Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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giovedì 9 giugno 2011

Berlusconi e la legge della Zia Marina.



SuperSilvio is back.

Oggi conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Cosa avrà detto mai?

Avrà cercato, a seguito della batosta, di misurare i toni, di smussare gli angoli, di centellinare i momenti di autocelebrazione?

O invece si sarà lanciato in affermazioni azzardate, almeno per il momento politico che sta vivendo?

Che so, affermazioni della serie:
  • Ho gestito egregiamente tutti i problemi, da Napoli a L'Aquila, alla crisi economica mondiale...
  • Come me, nessuno ha gradimenti così elevati nel mondo...
  • In Italia sono il migliore...
  • Nei consessi internazionali sono il più esperto...
  • Sono un Tycoon...
  • Sono un gradino più alto rispetto a tutti gli altri leader...
  • Quanto a intelligenza, non sono secondo a nessuno...
Beh, "la seconda che ho detto", come diceva Corrado Guzzanti impersonando il mitico personaggio del santone di Quelo.

Il Presidente del Consiglio Berlusconi si è lanciato in tutte, e dico tutte, le affermazioni appena citate (più qualche altra...).

E tuttavia, bisogna riconoscerglielo: un momento di lucidità l'ha avuto.

Precisamente quando, alla fine del proprio panegirico, si è scusato (giuro, l'ha fatto) e ha quindi citato la legge di sua Zia Marina, che davanti allo specchio lodava la propria bellezza.

La stessa zia, interrogata sul suo comportamento dal nipote, ammise che si elogiava da sola perché nessuno le rivolgeva apprezzamenti, ha spiegato il Premier.

Rivelando così, inconsapevolmente, il vero motivo per cui le lodi sperticate che rivolge alla propria persona si fanno ogni giorno più frequenti e sempre più iperboliche: più il gradimento di Berlusconi scende, più l'autoincensamento aumenta.

Più che di una legge, dunque, si tratta di una relazione.

Di proporzionalità inversa.

Per cui attendiamo, di qui a poco, come conseguenza matematica, l'autocelebrazione dell'apoteosi.


[Se volete vedere per credere, eccovi la sintesi di Corriere Tv (2 min. e 49 sec.)]


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