Benvenuti nella città invisibile, ma non silente!

La città invisibile è una contraddizione in termini. Se una città esiste, con le sue case, le strade, i lampioni, gli abitanti, come può essere invisibile?! La città invisibile però c’è: è dentro ognuno di noi. Le fondamenta delle sue case sono quello che abbiamo costruito fino ad oggi, le nostre esperienze passate, gli avvenimenti della nostra vita. I mattoni delle case sono i nostri sogni, le aspettative, le speranze, tutto ciò che vorremmo fosse, domani, presto o tardi che sia. Le vie della città invisibile sono i nostri pensieri, che si ramificano innervandosi e collegano case, ponti, quartieri, costituendo una fitta rete di scambi e connessioni. La città invisibile è lo spazio vivo in cui ognuno si sente quello che è, ed è libero di esprimersi, di sognare, di dire “no”, persino di creare mondi diversi, realtà parallele: con la speranza che quel tesoro invisibile custodito dentro ognuno di noi possa rappresentare la fiaccola del cambiamento e si riesca a passarne, tutti insieme, il testimone. La via per riuscirci, a mio parere, è quella indicata da Italo Calvino: “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio".

La Città Invisibile si è trasferita su l'Espresso. Clicca sull'immagine per raggiungere il blog.

La Città Invisibile si è trasferita su l'Espresso. Clicca sull'immagine per raggiungere il blog.
Link per iscriversi ai feed: http://feeds.feedburner.com/repubblica/KUea

giovedì 24 marzo 2011

Como, Consiglio comunale: non svegliate il Can-can che dorme…

A neppure una settimana dal 17 marzo, festa dell'Unità d'Italia, ecco cosa è accaduto ieri a Como, nel Consiglio comunale (attori principali: consigliere Vittorio Mottola, PD; assessore Diego Peverelli, Lega Nord).




Complimenti vivissimi (ad entrambi, direi).

E complimenti anche alla lucidità con cui il Capogruppo della Lega Nord, Giampiero Ajani, si è espresso, definitivamente, sulla delicatissima questione del rapporto fra il popolo verde e il tricolore.

Ecco lo stralcio dell'intervista.



Chiaro no?

Volete il rallenty?

Eccolo qua:
Domanda secca: vi riconoscete nel tricolore?
[pausa
Ehm... La domanda secondo me è mal posta per due motivi:
Primo perché se non ci riconosciamo ci dicono subito viene fuori un putiferio e ci accusano subito di chissà quali angherie, sopraffazioni, ecc.;
Secondo: anche se 100 persone non si riconoscessero nel tricolore si solleverebbe un Can-can micidiale...
Eh?!

Va bene che il senso, con buona volontà, si intuisce; ma i concetti sono vagamente aggrovigliati, non trovate?

Sotto il profilo della logica, insomma, un tipico esempio di Can-can che si morde la coda.

... Micidiale.


Condividi


Share/Bookmark

Se ti è piaciuto l'articolo, puoi iscriverti ai post per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...