Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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mercoledì 14 settembre 2011

Gioco di specchi.


Grande bagarre sulla presunta dichiarazione attribuita alla Procura di Napoli secondo cui, se Berlusconi non dovesse presentarsi a testimoniare, ricorreranno al provvedimento del cosiddetto accompagnamento coatto.

Guardate i titoli che giravano ieri in rete relativi a questa notizia.

Libero:

Il Giornale:

La Stampa:


Il Tempo:

Ansa:

TmNews:

Ed ecco Il Fatto Quotidiano di oggi:


Le reazioni degli ambienti vicini al Premier non si sono fatte attendere e prima si sono tradotte nell'accusa di "velleità golpiste" alla Procura di Napoli, poi si sono tramutate nella minaccia di inviare al più presto gli ispettori del Guardasigilli per regolare i conti che non tornano.

Quanti non disdegnano il pugno duro della magistratura nei confronti di Berlusconi potranno forse rimanerci male, ma la verità è ben altra ed occorre dirla chiaramente, soprattutto per non colludere con quanti (Giornale e Libero su tutti, naturalmente) hanno dimostrato come al solito di avere come unico obiettivo quello di soffiare sul fuoco dello scontro tra istituzioni e magistratura.

E la verità in questione, semplicemente, è questa: il Procuratore capo Giovandomenico Lepore non ha mai detto che la Procura stava pensando all'accompagnamento coatto.

Di più: lo ha espressamente negato a più riprese.

Alla domanda del giornalista, il Procuratore Lepore ha infatti risposto
"Sono sicuro che non ci sarà alcun bisogno di attivare questa procedura".
E tanto per essere chiaro ha aggiunto:
"L’accompagnamento coatto è l’ultima ratio per un teste che non si presenta e nel caso dei deputati ci deve essere l’autorizzazione della Camera di appartenenza. Al momento, per il premier, è un’ipotesi che escludiamo".
E giusto per un aggiungere un altro tassello al mosaico, lo stesso legale di fiducia del Premier, Michele Cerabona (quello che ha consegnato il memoriale vergato da Berlusconi) ha dichiarato in merito: 
“Non si è mai prospettata una soluzione del genere nei rapporti con la Procura”.
Non so cosa ne pensiate, ma considerato il modo in cui troppi sono scivolati sulla notizia, è forse il caso di fermarsi un attimo a riflettere.

Si possono fare tutte le dietrologie o le illazioni che vogliamo ("intendeva comunque alludere", "non l'ha detto ma lo pensava", "tra le righe si intuisce che..."): resta il fatto che la bomba mediatica, semplicemente, non doveva essere innescata, in questo delicato momento storico in cui la tenuta delle istituzioni è sempre più drammaticamente a rischio.

Forse è il caso di alzare la guardia, prima che questo paese si trasformi definitivamente in un gigantesco, rutilante, accecante specchio mediatico deformato, che rifrange "l'informazione che ci piacerebbe" o peggio "che ci fa comodo", piuttosto che quella di cui abbiamo bisogno.

La semplice e mera realtà dei fatti, intendo.

Nell'infinito gioco dell'io-credo-solo-a-Tizio-che-è-perseguitato-da-Caio-che-è-in-combutta-con-Sempronio-che-Tizio-spera-di-far-fuori-accusando-Caio ne avremmo tutti, davvero, un grande e disperato bisogno.

Update.

Altra fonte, Corriere del Mezzogiorno, in palese risposta alla bagarre:
«Le mie parole non devono essere travisate: se mi si chiede qual è la procedura in questi casi, è normale che io risponda contemplando anche l'accompagnamento coatto. Rispetto a quest'inchiesta, l'accompagnamento coatto non è al momento tra le nostre scelte. Confidiamo di incontrare Berlusconi in una delle date proposte».


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Commenti (7)

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Credo che sia necessario un freno da tutte le parti. Per fortuna che c'è il web, perchè l'informazione, come le istituzioni, fanno il gioco del dire "ciò che serve", naturalmente ognuno per la sua parte! Si travisano i fatti, si distorce la realtà e a quale scopo? Sembra quasi che si cerchi il caos! A chi serve? ...se serve! l'Italia, sotto l'aspetto della difesa della democrazia, ha le spalle grosse, ma bisogna fare molta attenzione. Ormai tutti sono arrabbiati con tutti e niente va bene..sia da destra che da sinistra. si pensi a ciò che hanno detto i sindacati delal polizia...non vuol dire che siamo alla frutta?
1 risposta · attivo 707 settimane fa
E' così, caro Idelbo.
L'unica speranza è che si stia toccando il fondo per rinascere a nuova vita.
Ne abbiamo davvero, davvero bisogno.
LB
"Penso che la ragione di queste bombe mediatiche sia da ricercarsi nel livello di saturazione che il Paese ha ormai raggiunto...la verità è che non ce la facciamo più; abbiamo sopportato abbastanza. E allora tutte le occasioni sono buone per cercare di gridare a gran voce di quale schieramento si fa parte, da che parte stiamo....c'è la voglia di voltare pagina, e quindi ci si appiglia a qualsiasi cosa per cercare di provocare il cambiamento....c'è voglia di legalità, di onestà, c'è la necessità di sentirsi nuovamente rappresentati, di poter provar nuovamente la fiducia nelle istituzioni, la stessa fiducia che ha spinto uomini come Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa e molti altri come loro a dare la vita per una società migliore...a volte mi vengono i brividi quando sento qualcuno che dice che la loro morte non è servita a niente....sono convinata che lo spirito di abnegazione, la professionalità e l'ardore che li hanno animati debbano essere un faro che possa aiutarci in un percorso che mai come oggi è stato scuro ed impervio. Spero che tutto questo rancore che si è creato e che porta inevitabilmente a questi estremismi non sfoci in qualcosa di cui poi ci pentiremmo amaramente....ma mantenere il controllo non è facile quando si vede un Paese pieno di bellezze, di arte e di potenzialità come il nostro dilaniato da una classe politica incompetente, rozza e volgare."
4 risposta · attivo 707 settimane fa
Cara Gaia,
grazie per questo suo appassionato commento: spero siano milioni le persone che lo condividano e che aiuteranno l'Italia ad uscire da questo incubo. L'importante è non stare a guardare, non stare fermi:
If you’re going through hell, keep going!
(Winston Churchill).
A presto.
W
Caro Idelbo,
sono convinto che la rete ci salverà.
Grazie.
W
Come darti torto, cara Gaia.
Ed è proprio per tutti gli accorati e sacrosanti motivi che hai citato, che secondo me non dobbiamo mai smettere di vigilare e di batterci per un'informazione "vera".
Perché la differenza tra chi la pensa come te e ha un animo puro sia sempre più grande e ci si distanzi anni luce ogni giorno di più da quelli che oggi stanno tentando di convincerci che l'Italia peggiore è l'unica Italia possibile.
Noi sappiamo che non è così.
Grazie di cuore per il tuo contributo.
LB

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