Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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lunedì 21 febbraio 2011

Luca Barbareschi e la "bufala mediatica".

Quante facce ha la Verità? Quella di Barbareschi, forse, qualcuna di troppo...


Certo che questi giornalisti sono veramente indecenti.

E quelli che scrivono i blog peggio ancora.

Oggi ha ripreso a circolare la panzana che Luca Barbareschi lascia il FLI.

Ma cosa deve fare un povero cristo per farsi ascoltare?

L'ha detto e ripetuto, il derelitto, che non lascerà, Fli, che si è commosso alla convention di Futuro e Libertà a Perugia, che il nome ha contribuito a crearlo lui stesso, che l'incontro con Berlusconi non era indice di nulla...

Ha persino rilasciato al Corriere della Sera un'apposita intervista di chiarimento quando si scatenò la bufera un paio di settimane fa.

Era esattamente l'8 febbraio scorso:

[cliccare sull'immagine per ingrandirla]
L'intervista al Corriere di Barbareschi (dalla rassegna stampa del Ministero Ec. e Fin.)

Chiaro?

Una bufala mediatica, quella del suo abbandono di Futuro e Libertà.

Una fantasia dei giornalisti.

Punto.

Ristabilita la verità, attendiamo a momenti la secca smentita dell'interessato sulle voci false e tendenziose che hanno indotto le agenzie di stampa a titolare da ieri a caratteri cubitali:



Dai Luca: bacchettali tutti.

Aspettiamo con ansia.

E se è vero, come hai dichiarato (riquadro in rosso nell'intervista al Corriere di cui sopra) che Berlusconi è quel "fuoriclasse geniale" che tanto somiglia a tuo padre, affidati ad un proclama, vai di videomessaggio, fa' qualcosa insomma!

Così ce ne convinciamo anche noi che sei degno figlio di cotanto padre.

Un Grande Bluff, insomma.


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