatto cambiare strada (perché quello che sono oggi lo devo in parte a quel cambiamento), né i precedenti anni di studio, che mi hanno "formato" e appassionato, contribuendo anch'essi, in modo determinante, ad essere quello che oggi sono.
Lo stesso, credo, varrà per te. I tuoi studi serviranno a formare la tua personalità, la tua interiorità, che valgono più di mille "apparire" e di mille aperitivi da Bulgari.
Le scorciatoie non solo non rendono un uomo o una donna migliori di quanto sono, ma non gli lasciano nulla, dentro, non parlano alla sua anima.
E il dialogo interiore, la capacità di discernere e di leggersi dentro, in questa vita, è l'unica vera forma di "salvezza" che ci rimane per andare oltre alla mediocrità imperante che ci circonda. Il resto, stanne certa, verrà da sé!
Buona giornata e spero di rileggerti!
LB