Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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lunedì 24 gennaio 2011

In tutte le lingue del mondo.

Da un continente all'altro il sexygate di Berlusconi imperversa. Ovunque.

Mentre la notizia di stamani è che secondo la SWG il PdL sarebbe in forte calo di consensi (contrariamente agli ultimi sondaggi), da segnalare sono i risultati  di un recente sondaggio effettuato sempre dalla SWG per Affari Italiani. Eccone la tabella riassuntiva.
E' vero, rimane quel 31% di, come dire, "fiduciosi".


Ebbene, lungi da me l'idea di convincere "gli stakanovisti dell'illusione" (o dell' "illusionismo"!) che sarebbe cosa buona e giusta che Berlusconi si dimettesse.
E tuttavia è forse il caso di riflettere rapidamente - per chi non l'avesse già fatto - sul contraccolpo che questa vicenda sta avendo all'estero sull'immagine del nostro paese.

Per la serie dunque "un conto è immaginarlo, un altro è vederlo con i propri occhi", sono andato girellando qua e là per la rete a caccia di impressioni altrui, che non fossero quelle note della stampa americana o europea.
E mi sono impressionato. Ecco perché:


Tanzania
Australia
Angola
Kenya
Ecuador
Guatemala
Cina
Venezuela
Messico
Costa Rica
Giappone

Colombia

Ovviamente potrei continuare. Invece mi fermo qui.

Non so a voi, ma a me nasce spontaneo un quesito: con quale faccia Berlusconi si presenterà al prossimo consesso internazionale?

Perché la sensazione è che la faccia, oramai, per sua e nostra disgrazia, l'abbia persa ovunque.

In tutte le lingue del mondo.



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