Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

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giovedì 7 luglio 2011

Stiamo calmi: è tutto fuori controllo.


Riecheggiano ancora nell'aria le parole pronunciate ieri da Gianni Letta:
"Nel Governo nessuna tensione, né lacerazione".
Senza dubbio è nel segno di questa splendida ed invidiabile armonia che il fuori onda della conferenza stampa di ieri, in occasione della presentazione della manovra economica, ha fatto registrare un'intesa a prova di bomba tra due autorevoli esponenti del governo, Tremonti e Brunetta.

Mentre il secondo parlava infatti, il buon Giulio, dandosi di gomito con Sacconi, si è riferito al collega ricorrendo a due nobilissimi quanto inequivocabili appellativi: "cretino" (due volte); "scemo" (una volta).

Ora: secondo notizie dell'ultima ora, gruppi di contestatori (precari e lavoratori pubblici in testa, naturalmente) starebbero organizzando tramite la rete una (s)piacevolissima sorpresa in occasione del matrimonio del Ministro Brunetta previsto per domenica prossima, 

Viene proprio da chiedersi se anche Tremonti, con le sue esternazioni, non intendesse fare i suoi personalissimi auguri di matrimonio al collega Ministro.

Certo che se questa è l'assenza di tensione e lacerazioni sbandierata da Letta, sarà bene che il governo cominci a preoccuparsi.

Seriamente.


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L'unica cosa che ancora controllano, e vale per tutti, è il giro di affari, mazzette, regali che lo status di politico consente loro. Ogni giorno siamo testimoni di meravigliosi esempi di malaffare e corruzione, a tutti i livelli e sotto tutte le bandiere. Abbiamo visto come sono in accordo per abolire le Province, a dare le autorizzazioni a procedere (oggi a te, domani a me), a rinunciare a benefit che gli altri parlamenti europei neanche contemplano. Come cittadina, ormai disgustata, chiedo un'unica cosa: la salvaguardia della legge sulle intercettazioni. So beno che non risolvono i problemi, ma almeno ci danno la possibilità di conoscere e apprezzare lo stile e la dedizione che profondono nella conduzione della "cosa pubblica".

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