Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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domenica 25 settembre 2011

Il silenzio della Chiesa secondo Veneziani.


Perché la Chiesa rimane in silenzio mentre infuriano gli scandali di Silvio Berlusconi?

Marcello Veneziani, l'intellettuale degli intellettuali della destra italiana, risponde a questa domanda sul Giornale online, elencando una lunga serie di motivazioni che dovrebbero spiegare il silenzio della Chiesa.
La domanda che si pone, per la precisione, è la seguente:
"Perché la Chiesa non si allinea al­la sinistra e come una Mercega­glia qualsiasi non sfiducia Berlusco­ni per i suoi peccati?"
Posta così la questione si fa ancora più interessante, no?
Vediamo dunque le motivazioni date da Veneziani.
1. "Perché la Chiesa non vuol en­trare nel gioco politico e spaccare i suoi fedeli".
Peccato che la Chiesa, proprio rinunciando al suo magistero morale, entri di fatto nel gioco politico grazie al suo silenzio e spacchi e disorienti i fedeli - che si chiedono come mai non intervenga là dove parrebbe necessario farlo - contribuendo così all'accettazione di indegni disvalori che a taluni parranno meno gravi per via delle troppe bocche cucite sull'argomento.
Tra l'altro, quando si parla di decisioni politiche che riguardano l'etica, la Chiesa si pronuncia dicendo appunto che non fa politica ma dà indirizzi etici. Dunque la volontà di non "entrare nel gioco della politica" è a corrente alternata e figlia di logiche tutt'altro che apolitiche.
2. "Perché la Chiesa distin­gue tra peccati e reati, tra problemi morali che riguardano le coscienze di ciascuno e problemi politici che ri­guardano il paese".
Parliamone. Se la Chiesa si occupa di peccati - a prescindere se siano o meno reati - non si capisce perché mai non dovrebbe spendere due parole su una questione che minaccia seriamente i costumi di un intero popolo
Sul contenuto di azioni dannose dal punto di vista sociale la Chiesa ha l'obbligo morale di esprimersi pubblicamente. Se tace perché non si interessa dei problemi etici di un paese - ma solo dei singoli peccati che riguardino le singole coscienze - d'ora in poi ci si aspetta che taccia per sempre e lasci parlare solo i sacerdoti dentro i confessionali.
3. "Perché la Chiesa non può essere tacciata di ingerenza ogni volta che difende la famiglia, i costumi, la vita e poi invocata dagli stessi censori quando deve scomuni­care Berlusconi".
Questa argomentazione è decisamente un non-sense, così com'è posta.
La Chiesa sta in silenzio perché in altri casi è tacciata di ingerenza?
Il cortocircuito logico è talmente paradossale che non è il caso di aggiungere altro.
4. "Perché la Chiesa ha avuto guai in casa con la pedofilia".
Interessante. Come dire che la Chiesa non ha titolo a parlare dei peccati in questione perché alcuni suoi esponenti si sono rivelati peccatori su materie "affini".
Come se la polizia non arrestasse più nessun ladro dal momento che si è scoperta l'esistenza di poliziotti  che rubano!
5. "Perché la Chiesa sa che la corruzio­ne morale del nostro Paese ha radici più profonde e occidentali e non si può ridurre a un uomo".
Chiaro? Se la corruzione di un paese non dipende da un uomo - che tra l'altro è Presidente del Consiglio - è bene non sottolineare che le sue azioni sono disdicevoli! 
Se la Chiesa la pensa davvero così, poveri noi...
6. Perché la Chiesa sa che quelle radici (della corruzione, ndb) affonda­no nella società permissiva e nichili­sta, laicista e anticlericale, di cui ulti­mo effetto fu il modello Zapatero, co­sì esaltato da chi ora chiede l'inter­vento della Chiesa.
Eccoci qua, ti pareva. E' colpa nostra. La madre di tutte le corruzioni siamo noi, noi tolleranti comunistelli sinistrorsi, laici e sprezzanti dei privilegi della Santa Casta.
Perché? Boh. Così. Per assunto logico. Per una sorta di argomentazione puramente a contrariis (la cui premessa sembra vera per definizione): cioè perché per non essere corrotti bisogna invece essere intransigenti destrorsi,  fideisti e naturalmente cattolici. 
Bisogna essere Silvio Berlusconi, insomma, per non essere corrotti...
Ops... C'è qualcosa che non torna!
7. Perché la Chiesa sa quanto odio riceve da quella par­te, che massacra la Chiesa sulla pedo­filia e sull'8 per mille, deride la fede come ignoranza e superstizione, si infervora per le tesi miniprotestanti di Mancuso che vogliono liberare il rapporto tra Io e Dio dalla mediazio­ne della Chiesa; la stessa parte che con Eco insulta Ratzinger sul piano della filosofia ed elogia un libretto, Mai ali che volano in alto, con pesan­ti allusioni pedofile al Papa.
La Chiesa tace insomma perché sa che dall'alta parte la avversano.
Se questo è vero, la Chiesa non ne esce male, ma malissimo, da quella che pure appare come un'arringa difensiva.
La Chiesa infatti starebbe zitta sulla ragnatela di escort, di favori sessuali, di prostituzione, di favoreggiamento di minorenni - e chi più ne ha più ne metta - per non favorire la parte politica a lei non gradita.
Se fosse così, questo sarebbe l'emblema numero uno di quella volontà di "entrare nel gioco politico" come e quando le fa più comodo.
8. E poi la Chiesa sa che gli uomini passano, confida nel tempo e punta all'eterni­tà.
Come dire: la Chiesa chiude gli occhi e aspetta serena in un angolo che l'abisso morale, spalancato da alcuni illustri personaggi della nostra classe dirigente - Presidente del Consiglio su tutti - prima o poi si richiuda da sé, grazie alle magiche cure del tempo. 

Non so come la pensiate, ma a me sembra che i delicati fili logici di questo pezzo - buttato là per salvare capra e cavoli col risultato di un vorticoso effetto boomerang - intessano la trama di uno dei più efficaci ed involontari articoli contro la Chiesa che si siano mai letti negli ultimi tempi!

Piuttosto: chissà cosa ne pensa Santa Romana Chiesa, al riguardo.


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